mohammed ali

NON ROMPETE IL CASSIUS - FERRARA: “NE HANNO FATTO CARTILAGINE DELLE BUONE INTENZIONI MA MOHAMMED ALÌ ERA UN GRAN FIGLIO DI PUTTANA. QUEL CHE MERITA IL RICORDO È QUEL BAMBINO MALEDUCATO E TESTOSTERONICO CHE BATTEVA L’AVVERSARIO INSULTANDOLO E ANNULLANDOLO COME PARTE DI UN BRUTTO INCUBO”

giuliano ferraragiuliano ferrara

Giuliano Ferrara per il “Foglio del lunedì”

 

Ne hanno subito fatto il solito materiale molliccio, cartilagine delle buone intenzioni e niente osso, no cattiveria, ma Cassius Clay, poi Mohammad Ali, fu un magnifico figlio di puttana. La vera barriera generazionale non è il '68, forse, ma il '64, l' anno in cui uno sconosciuto che ballava sul ring e sembrava un damerino di un quintale, insultò a morte e stroncò il campione mondiale dei pesi massimi Sonny Liston, che ne morì qualche anno dopo, passando per una rivincita fasulla finita al primo round, inseguito da accuse di combine e di mafia.

ultimo scatto di muhammed ali 8ultimo scatto di muhammed ali 8

 

Avevo tredici anni ma nella nebbia del ricordo in bianco e nero e della bassissima definizione catodica tutto è ancora presente. Sembrava una finta, e il sospetto è notoriamente l'anticamera della bellezza in ogni gioco pesante, maschio, primitivo, rituale, cattivo, funebre.

 

ultimo scatto di muhammed ali 7ultimo scatto di muhammed ali 7

Ma per noi adolescenti educati in un dopoguerra costruttivo, rispettoso delle gerarchie e delle ideologie dominanti, in una scuola con la divisa a grembiulino e fiocco bianco, la vera partita era quella condotta da Clay al peso, nelle conferenze stampa, fuori e dentro il ring prima del gong inaugurale: era la partita dell' ego esploso, della volontà di potenza nel senso meno filosofico del termine, più grezzo e negativo, era la sequela di insulti, intimidazioni, minacce, la configurazione chiara di un' anima nemica da fare a brandelli prima di colpirne il corpo.

 

NELSON MANDELA E MOHAMMED ALINELSON MANDELA E MOHAMMED ALI

Con il crollo del Terzo Reich il superomismo irregimentato, la tremenda comunità di destino del popolo, del Volk, era stato sepolto nel Bunker della Cancelleria. Il canto di guerra non era più ordinato, possente, corale e sterminatore. Sono io, Cassius, non la Germania, che mi metto sopra tutti con la mia invincibilità.

 

Ora dall'America multirazziale, paese della vittoria e dei nuovi costumi, arrivava il soffio acido, velenoso, elettrico di una sfida moderna in cui la personalità del singolo metteva le ali, puntava diritto al cielo dello star-system, esibiva la sfida come un concentrato di sé e niente spazio per l'altro, niente fair-play, solo botte, stile, spettacolo, gioia sovrumana e tanti soldi.

 

MOHAMMED ALI CONTRO SONNY LISTONMOHAMMED ALI CONTRO SONNY LISTON

La boxe aveva incubato tutto questo, era sempre stata, per come ce la raccontava il cronista principe Giuseppe Signori, che rispettavamo come un oracolo e scriveva sull'Unità, la scuola della sfida esistenziale, dell' individualismo protetto e scortato dal gruppo, altro che fare squadra, il fascino del pugilato era la solitudine degli avversari e la irredimibilità dei colpi che a un certo punto non si restituiscono più, come al tennis o al ping pong, e provocano l' atterramento, il knock-down, il conto alla rovescia e il knock-out, il risultato per eliminazione diretta che supera ogni finzione arbitrale.

MOHAMMED ALI CONTRO SONNY LISTONMOHAMMED ALI CONTRO SONNY LISTON

 

Cassius Clay divenne letteralmente mitico perché la sua etica del combattimento non prevedeva la possibilità di fare prigionieri, e questo fin dalla battaglia di perfidie idiomatiche in cui l' annientamento dello sfidato era apparentemente solo una festa arcigna di parole assassine. Non eravamo abituati.

 

Applausi, urla, abbracci, umiliazione di chi ha perso, braccia levate, bottino, tutto questo era la boxe di sempre, ma non in quel modo incandescente, non violando le regole non scritte del genere, non in quella forma atrocemente definitiva.

 

Poi è venuto, fatalmente, il Cassius Clay edulcorato dal no alla guerra, il convertito Mohammad Ali che metteva al servizio dei miti panafricani le sue ultime sfide con Foreman, è venuto il Mandela dei guantoni, l'uomo sorridente e eternamente bello, bellissimo, che coloriva con la sua neraggine tutte le sfumature del mondo bianco.

ali vs foreman 6ali vs foreman 6

 

Poi è venuto il sequestro hollywoodiano della grande metafora: danza come una farfalla, pungi come un'ape; poi la sovrapposizione con il dottor King, e una lunga scia di decoroso oblio connotata dalla malattia, dalla sottomissione al tempo, dalla trasformazione avvilita dell'eroe e di noi tutti suoi tifosi invecchiati e grati.

 

Ma il Cassius Clay che merita il più bel ricordo è quel bambino maleducato, testosteronico e ballerino, che batteva l' avversario prima di tutto insultandolo senza rimedio e annullandolo come parte di un brutto incubo, in nome del celebre sogno americano che si universalizzava come "dittatura dell' Io e delle sue voglie".

 

ali vs foreman 4ali vs foreman 4ali vs foreman 15ali vs foreman 15ali vs foreman 2ali vs foreman 2ali vs foreman 3ali vs foreman 3

Chi è cresciuto con gli abatini di tutte le latitudini farà bene a ricordarsi non di un' icona del perbenismo ideologico, e magari della sportsmanship, ma di quella sublime chiazza di volontà distruttiva, corrotta e corruttiva allo stato puro, che ebbe ragione dei giganti muscolari della montagna e li mise alle corde.

Ultimi Dagoreport

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…