saul steinberg

“E’ L’UNICO PITTORE CHE SI FA LEGGERE” - I DISEGNI, LE COPERTINE DEL 'NEW YORKER' E LE MASCHERE FATTE SULLE BUSTE DEL PANE: APRE DOMANI A MILANO, IN TRIENNALE, LA MOSTRA DEDICATA A QUEL GENIO ASSOUTO DI SAUL STEINBERG – IL LEGAME CON MILANO, I GIORNI NEL CARCERE DI SAN VITTORE E IL RUOLO DA SPIA PER GLI AMERICANI NEL ‘44: INVECE DI SCRIVERE IL RAPPORTO, LO DISEGNÒ – PER FELLINI ERA "UN GRANDE ARTISTA, IL PIÙ MISTERIOSO, IL PIÙ LIBERO" – E FLAIANO LO DEFINI’… - IL LIBRO DI BELPOLITI

saul steinberg 44

Presentata oggi alla stampa, insieme alla mostra Raymond Depardon, La vita moderna, l'attesissima  mostra dedicata a Saul Steinberg (1914-1999), un progetto Triennale Milano e Electa, a cura di Italo Lupi e Marco Belpoliti con Francesca Pellicciari. Il pubblico potrà visitarla da domani venerdì 15 ottobre 2021 fino al 13 marzo 2022.

 

 Un omaggio che Milano doveva al grande artista, che ha dedicato molte delle sue opere di tagliente intelligenza alla città in cui ha soggiornato negli anni di formazione.

 

L’allestimento al primo piano di Triennale nella Curva, punto privilegiato del Palazzo delle Arti, è disegnato da Italo Lupi, Ico Migliore, Mara Servetto in dialogo sensibile con l’architettura.

 

Un'esposizione ricca di disegni a matita, a penna, a pastello; opere realizzate con timbri e ad acquerello, maschere di carta, oggetti/sculture, stoffe, collages, a documentare la intensa e multiforme attività artistica di Steinberg. Ad accompagnare le opere, un'ampia selezione di apparati documentali e fotografici, utili per una più attenta comprensione della vita dell’artista, nonché una scelta accurata di riviste e libri originali, che – a partire dalle famose copertine del "The New Yorker" – hanno accolto alcuni dei contributi più significativi di Steinberg.

saul steinberg 39

 

350 prestiti circa, provenienti da importanti istituzioni, quali la Saul Steinberg Foundation, il Jewish Museum e la Hedda Sterne Foundation di New York, il Museum of Fine Arts di Boston, nonché da collezionisti e amici di Steinberg, in Italia e all’estero.

In questa occasione, verrà inoltre mostrata in anteprima parte dell’importante donazione di opere dell’artista che la Biblioteca Nazionale Braidense ha recentemente ricevuto dalla Saul Steinberg Foundation.

 

saul steinberg 33

La mostra si inserisce nel percorso che Triennale sta portando avanti su alcuni protagonisti della cultura del Novecento che da Milano hanno sintetizzato un'estetica e una visione del progetto che ha poi avuto influenze in tutto il mondo. Una serie di esposizioni monografiche che restituiscono la grandezza di figure complesse, facendo emergere nuove chiavi interpretative e superando facili etichette e inquadramenti.

 

Saul Steinberg Milano New York in Triennale prende spunto proprio dagli anni di formazione dell'artista a Milano (1933-1941)  per fornire una prima testimonianza del suo rapporto con l’Italia in generale oltre che con Milano in particolare. Senza però tralasciare anche altre città – reali, come Venezia o Carpi, oppure immaginarie, frutto di straordinari pastiches di paesaggi urbani composti da cupole romane e fantasie architettoniche, non riconducibili ad una città specifica ma dal sapore tutto italiano.

