IL CAVALLINO DEGLI OCEANI - TUTTI I SEGRETI DI "HYPERSAIL", LA BARCA A VELA DELLA FERRARI - "L’ASTRONAVE", COME LA DEFINI’ IL PRESIDENTE DEL CAVALLINO JOHN ELKANN, È SORTA IN UN CAPANNONE A PISA PRESIDIATO COME L'AREA 51, LA BASE MILITARE ULTRA-SEGRETA USA - L’ALBERO È ALTO QUASI 36 METRI, TANTO QUANTO L'ALA DI UN BOEING 777. LO SCAFO RICORDA LA FORMA DELLA PUNTA D'UNA FRECCIA - "HYPERSAIL" SARÀ VARATA IN PRIMAVERA. PER COSA? - "IL TROFEO JULES VERNE, IL GIRO DEL MONDO PIÙ VELOCE. VORREMMO BATTERE ANCHE I TEMPI DEI MULTISCAFI” - VIDEO
Fabio Pozzo per la Stampa - Estratti
HYPERSAIL, LA BARCA A VELA DELLA FERRARI
Benedetto Vigna cita un proverbio cinese: «Comincia ad attraversare il fiume col piede, capisci dove sono le pietre, ci scivolerai attraverso senza pretendere di conoscere tutto dall'inizio».
Il Ceo di Ferrari spiega così l'approccio di Maranello alla vela, al progetto di Ferrari Hypersail.
«Quest'imbarcazione vuole essere un modo per dimostrare che Ferrari porta il passo dei tempi, tenendo ben chiari i valori dell'innovazione, della sostenibilità e senza negoziare sulle performance», aggiunge. Poi si fa da parte e ci lascia entrare nel nuovo mondo del Cavallino.
Siamo a Pisa, sul canale dei Navicelli. Qui è nata la barca delle Rosse, che rossa non è perché ha una livrea nera, anzi Grigio Hypersail, e le fiancate gialle, anzi Giallo Fly.
È sorta in un capannone presidiato come l'Area 51, la base militare ultra-segreta Usa. E qui finalmente vediamo per la prima volta «l'astronave», come la definì John Elkann, il presidente di Ferrari. «L'aveva già vista», sorride Marco Guglielmo Ribigini, il technical team leader. Saliamo sull'impalcatura.
HYPERSAIL, LA BARCA A VELA DELLA FERRARI
Dall'alto, lo scafo ricorda la forma della punta d'una freccia. È lungo 30 metri e largo 20, la poppa ampia e la prua quasi aguzza, la coperta sinuosa, a tratti convessa. E il cockpit, l'abitacolo sembra una goccia allungata, quasi una lacrima. L'effetto d'insieme dà l'impressione del movimento, anche se è tutto fermo. L'asse sui cui poggiamo è a 5 metri da terra. «Ecco, la barca sarà alla stessa altezza sul mare quando sarà in volo», ci dice ancora Ribigini.
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Lo sguardo scorre sulla carena con gli spigoli, sulla bombatura della chiglia, sulle scasse dove saranno fissati i bracci dei foil, le appendici che alzeranno la barca sul mare. Ferrari Hypersail, un mix di carbonio, titanio e acciaio, è stata pensata per essere il primo monoscafo "volante" per gli Oceani: decollerà con la portanza idrodinamica generata dal movimento, sino ad avere tutto lo scafo fuori dall'acqua e incontrare meno resistenza.
HYPERSAIL, LA BARCA A VELA DELLA FERRARI
«I foil sono le ali laterali, la chiglia basculante è un'altra ala sotto lo scafo e in più c'è il timone a poppa, dotato di flap», spiega Matteo Lanzavecchia, chief technology officer. Tutta l'architettura è pensata per volare e per tenere medie esagerate per giorni (punte di 50 nodi). Da qui, l'idea dei foil, le forme, un alettone sulla poppa; la superficie velica che è estesa come due campi da tennis (462 mq), con la randa a doppia pelle che si può ridurre (un unicum). E un albero alto quasi 36 metri, tanto quanto l'ala di un Boeing 777.
Un'astronave che deve essere veloce, ma anche stabile e che ha bisogno di enorme potenza. Ad aiutare l'equipaggio ci sono un cervello elettronico che controlla il volo, traslato da auto come le 499P e Luce - ma non parliamo di barca robotizzata - e un sistema che ricava energia dall'elettrico, l'eolico e il solare («Due anni per studiare come posizionare i pannelli», sempre Ribigini). E poi, brevetti come il winch/verricello alimentato da una colonnina con manovelle dotata di marce infinite - l'abbiamo provata - per fare meno fatica.
Il progetto è nato nel 2022, ma il lavoro non è ancora finito. «Ora viene la parte dei sistemi di bordo» ci spiega Enrico Voltolini, il project team leader, ex Luna Rossa –. A dicembre trasferiremo Hypersail alla base di Livorno (jv con Azimut/Benetti, nda), a gennaio partiranno i test».
Tra marzo e aprile il varo e poi la messa a punto. Per cosa? «Il Trofeo Jules Verne, il giro del mondo più veloce. Vorremmo battere anche i tempi dei multiscafi», dice Voltolini. «Abbiamo realizzato qualcosa di cui siamo orgogliosi. Certo, all'inizio non pensavo fosse di tale entità», risuonano le parole di Vigna. (...)
benedetto vigna
benedetto vigna
HYPERSAIL, LA BARCA A VELA DELLA FERRARI
