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"LA JUVE? HA SVALVOLATO" - LE LACRIME AMARE DI BUFFON: “LA COPPA? FA PIÙ MALE AVERLA PERSA SBRACANDO. NON È VERO CHE PERDERE 2-1 O 4-1 È LO STESSO – IL REAL? E’ STATO ANCHE FORTUNATO. OGNI MINIMO EPISODIO A LORO VA SEMPRE BENE. CHE È UN PO' QUELLO CHE CAPITA A NOI IN ITALIA" - NESSUNA RESA: "HO ANCORA UN ANNO DI CONTRATTO E VOGLIO RIPROVARCI"

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Davide Pisoni per il Giornale

 

La commozione di Gianluigi Buffon è lunga da Cardiff a Torino. È una notte senza fine per il capitano della Juventus, dalle lacrime in campo al Millennium Stadium agli occhi lucidi per l' accoglienza dei tifosi al ritorno a casa. Il portiere il suo pensiero l' aveva già racchiuso nella sconfinata e affollata mixed zone con lucidità nonostante l' enorme delusione dopo la batosta contro il Real Madrid, una finale di Champions League senza storia spaccata in due da una Juventus irriconoscibile nella ripresa.

 

Cosa è successo tra primo e secondo tempo?

«Era una grande chance, un' opportunità che ci eravamo guadagnati e meritati e l' abbiamo sfruttata solo per mezz' ora del primo tempo e poi siamo venuti meno. Per cercare di rimanere al loro livello e metterli in difficoltà abbiamo fatto un po' di fuori giri fisico».

 

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Cosa rimane di questa lezione?

«Qualcosina manca ancora almeno in gare come questa per essere al pari degli altri. Il Real Madrid ha vinto meritatamente».

E poi c' è l' attitudine a giocare queste partite...

«L' abitudine più che altro a vincerle. Sono anche delle squadre fortunate perché poi la verità è che ogni minimo episodio a loro va bene e va sempre storto agli altri. Che è un po' quello che capita a noi in Italia. Quando alla fine hai un certo tipo di consapevolezza, quando hai un certo tipo di certezza, non sai come ma le cose vanno sempre bene a te e un po' meno agli altri».

 

Eppure la parola che vi ha accompagnato in tutta l' avventura di questa Champions League era consapevolezza...

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«Sinceramente pensavamo di fare gara pari, potevi vincere o perdere di un gol invece il secondo tempo lascia una sensazione di perplessità. Perché alla fine, quando una squadra ti schiaccia come hanno fatto loro nel secondo tempo, e tu non riesci ad avere le armi per contrapporti in un modo efficace, significa che c' è un peso specifico differente tra le forze in campo».

 

Ha fatto un discorso alla squadra?

«Eh... che discorso... ma tra di noi si è parlato ed eravamo tutti d' accordo che la cosa più stonata è stata questo crollo. Per il resto è stato bellissimo vedere quanto ci credevano i tifosi. Da capitano il vero rammarico è non potergli dedicare quella coppa che loro meriterebbero quanto noi».

 

Prevale la rabbia o la delusione?

«Non si può essere arrabbiati, cioè sarebbe ingeneroso con noi stessi, con quello che abbiamo fatto che rimane qualcosa di eccezionale che poteva diventare irripetibile».

 

Quale è il dispiacere più grande?

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«L' aver perso così male. Perché non è vero che perdere due a uno è come perdere quattro a uno. Non è vero perché la sconfitta seppur di misura ti fa capire che sei sempre al livello. La Juventus non può permettersi di sbracare così. Non dobbiamo dare la sensazione di essere una squadra che non è abituata a un evento del genere e quando si è trovata in difficoltà, al primo problema ha svalvolato...».

 

Nessun rimpianto?

«No, perché abbiamo perso contro una squadra che ha dimostrato di essere più forte, hanno meritato di vincere. Resta il dispiacere di non aver fatto un pochino meglio».

 

Come ripartire adesso?

«Probabilmente quello che dobbiamo ancora migliorare è il livello. Perché nelle finali ci sta che per dieci minuti attacchi e poi per altri dieci subisci, ma quando ho visto che i minuti diventavano venti, trenta, ho capito che si metteva male».

 

Era la sua ultima occasione?

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«Io ho un anno di contratto, per cui il prossimo ci siamo qualificati per la Champions e quindi la giocheremo ancora...».

 

Buffon se ne va con la sensazione di uno che sa che difficilmente avrà un' altra occasione così grande per prendersi quella coppa che gli è sfuggita per tre volte.

D'AMICOD'AMICO

 

D'AMICOD'AMICO

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