 

Nucleo centrale della mostra saranno i 4 leporelli creati dall'artista per Milano, per il Labirinto dei ragazzi, realizzato dallo studio di Architettura BBPR nel Parco Sempione nel 1954 in occasione della 10ª Triennale. Queste strisce di disegni, parte della donazione alla Biblioteca Braidense, contengono molti dei temi e dei segni artistici che Steinberg svilupperà lungo tutto l’arco della sua carriera.

saul steinberg 19

 

Negli anni Settanta, Steinberg dedica a Milano altri disegni di straordinaria intelligenza, raffigurando la città come il suo ricordo gli suggerisce. Ecco quindi le architetture solennemente novecentesche del Regime, ancora immerse in scenari di grottesca quotidianità fascista, i luoghi della sua vita milanese nei dintorni del Politecnico, e altre cartoline dalla sua vita passata: “L’aria di Milano era ottima, allora, e la luce bellissima, e vedevo una cosa che non avevo mai visto, lo svegliarsi tranquillo e silenzioso di una città: gente a piedi, gente in bicicletta, tram, operai.”

 

Ad accompagnare la mostra  un libro organizzato come una ‘enciclopedia’ contemporanea in circa 100 lemmi firmati da studiosi, storici dell'arte, critici, giornalisti…

saul steinberg 14

Un volume a cura di Marco Belpoliti che analizzerà l’opera di Saul Steinberg nei suoi molteplici aspetti, dall’architettura al disegno, dal rapporto con Milano a quello con New York, alle mappe, all’epistolario con Aldo Buzzi, agli artisti che gli furono amici e compagni come Costantino Nivola e Alexander Calder, ma anche Alberto Giacometti e Le Corbusier.

 

POESIA IN LINEA

Alba Solaro per “il Venerdì di Repubblica”

 

Italo Lupi aveva sedici anni quando nella sua vita è entrato Saul Steinberg. «Frequentavo il liceo» comincia a raccontare l'architetto, graphic designer, maestro del visuale due volte Compasso d'oro, nel bel salotto della luminosa casa milanese, alle sue spalle per magnifica coincidenza una composizione di illustrazioni di Steinberg, elegante e leggera.

 

woman seated

«Chissà come mai, mio fratello, che lavorava come funzionario di un'azienda di oli per macchine da corsa, mi aveva regalato per Natale quel libro meraviglioso che è All In Line, il primo pubblicato da Steinberg. Ce l'ho ancora. Mi aveva fatto innamorare. Andavo sotto casa e dalla finestra del primo piano mi facevo fotografare mentre sul marciapiede, con un gesso, riprendevo le vignette dove Steinberg si autodisegnava. Mi dispiace non averle più quelle fotografie».

 

Lupi è difficile da contenere in una definizione. E lo stesso si può dire per quel continente fantastico che è stato Steinberg, nato nel 1914 e morto nel 1999, il figlio geniale e pungente di un tipografo rumeno, scappato prima in Italia e poi negli Usa per entrare nella storia dell'illustrazione armato di mappe, cartografie, timbri, linee, lettere e architetture che mai avremmo immaginato potessero contenere tanta poesia.

senza titolo 1959 62

 

Un discreto pezzo di mondo conosce la sua opera più famosa senza forse conoscere lui: quella View of the World from 9th Avenue disegnata per il New Yorker nel 1976 e riprodotta su milioni di poster, clonata su decine di città («sarò ricordato come l'uomo che ha fatto quel poster» si lamenterà lui per il resto della vita).

 

Due anni fa, era il settembre 2019, ricorda Lupi, «Stefano Boeri, presidente della Triennale Milano, mi chiama e mi chiede: che mostra faresti? Gli ho risposto quasi meccanicamente: Steinberg. Perché Milano gli deve molto, e lui deve molto a Milano. È qui che ha iniziato, studiando architettura, disegnando per il Bertoldo di Guareschi e poi per il Settebello di Zavattini. Ha amato Milano anche dopo essere finito a San Vittore perché ebreo, prima di scappare per sempre negli Stati Uniti».

 

Saul Steinberg, Milano New York è dunque il titolo della grande mostra curata da Italo Lupi, Marco Belpoliti e Francesca Pellicciari che la Triennale di Milano ha organizzato con Electa, dal 15 ottobre al 13 marzo, accompagnata da un libro-catalogo a cura di Belpoliti e una "guida sentimentale" alla Milano di Steinberg che uscirà a novembre. «Senza loro due per me sarebbe stato impossibile, lo scriva, hanno fatto un lavoro da veri investigatori per recuperare tutto il materiale da fondazioni, collezioni, gallerie e privati, quando neanche si poteva viaggiare».

senza titolo 1954

 

Cosa avete portato a casa?

