bennacer ibra

COSA E’ SUCCESSO AL MILAN? IL 15 GENNAIO AVEVA 3 PUNTI DI VANTAGGIO SULL'INTER. NELLE 15 PARTITE SUCCESSIVE HA PERSO 16 PUNTI DAL SUO AVVERSARIO. PERCHÉ? - LA PRIMA SPIEGAZIONE È L'INFORTUNIO DI BENNACER, CONTEMPORANEAMENTE È INIZIATA LA LUNGA PAUSA FISICA DI IBRAHIMOVIC - SENZA DI LORO IL MILAN HA PERSO LE SUE QUALITÀ - NEL GIRONE DI ANDATA IL MILAN FU AIUTATO DALLA CONCESSIONE DI 14 RIGORI, MOLTI A RISULTATO SOSPESO...

Mario Sconcerti per il "Corriere della Sera"

 

bennacer ibra

Il 15 gennaio il Milan aveva 3 punti di vantaggio sull'Inter. Era la 18ª giornata. Nelle 15 partite successive ha perso 16 punti dal suo avversario. Perché? Cosa è successo? Il dato da cui è meglio partire è quello dei punti fatti in casa. Il Milan ha vinto solo 7 delle 17 partite giocate a San Siro. L'Inter 14, la Juve 13, Napoli e Lazio 11. Già questo è un dato che limita tutta la strada. 7 vittorie le hanno fatte Sampdoria e Bologna. Il Milan gioca molto meglio in trasferta perché ha più spazio davanti.

 

Va in difficoltà quando le squadre si coprono. Il gioco di Pioli è una forma di gioco italiano avanzato, ha bisogno di campo per costruire e ha bisogno di una costruzione di qualità per segnare. Questo è il primo vero limite perché condanna la squadra a giocare sempre bene, cosa impossibile. Molte altre squadre soffrono le difese strette degli avversari ma riescono a batterli. Il Milan da novembre a oggi è invece sempre più andato in difficoltà.

 

pioli ibra

La prima spiegazione è l'infortunio di Bennacer alla fine dell'8ª giornata. Contemporaneamente è iniziata la lunga pausa fisica di Ibrahimovic. Sono venuti a mancare due aspetti lontani nel campo ma conseguenti: la qualità nella costruzione e l'esecuzione dell'attaccante. Erano due dei quattro nodi fondamentali nel gioco del Milan: il terzo era e rimane Calhanoglu, il quarto, meno fondamentale, è Theo Hernandez. Ma in quel momento a spezzare per sempre il gioco del Milan sono state queste due assenze, l'una combinata con l'altra. Nessuno dei due è più tornato cosa era stato. E questo ha tolto la qualità di cui parlavamo prima, ma ha tolto anche la possibilità di supplire a questa mancanza con i gol facili, indipendenti dalla qualità della trama.

 

rabiot calhanoglu

 Non ci sono gol facili nel Milan. Non li conosce Leao, splendido e atipico, pieno di vuoti seducenti ma pur sempre vuoti. E non li conosce Rebic, ottimo ma colpitore, non uno da ultimo tocco. A metà novembre in sostanza il Milan non ha più avuto modo di essere una squadra leader, glielo proibiva esattamente il modo di giocare con cui aveva avuto successo. Non era più realizzabile. Si è andati avanti altre 8 giornate sulla spinta di tutti, ma la strada era segnata dalle continue ricadute dei due demiurghi. Ci sono dati quasi impressionanti per la loro chiarezza.

 

Dieci dei 15 gol di Ibrahimovic sono stati segnati nelle prime 8 giornate. Nel girone di ritorno ha segnato solo a Crotone e alla Fiorentina. E alla fine della stessa 8ª giornata esce Bennacer. È forse volgare, ma pertinente ricordare che nella ricerca di gol facili il Milan fu aiutato nel girone di andata dalla concessione di 14 rigori, molti a risultato sospeso. Rigori che sono mancati nella seconda parte della stagione.

 

L'altro grande errore è stato fatto nella costruzione della rosa. È vero che a volte si prende quello che si può, non quello che serve davvero, ma si sono trovati giocatori di qualità con caratteristiche troppo diverse rispetto alla necessità. In sostanza nessuno poteva sostituire l'altro. Tonali ha futuro ma non a fare Bennacer. Castillejo non c'entra niente con Saelemaekers. Tra Krunic e Calhanoglu i confronti sono molto complessi. Per non parlare di Kessie e Meitè.

 

LEAO

La stessa cosa avviene tra gli attaccanti. Leao è opposto a Ibrahimovic e Rebic. Rebic e Ibrahimovic sono complementari, non alternativi. Di Mandzukic non credo sia il caso di parlare. In queste condizioni le assenze dei titolari hanno costretto ad adattamenti non sopportabili. Il colpo finale è arrivato da Calhanoglu, il vertice del triangolo di costruzione. Dall'indisposizione di gennaio non è più stato lo stesso. Questo ha costretto Kessie e Saelemaekers ad allargare il campo fino a sfinirsi turno dopo turno. Cercando un riassunto, il Milan era una squadra completa negli 11 titolari, fatti salvi i 40 anni di Ibra. Nei 20 titolari non aveva possibilità di equilibrio.

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