fausto coppi giulia occhini dama bianca

FAUSTO COPPI E L’AMORE PROIBITO CON LA DAMA BIANCA NELL’ITALIA BACCHETTONA ANNI ’50 - L'AMORE ADULTERO TRA IL CAMPIONISSIMO DEL CICLISMO E GIULIA OCCHINI, VAMP DI PROVINCIA, BELLA E INGIOIELLATA, IN UN'ESTATE ANNI CINQUANTA. PER UNO SCHERZETTO DEL DESTINO IL MARITO DI LEI, IL DOTTOR LOCATELLI, ERA UN GRANDE TIFOSO DI COPPI. UNA LOVE STORY CHE PORTÒ LEI ANCHE IN CARCERE (I DUE FURONO BECCATI IN FLAGRANTE ADULTERIO, REATO OGGI ESTINTO). CILIEGINA SULLA GRAN TORTA: LA DAMA BIANCA RIMASE INCINTA. CECCARELLI: “POI, COME DICEVA LA ZIA DI ANDREOTTI, MARIANNINA, IN ITALIA TUTTO SI AGGIUSTA; E I TALEBANI DELLA MORALITÀ CEDONO IL POSTO A PIÙ MODERATI CENSORI, PURE LORO DESTINATI A FARE I CONTI CON..."

Filippo Ceccarelli per “la Repubblica” - Estratti

 

Non sempre le notti d'estate sono amiche degli amanti, specie di quelli che in un tempo lontano avrebbero dovuto guardarsi dall'irruzione della pubblica moralità. Così nel buio, tra il 25 e il 26 luglio del 1954, senza ovviamente farsi preannunciare, alla porta della villetta di Novi ligure si presentarono un marito tradito e un paio di agenti della Pubblica sicurezza per sorprendere Fausto Coppi, 33 anni, e Giulia Occhini in Locatelli, 31, per beccarli in flagrante adulterio, reato oggi estinto.

fausto coppi giulia occhini dama bianca

 

Nel gergo poliziesco di allora tale operazione aveva il sintomatico nome di "sorpresa"; e con il dovuto sgomento nel tempo della privacy si apprende che per dimostrare la colpa degli amanti fedifraghi le forze dell'ordine si affidavano al letto: se convenientemente sfatto e manifestamente caldo, previa constatazione sensoriale, in pratica la mano dello sbirro passata fra le lenzuola, scattavano i provvedimenti del caso; fra i quali, come si vedrà, anche l'arresto e il carcere. Ma quella volta la "sorpresa" andò a vuoto. 

 

Impietosi come quei tempi li costringevano a essere, specchio deforme di un'epoca insieme fervida, cruda e un bel po' ipocrita, i giornali presentano lei come una vamp di provincia, bella e ingioiellata; mentre lui era il Campionissimo all'apice della gloria sportiva, della fama (aveva recitato se stesso in Totò al Giro d'Italia) e, dato che in quel paese ancora affamato gli facevano i conti in tasca, al sommo di una invidiatissima ricchezza: una tenuta agricola in Toscana, una fabbrica di moto e una di lamette da barba col suo nome, una rappresentanza di macchine da cucire, tre automobili e un negozio a Firenze. 

 

fausto coppi giulia occhini dama bianca

Si erano conosciuti due anni prima alla "Tre Valli Varesine"; per uno scherzetto del destino il marito di lei, il dottor Locatelli, era un grande tifoso di Coppi; ai Mondiali di ciclismo su strada un cronista francese aveva notato sul palco accanto al campione questa bella e misteriosa donna che indossava un candido montgomery e l'aveva battezzata come in un romanzo d'appendice: "La Dama bianca" - per dire il successo e la longevità dell'espressione lo stesso titolo tornò in circolo, affibbiato all'amante di Gigi Riva durante i mondiali del Messico, 1970, e a una vistosa signora amica di Berlusconi pizzicata a Fiumicino con diversi chilogrammi di cocaina. 

 

(...)

In compenso vale la pena di ricordare che nell'Italia del 1954, tanto più in estate, si comminavano contravvenzioni agli innamorati che si baciavano all'aperto, era proibito ballare attorno al juke-box negli stabilimenti balneari, il venerdì si mangiava di magro, la psicanalisi era peccato mortale e pure la bottiglietta della Coca Cola era da taluni occhiuti osservatori guardata con sospetto perché, a parte l'oscuro intruglio gorgogliante avversato pure dai comunisti, peccaminosamente riproduceva la silhouette femminile. 

fausto coppi giulia occhini dama bianca

 

Però siccome l'Italia era un paese certamente sessuofobico, ma già allora splendidamente ambiguo, sfuggente, megalomane e contraddittorio, varrà la pena di rammentare che quella fu anche l'estate del bikini, dal nome dell'atollo devastato da un ordigno nucleare e sfoggiato l'anno prima da Brigitte Bardot a Saint Tropez, "la première bombe anatomique", secondo il suo creatore d'Oltralpe.

