“TORNO IN GIGANTE, È UN TEST. HO DOLORE MA CI PROVO. I GIOCHI DI MILANO-CORTINA? VEDIAMO” – DOPO 292 GIORNI FEDERICA BRIGNONE SARÀ IN GARA MARTEDÌ A PLAN DE CORONES SULLA PISTA DOVE HA VINTO NEL 2017: “FELICE DI ESSERCI, MA SE HO MALE IN GARA MI FERMO. ARRIVO FINO A CORTINA, QUANDO FARÒ VELOCITÀ CON LE MIE COMPAGNE. PIÙ IN LÀ NON VADO - SENTO DOLORE ALLA TIBIA, DA METÀ TIBIA IN SU, AL PERONE, AL GINOCCHIO TUTTO. CI SONO STATI MOMENTI PIÙ CUPI QUANDO…
Daniela Cotto per la Stampa - Estratti
Federica Brignone , la regina di Coppa di mondo, si è rialzata. Sono passati 292 dal grave infortunio e la stella dello sci azzurro riparte da dove ha lasciato, dal suo gigante. Sarà in gara martedì a Plan de Corones sulla pista Erta dove ha vinto nel 2017. Una scelta e un percorso che ha significato preciso. “Sarà un test per vedere come funziono, per rimettermi in gioco. Il risultato non conta.
Il pensiero positivo è essere tornata qui in Coppa del mondo, bellissimo, mi mancava tanto. Il negativo è scoprire che qualcosa non tiene. Non ho nessun tutore, dal primo giorno ho detto che o il ginocchio tiene o non avrei sciato, Questa è una regola per me e lo è ancora oggi. Se vedo che non me la sento, non c’è problema mi fermo. Procedo per step. Arrivo fino a Cortina, quando farò velocità con le mie compagne. Più in là non vado. I Giochi? Vediamo. Nessuno può essere certo di esserci fino a quando non metti i bastoni fuori dal cancelletto”.
Come ha allenato il fisico e la mente a combattere la paura?
"E’ la parte più difficile, ho lavorato mentalmente in questi anni ed è la parte che ha più bisogno. Mi fido, il mio punto di forza è la mia tecnica, il controllo. Mi sento sicura, io so esattamente dove sono e cosa sto facendo e per me questo è oro. Ho grande fiducia, sono maniaca del controllo, nella mia sciata ho sempre tutto sotto controllo. L’incidente è stato anche un caso sfortunato che non dipendeva da me”.
Come è stata la preparazione?
"Non è la preparazione solita ma avevo voglia di farlo, di testarmi, non ho paura di non ottenere un risultato”.
Il programma delle Olimpiadi?
“Dipende dal livello di dolore e dal fatto di essere in grado di sostenere una gara. In velocità ho fatto poco, poi deciderò. Domenica abbiamo deciso di farci mettere in convocazione qui, ho voglia di partire. Ma se non fosse andata bene avrei cambiato programma. In questi nove mesi ho deciso tutto giorno per giorno non possiamo fare altrimenti.
Nessuno può dire di partecipare ai Giochi fino a quando non metti i bastoni fuori dal cancelletto. A oggi non lo so. Però diciamo anche che a dicembre ho rimesso gli sci da turismo, scivolavo per le piste ma fare l’atleta è un’altra cosa. Ho messo i miei sci da gigante all’inizio ed è stato disastro, poi dopo un paio di settimane ho messo gli sci da gigante e ho visto luce, è stata tosta”.
Il dolore?
“Non ho ancora fatto una giornata senza avere male. Sento dolore alla tibia, da metà tibia in su, al perone, al ginocchio tutto. Certo in alcuni giorni ho più male in altri non sono riuscita a sciare”.
La Federazione preferiva che lei rientrasse ai Giochi. Finirà la stagione?
"Sicuramente è una scelta non conservativa molto difficile, io ho uno stile di vita e ho principi nella mia vita, preferisco vivere e fallire piuttosto che non vivere per paura di fallire. Ne ho parlato con l’allenatore, con mio fratello, con chi mi segue e ha prevalso questo atteggiamento e la mia voglia. Ripeto, preferisco vivere e provarci che non agire per paura di non farcela. Per me fare l’apripista in gian a Kronplatz non avrebbe evitato il contorno. Se vengo qua è per mettermi in gioco. Ho obiettivo di performare, voglio vedere come reagirà il fisico”.
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Il momento più cupo?
"Tutti i giorni mi sono detta non ce la faccio. Ci sono stati momenti più cupi quando mi hanno operato la seconda volta però diciamo che momenti facili non he ho vissuti”.
federica brignone
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federica brignone coppa del mondo sun valley foto lapresse 1
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