SCOMMESSE, IL CANCRO DEL TENNIS! “DOMANI DEVI PERDERE, ALTRIMENTI DAREMO LA CACCIA A TUA MADRE E TUA NONNA” – DOPO LUCREZIA STEFANINI ANCHE PANNA UDVARDY, NUMERO 95 DEL MONDO, RICEVE MINACCE SUL NUMERO PRIVATO. LA TENNISTA UNGHERESE, IMPEGNATA AD ANTALYA IN UN CHALLENGER, DENUNCIA: “MI HANNO ANCHE INVIATO FOTO RAFFIGURANTI LORO E UNA PISTOLA. NON E’ ACCETTABILE”. COSA PENSA DI FARE LA WTA?
Lorenzo Topello per gazzetta.it - Estratti
“Leggi attentamente, Panna. Domani devi perdere, altrimenti daremo la caccia a tua madre e tua nonna”. Il messaggio ricevuto da Panna Udvardy, ungherese numero 95 del mondo, inizia così. Un altro caso di gravissime minacce da parte degli scommettitori alle tenniste, dopo quanto accaduto all’azzurra Lucrezia Stefanini pochi giorni fa durante le qualificazioni di Indian Wells.
Anche la giocatrice ungherese, come l’italiana, ha denunciato quanto accaduto: ha postato lo screen della conversazione sui propri canali social, unito a un lungo post in cui ha approfondito i dettagli della vicenda.
Il contesto era quello del Challenger di Antalya in Turchia, dove Udvardy scendeva in campo per i quarti di finale contro l’ucraina Anhelina Kalinina. La notte prima della sfida, l’ungherese ha ricevuto una serie di minacce su Whatsapp: “La persona (anonima) mi diceva che se non avessi perso il match avrebbero rapito membri della mia famiglia. Dicevano di sapere tutto dei miei familiari: residenza, macchine, numeri di telefono. Mi hanno anche inviato foto raffiguranti loro e una pistola” ha denunciato sui social. Nello screen del messaggio si legge anche di peggio: “Abbiamo due gruppi vicino al confine ungherese, pronti a combattere se necessario. Non tarderemo a mandarli a casa di tua madre per rapirla finché non ci restituirà i soldi persi a causa della tua disobbedienza”.
Udvardy così ha deciso di contattare la Wta: “L’ho fatto subito, mandando gli screen del messaggio e informando anche i miei genitori. Loro si sono messi in contatto col consolato, e quando mi sono svegliata stamattina ho di nuovo parlato col supervisore della Wta. Mi hanno detto che minacce simili sono già state ricevute da altre giocatrici e che credono che le nostre informazioni personali siano state prelevate dai database della Wta: è un caso sotto investigazione. Il consolato ha mandato subito tre poliziotti alla mia partita, gliene sono grata. Sono andati subito anche dai miei genitori e da mia nonna, e a fine match ho depositato un report di polizia qua in Turchia”.