«Tantissimo. Con Ico Migliore e Mara Servetto abbiamo allestito tutta l'ampia curva al primo piano con i suoi lavori a matita, a penna, a pastello, le teche con i libri e le foto, le copertine per il New Yorker, guardi che meraviglia questa è la stanza di un hotel a Carpi, un junk shop americano, le maschere fatte sulle buste del pane e fotografate da Inge Morath, perché lui diceva che in America tutti indossano una maschera per sembrare sempre felici.

 

Avremo in video l'intervista che gli fece Sergio Zavoli, e anche stoffe, collage, i dischi su cui aveva la mania di dipingere con l'amico Aldo Buzzi. E due delle cartoline natalizie che aveva fatto per Gio Ponti, sono di una poesia straordinaria: ha interpretato il Natale come forse solo Bruegel».

 

Vi siete mai conosciuti di persona?

senza titolo 1953

«Ci siamo solo incrociati. Del resto era noto per essere un tipo scorbutico, neppure gli sforzi di amici comuni come Saul Bass e Milton Glaser sono riusciti a combinare un incontro. Lo ricordo nel '54 a Milano; un'amica veneziana che faceva architettura mi aveva detto, dai vieni a Parco Sempione che stanno decorando il labirinto dello studio Bbpr per la Triennale».

 

E lui era lì.

«Fu emozionante vedere questo omino che omino non era, con un cappelluccio in testa, a ginocchia piegate, mentre incideva con un chiodo i suoi graffiti sulla parte interna del labirinto. Esponiamo per la prima volta in Europa i quattro "leporelli", fogli lunghi una ventina di metri su cui aveva tracciato i disegni da incidere, dedicati alla linea, alle città d'Italia, all'architettura e al Mediterraneo».

 

Avete entrambi fatto il Politecnico di Milano, lui però non ha mai progettato un edificio.

«Diceva che studiare architettura è un allenamento formidabile per tutto meno che per fare l'architetto. E lo diceva perché lui si sentiva molto più libero».

senza titolo 1950

 

Si definiva "uno scrittore che disegna".

«Infatti non distingueva le parole dal disegno, faceva diventare le parole disegno. Con Belpoliti abbiamo scelto alcune frasi sintomatiche per capire il personaggio. "Un grande artista, il più fascinoso, il più misterioso, il più libero": lo ha detto Fellini. E Adam Gopnik: "Il suo soggetto è sempre la vita, non l'arte". Ennio Flaiano diceva: "È l'unico pittore che si fa leggere" Bella, eh?».

 

C'è un pezzo in mostra che ama un po' di più?

 «Milano Bauhaus, bellissime tavole che fece anni dopo, sulla base dei suoi ricordi, di luoghi come il Palazzo di Giustizia di Milano e altri scorci, altri edifici razionalisti, e davanti ci fa sempre passare dei personaggi squallidissimi, che magari fanno il saluto romano».

 

Era il suo modo ironico di vendicarsi per quello che gli avevano fatto passare?

senza titolo 1949 54

 «Aveva un umorismo molto particolare, ci metteva cattiveria ma anche dolcezza. Non appaia strano, ma a me ha sempre fatto venire in mente George Grosz, che disegnava le sue figure grottesche, le sue donne terribili, straordinarie, e lo faceva in una società dura e bestiale come quella tedesca all'avvento del nazismo. Steinberg forse era più buono. Ma le sue newyorkesi appese alle maniglie della metropolitana, tutte puntute, truccate, cotonate, non erano meno affilate».

 

E le italiane?

«Nel suo immaginario erano più morbide. Ma Steinberg non era interessato a ritrarre la bellezza, usava la linea per raccontare la condizione umana: il disegno come espressione del pensiero.

riverhead long island 1985

 

Nella mia vita è arrivato non a caso in un momento storico particolare, pieno di idee nuove, ancora vivo il fervore della Liberazione. Durante la guerra ci eravamo rifugiati nella casa di mio nonno appena fuori Roero, nelle Langhe, e ci avevamo nascosto anche sei amici di un nostro parente che aveva sposato una signora ebrea».

