ettore messina

“LEADER È CHI SI FA UN GRAN CULO IN CAMPO” – IL PARAGURU DELLA PALLACANESTRO ETTORE MESSINA, COACH DELL’OLIMPIA MILANO, APRE LE VALVOLE – “IO UN DURO? UNA BALLA. NON VOGLIO SMINUIRE IL RUOLO DELL'ALLENATORE, MA SE IL GIOCATORE PERCEPISCE CHE TU, IMMAGINANDOTI IL REGISTA DELLA SQUADRA, VUOI FARE FASSBINDER, SI METTE A RIDERE” - GLI ANNI NEGLI STATES (“NON HO ALLENATO BRYANT E DUNCAN, SEMMAI SONO ANDATO IN PALESTRA CON LORO”), LA NBA "CHE PUO' RILANCIARE ANCHE IL BASKET EUROPEO", IL RITORNO DI TRUMP, SINNER E LO STRESS DI GUARDIOLA: “LO CAPISCO. CI SIAMO PASSATI TUTTI, IO COMPRESO. ANCHE SE..."

Paolo Brusorio per “la Stampa” - Estratti

ettore messina

 

Liceo Franchetti di Mestre, sala professori.

Tonino Zorzi, detto il Paron, prende da parte l'alunno Messina Ettore e gli spiattella in faccia l'amara verità: «Ti xe un coion».

Corre l'anno 1973: il basket italiano perde (forse) un giocatore, ma trova un coach che avrebbe fatto la storia.

 

Forward. Olimpia Milano, sesto posto in campionato, settimo in Eurolega. Coach Messina: oltre ai numeri che cosa ha capito di questo inizio stagione?

«Abbiamo cambiato otto giocatori rispetto alla scorsa stagione. Non mi aspettavo di vincere la Supercoppa con la Virtus, speravo di partire meglio in Eurolega ma ci siamo ripresi con 7 vittorie nelle ultime otto partite. Il nostro obiettivo sono i playoff e navighiamo alla giornata. In campionato tre ko sono arrivati dopo i match di Eurolega al venerdì. Facciamo fatica, è un dazio. E non mi si dica che tanto poi noi e la Virtus... Tanto poi nulla, io penso gara dopo gara».

 

«Abbiamo giocato per fare canestro e non per la squadra.Ma la colpa è mia che non riesco a trasmettere ai giocatori certi valori»: l'ha detto lei dopo il ko con la Virtus. Questione strutturale o contingente?

«No, tipica situazione di una nuova squadra. Nei momenti difficili c'è chi cerca di fare l'eroe, di giocare con la pancia invece che con la testa. Spero che abbiano capito».

ettore messina

Per giocare con la testa servono i leader e lei li ha avuti. Per restare solo a Milano: Rodriguez, Hines, Datome, Melli.

 

Qual è la prima qualità di un caposquadra?

«Se mi permette una piccola volgarità le rispondo».

Ci fidiamo.

«Leader è chi si fa un gran culo in campo. Poi parliamo del resto. Bob McAdoo ha fatto migliaia di punti, ma tutti si ricordano di quel tuffo clamoroso per rubare palla. Un leader deve essere inattaccabile da questo punto di vista».

 

Tornando all'Armani?

«Mi piace citare Fabian Causer, 37 anni: arriva dal Real.

Personalità che travalica vittoria o sconfitta. C'è un grande bisogno di giocatori simili».

 

Come è stato allenare Kobe Bryant o Tim Duncan?

«Piano, non sono così presuntuoso per dire che li ho allenati. Io andavo in palestra con loro. Persino uno come Popovich - ci torneremo sul coach dei coach - li ringraziava per averli potuti allenare».

 

Quindi non contate niente voi che state in panchina?

ettore messina

«Non voglio sminuire il ruolo dell'allenatore, ma se il giocatore percepisce che tu, immaginandoti il regista della squadra, vuoi fare Fassbinder, si mette a ridere. Devi essere bravo a incuriosirli, poi ogni tanto puoi anche dire loro che stanno sbagliando qualcosa».

 

E affidarsi all'intelligenza artificiale?

«No o non ancora, non lo so. So invece che come tutte le cose che non capisco mi fa paura. Ho visto il video di Musk che bacia Meloni, impressionante».

 

Quando ancora Musk era nella stratosfera, il giovane Ettore aveva in camera il poster di Che Guevara. Chi era per lei?

«Primi anni Settanta, al liceo sfilavamo con l'eskimo per i decreti delegati. Roba che quando lo dico a mio figlio ventenne si mette a ridere. Pensavamo di cambiare il mondo e il Che rappresentava la nostra utopia».

 

(...)

Ha vissuto un anno a Los Angeles e cinque a San Antonio: Obama e poi il primo di Trump. Se l'aspettava il ritorno di The Donald?

«I democratici negli Usa, come la sinistra da noi, non sono stati in grado di produrre una leadership credibile. In quel vuoto l'uomo forte, e non solo l'uomo, fa presa. Trump ha goduto dei voti degli ispanici e delle donne, dov'era la sinistra? Per questo non mi ha stupito».

ettore messina popovich

 

(..)

