kroos germania dresda manifestazione ultradestra

C’E’ UN MURO INVISIBILE CHE SPACCA ANCORA LA GERMANIA TRA OVEST E EST! ANCHE IL CALCIO RIFLETTE LE DIVISIONI E LE CRISI DEL POPOLO TEDESCO: SOLO 3 DEI 26 CALCIATORI SONO NATI NELLA PARTE ORIENTALE, SOLO UNO STADIO, LIPSIA, E’ A EST DOVE LE SVASTICHELLE DI "AFD" HANNO OTTENUTO IL 28% DEI VOTI ALLE EUROPEE – LO SCRITTORE FERNANDO ARAMBURU SU “EL PAIS”: “IL PROBLEMA DELLA GERMANIA È IL PROBLEMA DELL’EUROPA E PUÒ ESSERE CHIAMATO CON NOMI DIVERSI. AD ESEMPIO, DECADIMENTO”

Da ilnapolista.it

 

toni kroos

A Monaco cominciano gli Europei. Apre la Germania. E ovviamente tutta la stampa sportiva internazionale si dedica all’analisi dei “padroni di casa”. Ma un po’ di giornali analizzano anche e soprattutto il contesto politico tedesco. In particolare El Mundo e El Paìs, con due bei pezzi firmati da Abraham P. Romero e Fernando Aramburu (lo scrittore di “Patria”).

 

El Mundo sottolinea le differenze con i Mondiali tedeschi del 2006, e “quel legame costante che la realtà politica e sociale del Paese ha avuto con il pallone. Il pallone è servito a spiegare la divisione e l’unione del popolo tedesco“.

 

 

“La sua rosa di convocati comincia a sintetizzare il problema nazionale. Solo 3 dei 26 calciatori sono nati nella parte orientale: Kroos (Greifswald), Beier (Brandeburgo) e Andrich (Postdam). Perfetto esempio delle profonde differenze tra le due metà.

 

stadio lipsia

Uno studio riportato dalla Reuters afferma che il 57% dei tedeschi che vivono nell’Est si sentono cittadini di seconda classe e solo il 38% ritiene che la riunificazione sia stata un successo”.

 

“Anche l’elenco degli stadi riassume questa disuguaglianza. Dieci città ospitano il torneo e solo una, Lipsia, è a est. Berlino ospita la finale, ma allo Stadio Olimpico, situato nella vecchia zona Ovest.

 

Non è che la Federazione o la Uefa non abbiano voluto scegliere un’altra città, è che non si è presentato nessun altro nonostante alcune, come Dresda, abbiano stadi con più di 30.000 spettatori.

 

toni kroos

Cosa sta succedendo? Forse questo sentimento di abbandono è uno dei motivi del trionfo dell’estrema destra nella Germania dell’Est alle ultime elezioni europee. AfD ha ottenuto il 28% dei voti nelle regioni più importanti dell’Est, mentre nell’intero Paese è rimasto al 15%. Molti cittadini dell’Est si sentono trattati con condiscendenza”, spiega Carsten Schneider, del partito socialdemocratico, che in un’intervista a DW ammette che ci sono “differenze negli stipendi e nell’assistenza sanitaria”. I dati non mentono: secondo un’analisi dell’Allensbach Institute, il 71% delle persone in Occidente si sente tedesco. All’Est il 44%.”

 

E ancora: “uno studio dell’Università di Lipsia del 2020 ha concluso che solo una posizione politica di alto livello su cinque è ricoperta da tedeschi dell’Est e che solo l’1,7% delle posizioni di leadership nella sfera militare, legale e commerciale appartiene a persone provenienti da questa zona.

 

dresda manifestazione ultradestra

 

“La divisione Est-Ovest resta palpabile: è politica, economica e anche psicologica. In ogni caso, il calcio è servito ad approfondire questa divisione, perché i club dell’Est, carichi di tradizione, continuano a lottare per ritrovare il loro antico splendore, mentre la squadra che si ritiene rappresentante dell’Est, il Lipsia, è considerata da molti un’anomalia artificiale e per certi versi molto occidentale”, riflette lo storico e scrittore Ulrich Hesse.

 

Secondo El Mundo il calcio spiega sempre moltissimo, non è mai solo pallone. “Il Mondiale del 2006 e questo Europeo sono lo stesso grido di unità lanciato nel 1974 e nel 1988, quando la Germania Ovest ospitò i due tornei. A ciò si aggiungono i Giochi di Monaco del 1972”. “Gli eventi del ’72 e del ’74 sembravano essere un passo verso la normalità e furono un grande successo diplomatico”, spiega Hesse. “Hanno unito i popoli, ma in una sola direzione, verso l’Occidente. La Germania Ovest vinse la Coppa del Mondo del 1990 nel mezzo dell’euforia della riunificazione e rafforzò il sentimento di unità, ma era una falsa sensazione perché la realtà si rivelò molto più dura”.

 

ronaldo toni kroos

“Diciotto anni dopo la Germania, che non vince il torneo dal ’96, si trova ad affrontare la stessa sensazione. Il muro invisibile”, conclude El Paìs

 

 

Anche Aramburu sul Paìs, che vive in Germania, nota che “il contrasto è notevole. Nel 2006 la Germania organizzò i Mondiali di calcio in un’atmosfera di gioia collettiva, in tempi di prosperità economica e di elevata autostima nazionale”. La crisi finanziaria internazionale del 2008 era lontana. “Il panorama è cambiato in senso negativo. In Germania mai prima d’ora avevo percepito così chiaramente una sorta di malinconia generalizzata, dalla quale non è immune nemmeno l’Europeo che inizia oggi a Monaco. Il torneo è sì nelle pagine sportive e nei tg, ma non nelle strade come in quella colorata estate del 2006. Le ragioni di questa disaffezione sono molteplici e risalgono a qualche anno fa, aggravate dalla situazione economica e dalla la situazione sociopolitica nazionale ed europea”.

 

ALICE WEIDEL TINO CHRUPALLA - AFD

Aramburu che dice che “il mito tedesco del paese dei poeti e dei filosofi (Dichter und Denker), della nazione disciplinata che funziona come un orologio, operosa, innovativa, affidabile, conosciuta e ammirata per lo spirito organizzativo, il lavoro metodico e la puntualità, trova oggi soprattutto posto nel giudizio di chi non conosce il suo stato attuale”.

 

 

Ma “il problema della Germania è il problema dell’Europa e può essere chiamato con nomi diversi. Ad esempio, decadimento“.

la squadra della germaniaalice weidel e tino chrupalla

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…