 

 Si sono salvati?

«Per fortuna sì. Mio padre era direttore di banca a Pavia, lo raggiungemmo pochi giorni prima che i partigiani liberassero la città. Poi da Cremona arrivarono gli americani. Ragazzoni allegri che negli zaini si portavano dietro fumetti di una modernità straordinaria, come Al Capp, Dick Tracy, dentro quegli albi c'era un modo diverso di concepire il mondo, la moda, tutto.

now! 1960 1965

 

saul steinberg

Così l'America diventò per me sinonimo di libertà. E Steinberg lo lego a tutto questo, come un faro di luce. Non condivido tante cose che gli Usa hanno poi prodotto. Ma riconosco la grandiosità che ha affascinato Steinberg quando nel '41 è arrivato a New York e ha visto per la prima volta il Chrysler Building».

 

È vero che ha fatto anche la spia per gli americani?

«Una storia fantastica. Nel '44 lo avevano arruolato come ufficiale dei servizi segreti in Marina e spedito in missione prima in Cina, poi in India, nel Pacifico, Nordafrica e anche in Italia. Al ritorno, invece di scrivere il rapporto, lo disegnò. Dipinse gli aerei che bombardavano Cassino È il più bel reportage sulla guerra che io abbia mai visto, perché è una rappresentazione di quei luoghi e di quei popoli assolutamente pacifica».

manifesto per festival di spoleto, 1969galleria 1951SAUL STEINBERG - A CURA DI MARCO BELPOLITI, GABRIELE GIMMELLI E GIANLUIGI RICUPERATI SAUL STEINBERG - A CURA DI MARCO BELPOLITI, GABRIELE GIMMELLI E GIANLUIGI RICUPERATIsaul steinberg con aldo buzzi nel 1954saul steinberg, senza titolo 1959 62saul steinberg camouflages, il naso, per il festival di spoleto 1969saul steinberg galleria di milano , 1951copertina del new yorker, ottobre 1963 by saul steinbergl'architetto italo lupisaul steinberg, sphynx ii, 1966saul steinberg nel 1952IL DIPLOMA DI LAUREA DI SAUL STEINBERG LA LETTERA INVIATA DA PRIMO LEVI A SAUL STEINBERG NEL 1985ALDO BUZZI IN AUTO CON SAUL STEINBERG SU UNA SPIAGGIA CALIFORNIANAsaul steinberg 66

Ultimi Dagoreport

moulay hassan marocco ceuta melilla donald trump giorgia meloni pedro sanchez friedrich merz

DAGOREPORT – LA CRISI SUI FLUSSI MIGRATORI TRA ITALIA E SPAGNA È APPESA A CIÒ CHE SUCCEDERÀ DOMANI, 15 AGOSTO: UNA NUOVA “INVASIONE” È STATA MINACCIATA SUI SOCIAL MAROCCHINI A CEUTA E, SOPRATTUTTO A MELILLA, L’ALTRA EXCLAVE SPAGNOLA NEL PAESE NORD-AFRICANO – E QUI SI ARRIVA AL VERO NODO IRRISOLTO DELLA QUESTIONE, CHE NON RIGUARDA L’ITALIA, MA IL MAROCCO E LA ROTTURA DELL'ACCORDO CON LA SPAGNA. A RABAT MOHAMMED VI FORMALMENTE HA SULLA CAPOCCIA LA CORONA, MA A GOVERNARE DI FATTO È IL FIGLIO, IL 23ENNE MOULAY EL HASSAN, BEN SUPPORTATO DA MADRE E SORELLA NELLA SUA ASCESA PER DIVENTARE IL “BIN SALMAN MAROCCHINO” – L’ALLEGRO TERZETTO, ACCOMPAGNATO DA NUMEROSA CORTE ALLE PRESE CON BEN 224 VALIGIE, HA SVACANZATO A LUGLIO A CAPRI DOVE AVREBBERO TROVATO IL TEMPO DI INTRATTENERSI CON EMISSARI DELLA GALASSIA “MAGA” – E DIVENTA SEMPRE PIÙ PLAUSIBILE CHE L'"ISPIRAZIONE" AL PRINCIPE MAROCCHINO PER L'OPERAZIONE CEUTA ABBIA IL MARCHIO DEL SOVRANISMO USA - SE TRUMP S’È BUTTATO A PESCE CON LE SUE ARMATE DI TROLL E ACCOUNT SOCIAL PER SOFFIARE SUL FUOCO DELL’''INVASIONE'', LA SUA EX "AMICA SPECIALE" GIORGIA MELONI È ANDATA A SBATTERE SUL “MURO DI BERLINO” DI MERZ… - VIDEO

