“CONDANNO FERMAMENTE L'EPISODIO. AVEVO ERRONEAMENTE COMPRESO CHE L'AGGRESSIONE NON AVEVA COMPORTATO NESSUN DANNO FISICO E CHE ERA CONSISTITA IN QUALCHE PAROLA GROSSA” – IL DEPUTATO DI FRATELLI D’ITALIA RICCARDO DE CORATO FA DIETROFRONT RISPETTO ALLE SUE DICHIARAZIONI SUL CASO DEL 33ENNE PESTATO MENTRE STAVA STRAPPANTI ALCUNI MANIFESTI DI RAMELLI (“SE L’È ANDATA A CERCARE”) - POI IN SERATA I SALUTI ROMANI ALLA COMMEMORAZIONE E LA POLEMICA TRA ROMANO LA RUSSA CHE FA UN APPELLO ALLA PACIFICAZIONE NAZIONALE E IL SINDACO SALA: “L’ITALIA E’ GIA’ PACIFICATA” - VIDEO
NINA FRESIA, EDOARDO VENDITTI per "la Stampa"- Estratti
Qualcuno guarda dal balcone e scuote la testa. A bordo strada molti passanti si fermano per fare un video. Anche quest'anno, in duemila hanno sfilato per le vie di Milano per ricordare il 51º anniversario della morte di Sergio Ramelli, il diciottenne militante del Fronte della Gioventù morto dopo un mese e mezzo di agonia in ospedale per i colpi subiti da un gruppo legato ad Avanguardia operaia.
SALUTI ROMANI COMMEMORAZIONE RAMELLI
Proprio a pochi metri da dove ieri è partito il corteo, la sera precedente un trentatreenne è stato aggredito verso la mezzanotte. Stava strappando alcuni manifesti affissi su un palazzo di via Aselli in cui si annunciava la commemorazione dedicata a Ramelli.
L'uomo è stato raggiunto da un gruppo di cinque o sei persone che lo hanno prima minacciato e poi colpito con un casco da moto. Dopo pochi minuti, quando il primo gruppo di aggressori si era dato alla fuga, è arrivata un'auto, una Volkswagen Golf, da cui sono scese altre persone che hanno proseguito l'attacco.
SALUTI ROMANI COMMEMORAZIONE RAMELLI
L'aggredito «è stato picchiato perché ha voluto andarsele a prendere»: con queste parole il deputato di Fratelli d'Italia Riccardo De Corato ha commentato a caldo il pestaggio quando ieri in mattinata si è presentato al Giardino Sergio Ramelli per commemorare l'anniversario della morte del militante. Poi ha ritrattato, condannando «fermamente» l'episodio e giustificando la sua reazione: aveva «erroneamente compreso che l'aggressione non aveva comportato nessun danno fisico e che era consistita solamente in qualche parola grossa».
L'episodio arriva in una Milano ancora tesa dopo i disordini del 25 aprile. Dal Senato, Ignazio La Russa ha parlato del ricordo di Ramelli come «un monito contro ogni violenza», mentre dal capoluogo lombardo il fratello e assessore regionale Romano La Russa fa un appello alla «pacificazione nazionale». «L'Italia è già pacificata», è la secca risposta del sindaco milanese Beppe Sala, presente (senza fascia tricolore) alla commemorazione, che chiede piuttosto di «abbassare i toni della politica». Anche perché sempre La Russa, l'assessore lombardo, è tornato sulla Liberazione per dire che «i saluti romani» che ogni anno vengono fatti durante la commemorazione per Ramelli «spariranno quando il 25 aprile non sarà più una festa di parte».
Gesti che anche in questo anniversario si sono ripetuti.
In piazzale Gorini, saluti camerateschi, braccia tatuate con simboli e icone del ventennio, tante teste rasate. A partecipare sono la maggior parte delle sigle della galassia neofascista italiana.
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Poi l'arrivo in via Paladino, dove nel 1975 fu aggredito Sergio Ramelli. «Se sentite qualcosa durante il presente, non rispondete», è il monito rivolto a Casapound: il riferimento è all'anno scorso, quando dai palazzi vicini era stata fatta suonare Bella Ciao e i militanti neofascisti avevano risposto con il lancio di un petardo. Non quest'anno. E allora, come da copione, inizia il solito rito e duemila braccia tese si alzano in aria all'unisono urlando «presente». Più volte. Non si leva nessun coro partigiano. Solo una ragazza che passa di lì vuole dire la sua: «Criminali», «M..», urla ai neofascisti.
IGNAZIO LA RUSSA CON IL FRATELLO ROMANO
ROMANO LA RUSSA 23
saluti romani commemorazione sergio ramelli
beppe sala foto lapresse
DE CORATO SALA ROMANO LA RUSSA COMMEMORAZIONE RAMELLI