 

Non risultano agganci plausibili fra tale costume da bagno e lo scandalo di Coppi e della Dama bianca che convivevano a dispetto del marito di lei e anche della moglie di lui, signora Bruna, entrambi rimasti fedeli nonché appiccicati al tetto coniugale. Ma va senz'altro segnalato che in quell'estate così austeramente sbracata, la prima "sorpresa" nella villetta di Novi Ligure certamente insidiò, in termini di clamore mediatico, il turbo scandalo Montesi. 

 

FAUSTO COPPI GIULIA OCCHINI 4

Qui c'era di mezzo il cadavere della povera Wilma, dietro il quale emergevano – altro che bikini! - orge ("partite di piacere" nel grazioso lessico di allora) droghe, gesuiti, magistrati a caccia di popolarità e colpi bassi fra democristiani che si combattevano senza scampo per l'eredità di De Gasperi, appena sconfitto sulla "legge truffa". Di tutto ciò palpitava, attizzata da giornali a loro volta eccitati dalle colossali tirature, un'opinione pubblica ingenuamente ipocrita, quindi iraconda e al tempo stesso desiderante, ora trepida, ora schifata e ora appassionata dinanzi alle primissime crepe arrecate all'ordine sociale dalla modernità. 

 

Fausto e Giulia rafforzarono il presidio del loro romanzo sentimentale e coabitativo: raddoppio del cancello, percorsi di fuga nel giardino, addirittura un armadio a doppio fondo per fuggire in un'altra camera.

 

giulia occhini fausto coppi 12

Lui, pietosamente, cercò di far figurare lei come segretaria personale, ma la moglie Bruna, super-intervistata e paparazzata, e il dottor Locatelli, anche di più, si guardavano bene dal mollare e la legge gli dava pure ragione. Nel frattempo, nonostante le rassicurazioni meta-sessuali del Campionissimo, quando Coppi pedalava e perdeva i tifosi avrebbero voluto bruciare la Dama bianca; quando faticava e vinceva sotto il solleone alcuni si dimenticavano di lei, altri sarebbero stati ben lieti di riservarle una buona parola, un sorriso e qualcosina di più. 

 

Difficilmente Coppi deludeva la sua gente. Basti pensare che nell'estate precedente, a fine di agosto, aveva trionfato in Svizzera ai mondiali su strada e il 4 settembre al Vigorelli di Milano aveva strappato la vittoria al campione del mondo di inseguimento individuale. È ancora estate, quella del 1954, la notte fra l'8 e il 9 settembre, allorché una seconda e più munita "sorpresa" con marito, brigadieri e perfino un medico al seguito travolge le fortificazioni e questa volta va a segno. I due pubblici peccatori assistono sconvolti all'oscena ordalia, lui in piedi rabbioso a capo chino, lei in lacrime: passa la mano di qua e di là, il letto è caldo, giustizia è fatta. Lui lo lasciano stare, ci mancherebbe. 

giulia occhini fausto coppi 3

 

Come accade all'adultera del Vangelo di Giovanni (8,1-11) caricano Giulia in macchina e la trasportano al carcere di Alessandria, dove resta, sotto gli occhi dell'intera Italia e il frinire incessante delle cicale, per quattro giorni. Dopodiché, senza che alcuno eserciti nei confronti della misera la benché minima misericordia, tantomeno invitando chi è senza peccato a scagliare la prima pietra, la rispediscono ad Ancona con il foglio di via.

giulia occhini fausto coppi 9

 

Ciliegina sulla gran torta del giornalismo archeo-investigativo e gossipivoro: la Dama bianca è incinta. E qui ci si ferma perché l'estate sta per finire. 

Poi, come diceva la zia di Andreotti, Mariannina, in Italia tutto si aggiusta; e piano piano i talebani della moralità cedono il posto a più moderati censori, pure loro presto destinati a fare i conti con un Paese che se lo prendi da una parte ti scappa subito dall'altra. 

FAUSTO E FAUSTINO COPPI GIULIA OCCHINIgiulia occhini fausto coppi 11

 

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