VROOM! PER SEGUIRE LA FORMULA 1 QUEST'ANNO CI VUOLE LA LAUREA IN INGEGNERIA: IN AUSTRALIA PARTE IL MONDIALE RIVOLUZIONATO DAL NUOVO REGOLAMENTO – LE NOVITA’ CHE RIGUARDERANNO IL MOTORE, IL PESO (LE VETTURE SARANNO PIU’ LEGGERE DI CIRCA 30 CHILI), LE BATTERIE, I CARBURANTI POTREBBERO, IN TEORIA, FAVORIRE I SORPASSI – DIFFICILE FARE I PRONOSTICI. DOPO I PRIMI TEST LA MERCEDES SEMBRA IN VANTAGGIO, LA FERRARI IN CRESCITA (MIGLIOR TEMPO DI LECLERC), MCLAREN IN LEGGERO RITARDO, RED BULL ANCORA UN PO’ ACERBA MA DOTATA DI VERSTAPPEN CHE ORMAI VIENE VISTO COME UN SANTO CAPACE DI MIRACOLI AD OGNI LATITUDINE….
Giorgio Terruzzi per il “Corriere della Sera” - Estratti
Tutti ne parlano, pochi capiscono. La nuova F1, debutta stanotte in Australia. Prime prove, qualifiche sabato all’alba, gara domenica, ore 5 del mattino.
Macchine rivoluzionate, non si sa se rivoluzionarie; un regolamento tecnico che incuriosisce ma complica analisi e pronostici. Il nodo sta nella inedita relazione tra motore endotermico e propulsione elettrica. Molto meno potente il primo; quasi triplicata la seconda, con conseguenti enigmi nella progettazione e nella prestazione.
Una scelta nata anni fa, quando l’automobile elettrica rappresentava il non plus ultra per un futuro prossimo, ipotesi più discutibile e discussa ora. Al punto da trasferire a Melbourne, tra molte peripezie logistiche, un circo carico di perplessità e qualche incertezza di troppo.
Queste monoposto, meno potenti e quindi, per compensazione, più piccole e leggere, con assenza di effetto suolo e doppia mobilità delle ali (DRS anteriore, abbinato al posteriore), possono sfruttare una spinta notevolissima, improvvisa e breve, in arrivo dalle batterie. Velocità molto elevate sulle rette, minori nelle curve.
Più sorpassi? In teoria. Perché ogni ipotesi ruota attorno ad un problema che a quanto pare verrà risolto strada facendo: come ricaricare le batterie una volta «speso» il patrimonio energetico? Frenando, certo, più di prima.
Un’ardua impresa, a sentire chi progetta e chi guida, in particolare su piste dove i rettilinei sono dominanti. Melbourne, per cominciare, poi Cina, seconda gara, domenica 15 marzo, per non parlare dell’Arabia — ammesso che si corra, considerato il conflitto che coinvolge l’area — a differenza del Bahrein (altro Gp a rischio) dove si sono svolti i test precampionato, circuito più propizio alla ricarica. Non solo: c’è chi sembra attrezzato per scattare come si deve dallo schieramento (Ferrari, a quanto emerso nelle simulazioni), chi parte come una tartaruga.
Dipende dalle dimensioni del turbo rimasto (quello che recuperava i gas di scarico è scomparso), determinante per gestire l’ibrido, non sempre e non ancora ottimizzato scopo partenza a razzo. In aggiunta, abbiamo avuto una polemica della vigilia a proposito della misurazione a freddo del rapporto di compressione, rapporto che Mercedes aumenta a caldo, quando un controllo non è previsto, a differenza degli altri motoristi (Ferrari, Audi, Honda, Red Bull).
Una grana che ha prodotto una serie di meeting, discussioni, altri meeting. per una soluzione, al solito, di compromesso. Misurazioni a caldo attive dal prossimo giugno, dopo 7 gare disputate. Tardi.
Mentre è da verificare il comportamento delle nuove benzine prive di componenti fossili, altra new entry 2026.
Considerata la mole di cambiamenti, nessuno si sbilancia, tutti si nascondono, un festival del «Boh, chissà, vedremo» ormai in scadenza.
Al bar F1 viene data Mercedes, appunto, in vantaggio, la Ferrari in crescita (miglior tempo di Leclerc dopo i test), McLaren in leggero ritardo, Red Bull ancora un po’ acerba ma dotata di Verstappen che ormai viene visto come un santo capace di miracoli ad ogni latitudine. Chiacchiere, sino a sabato, quando toccherà tirar fuori l’argenteria per la prima qualifica dell’anno. Gli altri dietro, di parecchio (oltre 1” almeno), cosa che ridurrebbe la questione titolo a 4 squadre, 8 piloti, più certi di non fare figuracce, tipo uscire di scena nella prima fase delle qualifiche medesime
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