maldini abodi

CHI DOPO GRAVINA? ABODI VUOLE OSTACOLARE LA CORSA DI MALAGO’ E PUNTA SU PAOLO MALDINI (POCO INCLINE AD ACCETTARE PROPOSTE IN CONTESTI DOVE SENTE DI NON POTERE INCIDERE DAVVERO) – MA LA FUGA IN AVANTI “NON CONCORDATA” DEL MINISTRO SPIAZZA IL CENTRODESTRA CHE PENSA A UN MANAGER FUORI DAL CALCIO. IN CORSA RESTA ANCHE IL GIURASSICO GIANCARLINO ABETE - LA STRADA DEL COMMISSARIAMENTO, AUSPICATA DAL FORZISTA MULE’, È COMPLESSA: SERVIREBBE UNO STALLO ALLE ELEZIONI IN FIGC DEL PROSSIMO GIUGNO…

 

Federico Capurso Stefano Scacchi per la Stampa - Estratti

 

Il governo Meloni vuole evitare il boomerang di un altro presidente Figc non allineato e più forte del precedente. Le dimissioni di Gabriele Gravina, da tempo nel mirino di Palazzo Chigi, potrebbero infatti produrre uno scenario infausto per l’esecutivo: Giovanni Malagò al vertice della Federazione più potente dello sport italiano.

MALAGO ABODI MELONI

 

Le acredini del centrodestra con Malagò nascono da lontano e si sono stratificate nel tempo. Il problema per la maggioranza dunque è chiaro, meno la soluzione. La strada del commissariamento è complessa: servirebbe uno stallo alle elezioni in Figc del prossimo giugno.

 

Il ministro dello Sport Andrea Abodi, un tempo amico di Malagò, sta cercando una candidatura alternativa. Figure utili a ostacolare la corsa dell’ex presidente del Coni, indebolendolo nel perimetro delle componenti federali, che punterebbero senza troppe divisioni su di lui dopo il successo delle Olimpiadi di Milano-Cortina. Al momento, Abodi si è fermato a un primo tentativo fatto con Paolo Maldini che, però, è poco incline ad accettare proposte in contesti dove sente di non potere incidere davvero.

 

 

malagò abodi

La mossa di Abodi non è piaciuta granché nel centrodestra. «Una corsa in avanti non concordata», masticano amaro i partiti di governo, ricordando come già in un altro momento di crisi di Gravina Abodi avesse fatto un sondaggio infruttuoso con Maldini. Piuttosto, predicano calma, visto che il prossimo presidente della Figc sarà scelto tra due mesi e mezzo: «I nomi fatti ora vengono solo bruciati». Anche Claudio Lotito, più silenziosamente, si sta muovendo.

 

 

In questo momento non si vedono altri nomi all’orizzonte. Tanti pensano che l'ideale successore di Gravina sarebbe Giuseppe Marotta che, però, non intende lasciare l'incarico di presidente dell’Inter. Con Malagò in campo, poi, difficilmente una componente federale sosterrebbe Matteo Marani (Lega Pro) o Giancarlo Abete (Dilettanti). Il nome di Abete però resta in campo. Ed è inviso al centrodestra, ma secondo alcune indiscrezioni potrebbe comunque diventare la carta della disperazione della politica per ostacolare Malagò.

 

paolo maldini

La più forte convinzione della maggioranza, tuttavia, resta quella di dover uscire dal mondo del calcio per individuare uno sfidante credibile dell’ex numero uno del Coni.

 

L’auspicio, poi, è che venga modificata la governance della Figc per dare più peso alla Serie A. Ma deve farlo la Federazione, non può farlo la politica, ed è per questo che «serve un commissario», come dicono Marcheschi, l’azzurro Giorgio Mulè e i leghisti in coro.

 

Se non arriverà una scossa, invece, in ambienti di governo si minaccia di chiudere i cordoni della borsa, e cioè i soldi che vengono elargiti al calcio attraverso la legge Melandri. La battaglia per il controllo delle macerie del calcio italiano, devastato dalla terza eliminazione mondiale consecutiva, è appena cominciata.

malagò abodi

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