Per Sting casa è la lounge dell'aeroporto di Heathrow.

 

Per Messina invece?

«Bologna. Il giorno libero lo passo lì, ci vivono mia mamma e i parenti di mia moglie».

 

La partita del cuore?

«La finale 2008 di Eurolega a Madrid con il Cska: era appena morto mio fratello e quella vittoria diede a me e alla mia famiglia il seppur temporaneo sollievo di poter guardare avanti».

 

E quella del diavolo?

«Il playoff di Torino perso nel 2016 contro la Croazia per andare ai Giochi. Un ambiente simile per un match non l'ho mai più rivisto».

 

ettore messina

Messina è un duro: vero o falso?

«Una balla. Messina non ride? Ma che cosa ci sarà poi da ridere? E non lo dico solo per il basket. Comunque sì, anche a 65 anni si può migliorare».

 

Assistant coach per anni di Popovich - rieccolo –. Il massimo. Uno che non si faceva problemi a dire in faccia le cose: «Brutally honest». Da qualcuno avrà pure imparato. O no?

«Se sei iscritto a quel club, tendi a dire quello che pensi. Prevengo la domanda: sì, sono tra gli iscritti».

 

Coach dell'Armani e presidente delle operazioni di basket del club: Messina accentratore?

«Chi lo dice manca di rispetto a chi lavora con me. Io metto l'ultima parola per certe scelte strategiche. E basta. Fino a quando? Il contratto scade nel 2026, penso solo a questo».

 

Certo, avere Giorgio Armani alle spalle è come poter godere di un vitalizio?

«No, è una motivazione a fare non bene, ma benissimo».

 

Circola il progetto di Nba Europe per il 2026, che cosa ne pensa?

«L'Eurolega è uno show sul campo, ma non è più sostenibile. In questa diatriba con la Fiba può inserirsi un terzo player come l'Nba che ha tutto per rimettere in piedi il basket europeo e conciliarlo con quello mondiale».

 

ettore messina

È stato l'anno di Sinner, ma anche lei quanto a rossi non se le cava male: Nico Mannion ha rischiato di perdersi in ogni curva, a Milano è finalmente sul rettilineo?

«Nico è giovane, ha talento ma non basta. Serve il lavoro».

 

Sembra di sentire un rosso di nome Jannik?

«Sono un grande estimatore di Sinner, l'ho visto a Torino in finale. La sua grandezza sta anche nella gestione delle emozioni e delle tensioni. Lui non mette un tappo, non le sopprime. Ma appunto, sa come conviverci».

 

Ha visto Guardiola: lo stress ha sconfinato nell'autolesionismo? Proprio così difficile gestire certe situazioni?

«Lo capisco. Ci siamo passati tutti, io compreso. Anche se non mi sono mai graffiato».

C'è un momento in cui si passa da bella promessa alla categoria di solito stronzo. Solo a pochi fortunati l'età concede di accedere alla dignità di venerato maestro (Arbasino).

 

Lei a che punto è?

«Spero di non rimanere per molto nella seconda categoria».

ettore messina kobe bryant

Ultimi Dagoreport

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…

fagnani mentana corsini cairo

DAGOREPORT - DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE PIRANDELLO, VISTO L'EGO TARANTOLATO DI CHICCO MENTANA, IL 71ENNE PENSIONATO MA CON NESSUNISSIMA VOGLIA DI RESTARE ‘’PRIGIONIERO DEI COMUNISTI DE LA7'', E DELLA 48ENNE “BELVA” FRANCESCA FAGNANI, IN ROTTA CON LA RAI – SE IL PROGETTO DEL MAGNATE GRECO KYRIAKOU A CUI LAVORAVA IL CHICCO MACINATO PER LA NASCITA DELLA "CNN ITALIANA" NON SI SA BENE DOVE SIA FINITO, HA PERSO QUOTA L'IPOTESI DI UN RITORNO A MEDIASET AL POSTO DEL CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA. L’ULTIMA INDISCREZIONE È SKY ITALIA – SE MENTANA VUOL CHIUDERE CON CAIRO, LA FAGNANI VUOLE CHIUDERE "BELVE" PER MANCANZA DI “BELVE”: GLI OSPITI DI RICHIAMO SONO FINITI O PRETENDONO UNA MONTAGNA DI SOLDI - SI SONO ACCAVALLATE VOCI DI UNO SBARCO DELLA FAGNANI A MEDIASET, TIRANDO IN BALLO IL SUO BUON RAPPORTO CON MARIA DE FILIPPI. MA FINCHÉ LA DISCOLA DEL GOSSIP HA UN CONTRATTO CHE LA LEGA ALLA RAI FINO AL 2027, BUSSA ALLA PORTA LA MESSA IN ONDA DELLA NUOVA STAGIONE DI “BELVE”, IL 20 OTTOBRE - QUELLO CHE È CERTO È CHE SIA IL CHICCO CHE LA CHICCA SONO IN UN LIMBO, CON UN MERCATO SULLA CARTA ESISTENTE MA CON MILLE INCOGNITE REALI...