turchia saluto militare

PEZZI DI M-ERDOGAN – DOPO IL GOL ALL'ALBANIA I GIOCATORI DELLA TURCHIA PORTANO LA MANO ALLA FRONTE IN SEGNO DI SOSTEGNO ALLA GUERRA- FACCI: "DOVREMMO CREDERE CHE IL SALUTO MILITARE DEI TURCHI NON RAPPRESENTI UN APPOGGIO ALLE FORZE ARMATE DI ERDOGAN? DALL’UEFA TERGIVERSANO. IL REGOLAMENTO VIETA CHE NEI FESTEGGIAMENTI SI FACCIANO RIFERIMENTI POLITICI E RELIGIOSI. E IL CAPO UFFICIO STAMPA DELL' UEFA….

Filippo Facci per “Libero quotidiano”

 

turchia saluto militare

Non dovete chiedervi che cosa succederà alla nazionale turca dopo che i giocatori hanno fatto il saluto militare, dovete chiedervi che cosa sarebbe successo a un giocatore turco che avesse rifiutato di farlo. Dalla convocazione in prima squadra avrebbe rischiato la convocazione in obitorio, ed è una battuta sino a un certo punto: parliamo di un regime dittatoriale che perpetua una strage silenziosa che non risparmia militari, giornalisti, scrittori, avvocati, docenti e insomma figurati che gli fregherebbe di un calciatore, magari di quel vergognoso Hakan Calhanoglu che il Milan potrebbe finalmente cacciare visto che non fa schifo solo come calciatore: «È stato molto più di una semplice partita di calcio», ha scritto il turco su twitter, anzi è stata «una vittoria molto emozionante e importante per il nostro paese! Sono orgoglioso e grato».

 

turchia saluto militare

Ma certo: dovremmo credere che se l' intera nazionale si è messa a fare il saluto militare - gesto poi ripetuto negli spogliatoi dalla squadra al completo più lo staff tecnico, trenta persone in tutto con la mano all' altezza del sopracciglio e foto postata sui profili ufficiali - è stato per la memorabile impresa di battere nientemeno che l' Albania con un gol all' 89mo: roba da annali, qualcosa che evidentemente non c' entra niente con l' azione militare della Turchia contro la Siria proprio in questi giorni: macché. Del resto il regolamento dell' Uefa vieta che nei festeggiamenti si facciano soltanto riferimenti politici e religiosi: non direttamente militari.

 

«Fatemi controllare», ha detto il capo ufficio stampa dell' Uefa, Philip Townsend: ma non si scomodi, controlliamo noi. Dall' inizio della stagione, l' Uefa (organo di autogoverno del calcio europeo) ha già multato la Slovacchia con 20mila euro per «messaggi politici provocatori» a margine del match contro l' Ungheria, mentre l' anno scorso la Fifa (Federation Internationale de Football Association) aveva multato alcuni giocatori della Svizzera nella partita vinta contro la Serbia per esultanze con le mani incrociate a ricordare l' aquila della bandiera albanese (non chiedeteci la logica).

 

turchia saluto militare

Ma ora è diverso, dovremmo credere che il saluto militare dei turchi non rappresenti un sostegno alle forze armate di Erdogan impegnate in un' offensiva nella Siria del Nord, nelle zone occupate dai curdi. Come se il saluto dei compagni di Cenk Tosun (l' autore del gol) non fossero un' aperta dichiarazione politica che meriterebbe una pesante punizione: per la nazionale e per chi non si stanca di provocare, sperando ovviamente in una reazione che faccia gridare al razzismo contro la Turchia. Era già successo con Mesut Ozil, ex giocatore della nazionale tedesca (ma di origine turca) che aveva lasciato la nazionale nel luglio 2018 lanciando accuse di razzismo contro i turco-tedeschi: «Sono tedesco quando vinciamo, ma un immigrato quando perdiamo», aveva detto. Poi, in maggio, Ozil aveva diffuso una sua foto accanto ad Erdogan e annunciato che l' avrebbe invitato come testimone di nozze: il capo della cancelleria di Angela Merkel si era detto «rattristato» dalla notizia.

erdogan felice mentre bombarda i curdi

 

Ora, magari, dovremmo aspettarci che l' Uefa si faccia problemi a bastonare la Turchia come merita (almeno in questo) pur nella consapevolezza che sarebbe inutile prendersela coi singoli calciatori: perché sono dei calciatori, non c' è da aspettarsi dissidenze o eroismi a opposizione di un paese in cui chi non è servo o conformista (o semplicemente zitto) rischia di fare una brutta fine. «Noi siamo importanti, ma i nostri soldati lo sono di più» ha detto il nazionale Caglar Soyuncu, per chi avesse ancora dubbi. Oltretutto il gesto del saluto è arrivato in una partita ufficiale, non è che l' Uefa possa voltarsi dall' altra parte come sta facendo in generale tutto l' Occidente: figuratevi che, in mezzo a tutto questo, le trattative per l' ingresso della Turchia nella Comunità europea non sono ancora ufficialmente chiuse.

la turchia bombarda i curdi in siria

 

il figlio di falcao su under

Questa sera, intanto, allo Stade de France è in programma Francia-Turchia, partita di qualificazione a Euro 2020: facile che i francesi spazzino via i turchi, ma sarebbe interessante vedere il contrario per sapere che cosa succederebbe, considerata anche la rivalità tra le tifoserie e qualche precedente poco rassicurante. I turchi sugli spalti potrebbero essere molti di più dei tremila previsti. Già nel giugno scorso, nella partita di andata, l' inno della Marsigliese fu sommerso dai fischi e Macron li definì «inaccettabili» prima di accettarli. Ora migliaia di turchi pare che siano in arrivo da vari paesi vicini (Germania e Belgio e Svizzera, dove i turchi hanno comunità importanti) anche se la reazione più dura da parte dei francesi, sinora, è il proposito di non mandare nessuna autorità politica in tribuna. Non esserci: raffinata specialità europea.

demiral under

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