craxi di pietro napolitano

VIDEO-FLASH! - NON CAMBIA UN CAZZO: PRIMA C'ERANO IL KGB E I SERVIZI BULGARI CON LE LORO RICETRASMITTENTI, OGGI CI SONO I "MAGA" E I "PUPAZZI PREZZOLATI" DI PUTIN - LE PAROLE VERE, TRAGICHE E ATTUALISSIME PRONUNCIATE DA BETTINO CRAXI NELL’INTERROGATORIO DEL 19 DICEMBRE 1993 DAVANTI A DI PIETRO, AL PROCESSO CUSANI: "I PARTITI ERANO TENUTI A PRESENTARE I BILANCI IN PARLAMENTO E I BILANCI ERANO SISTEMATICAMENTE FALSI” – “C’ERA UN REFLUSSO CHE PROVENIVA DALL’UNIONE SOVIETICA CHE COSTITUIVA UNA DELLE VOCI PRINCIPALI DEL FINANZIAMENTO DEL PARTITO COMUNISTA - NON È CREDIBILE CHE IL PRESIDENTE DELLA CAMERA, GIORGIO NAPOLITANO, CHE È STATO PER MOLTI ANNI MINISTRO DEGLI ESTERI DEL PARTITO COMUNISTA E AVEVA RAPPORTI CON TUTTE LE NOMENCLATURE COMUNISTE DALL'ESTERO, A PARTIRE DA QUELLA SOVIETICA, NON SI SIA MAI ACCORTO DEL GRANDE TRAFFICO CHE AVVENIVA SOTTO DI LUI, TRA I VARI RAPPRESENTANTI E AMMINISTRATORI DEL PARTITO COMUNISTA E I PAESI DELL'ESTERO…”

giorgia meloni roberto vannacci antonio tajani

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI PASSERÀ IL FERRAGOSTO CON UNA MARGHERITINA IN MANO: AL POSTO DEL "M'AMA/NON M'AMA" CHE LA FACEVA SOSPIRARE DA ADOLESCENTE, IL DILEMMA SARÀ: "VANNACCI SÌ - VANNACCI NO?" - A FACILITARLE LA DECISIONE CI PENSA IL GENERALE, SEMPRE PIÙ CONVINTO DI NON FARSI IMBARCARE IN MAGGIORANZA: MEGLIO RESTARE ALL’OPPOSIZIONE, SPARARLA SEMPRE PIÙ GROSSA E INGROSSARE LA SUA "SPORCA DOZZINA" – IN ATTESA DI SCIOGLIERE IL DILEMMA, LA DUCETTA HA MESSO IN MOTO LA CONTROFFENSIVA: SE L’EX GENERALE DELLA FOLGORE, DOPO AVER PROSCIUGATO LA LEGA, ORA STA DRENANDO VOTI ANCHE A FRATELLI D’ITALIA (E NEL SUD PURE AI 5STELLE), PERCHE' NON RIACCIUFARE I CONSENSI AL CENTRO? DETTO, FATTO: MESSI IN STAND-BY I SUOI COLONNELLI COL FEZ, HA RILANCIATO SULLA SCENA IL SUO EX MAGGIORDOMO DI FORZA ITALIA. COSÌ SI SPIEGA LA PRESENZA A SANT’ANNA DI STAZZEMA DI ANTONIO TAJANI, E L’IMPROVVISA ACCELERAZIONE ANTIFASCISTA DELL'EX MONARCHICO CIOCIARO... - VIDEO

theodore kyriakou enrico mentana cnn

FLASH – A CHE PUNTO E' LA “CNN ITALIANA” BY KYRIAKOU-MENTANA, IL CUI DECOLLO E' PREVISTO PER IL PROSSIMO GENNAIO? - SFUMATE LE TRATTATIVE SUL CANALE “NOVE” E “TV8”, IL MAGNATE GRECO SI SAREBBE RASSEGNATO A PRENDERE IN “AFFITTO” DA DISCOVERY IL CANALE 52, VICINO ALLE ALTRE ALL NEWS, DOVE ORA C’È “DMAX” – IL PROBLEMA È IL COSTO DELL’OPERAZIONE: TRA RETE, TECNICI, GIORNALISTI E IL CONTRATTONE DI CHICCO, VERREBBE A COSTARE SUI 25 MILIONI DI EURO ALL’ANNO, MENTRE I RICAVI PUBBLICITARI STIMATI SI FERMEREBBERO A 6. UN DEFICIT SOSTENIBILE? - KYRIAKOU CONFIDA NEL “BRAND” CNN, MA I BILANCI DELLE ALL NEWS ITALIANE NON È RASSICURANTE. SKYTG24 E TGCOM RESISTONO (CON PERDITE), RAINEWS DRENA MILIONI ALLA TV PUBBLICA PER COLPA DELLE MANCATE SINERGIE: OGNI TG HA I SUOI INVIATI E REDATTORI, CREANDO DOPPIONI INUTILI…

sergio cola

LA VITA È STRANA, LAVITOLA DI PIÙ – CHE COINCIDENZA: L’AVVOCATO DI VALTERINO, SERGIO COLA, L’UOMO DEL “NO COMMENT” ALLA DOMANDA SULLA CONSAPEVOLEZZA DI RANUCCI DELL’ATTENTATO, È UN UOMO DI DESTRA, DA SEMPRE – GIÀ DEPUTATO DI ALLEANZA NAZIONALE PER TRE LEGISLATURE, FINO A 20 ANNI FA, HA PARTECIPATO A MOLTE INIZIATIVE PER IL “SÌ” AL REFERENDUM COSTITUZIONALE SULLA GIUSTIZIA. E NEGLI ULTIMI TEMPI AVREBBE RIPRESO CON RINNOVATO VIGORE L’ATTIVITÀ POLITICA, CON FRATELLI D’ITALIA (AL PADRE, ARTURO, FU INTITOLATA L’ANNO SCORSO LA SEZIONE DEL PARTITO DI MELONI A SAN GIUSEPPE VESUVIANO) - COME MAI VALTER LAVITOLA HA SCELTO, TRA I TANTI AVVOCATI POSSIBILI, PROPRIO UNO COSÌ LEGATO A FDI, IL PARTITO CHE PIÙ DI TUTTI HA ATTACCATO SIGFRIDO RANUCCI E NON VEDE L'ORA DI BUTTARLO FUORI DALLA RAI? ANCHE PERCHÉ, COME SCRIVE "MOWMAG", DI LAVITOLA, SERGIO COLA NON È AFFATTO LO STORICO DIFENSORE. E ALLORA PERCHÉ IL FACCENDIERE SI FA DIFENDERE DA UN LEGALE COSÌ DI PARTE E COSÌ VICINO A UN PARTITO? AH, SAPERLO...

giorgia meloni in sardegna - foto di oggi

FOTO FLASH! - MA CHI E': UNA LONTRA FUORI HABITAT, UN SUB SPAESATO O UN "NAVY SEAL" DELLA GARBATELLA? - IL SETTIMANALE "OGGI" PUBBLICA UNA IMMAGINE "ANFIBIA" DI GIORGIA MELONI CHE, CON I CAPELLI BAGNATI, MASCHERA E BOCCAGLIO, EMERGE MINACCIOSA DALLE ACQUE DELLA SARDEGNA - LA PREMIER NUOTA A PELO D'ACQUA SCRUTANDO L'ORIZZONTE, CON L'OCCHIO DA SQUALETTA COATTA - COSA HA PUNTATO? QUALCHE GIORNALISTA SGRADITO, I SONDAGGI SULLE PROSSIME ELEZIONI O LE TRUPPE BALNEARI DI VANNACCI? AH, SAPERLO...