giuseppe conte giorgia meloni elly schlein dario franceschini

“L’ULIVO NON TORNA, LA DESTRA LA BATTIAMO MARCIANDO DIVISI” – SU-DARIO FRANCESCHINI PER DARE SCACCO MATTO ALLA MELONI SMONTA L’ALLEANZA STRATEGICA CON IL M5S – “I PARTITI DI OPPOSIZIONE VADANO AL VOTO OGNUNO PER CONTO PROPRIO, VALORIZZANDO L’ASPETTO PROPORZIONALE DELLA LEGGE ELETTORALE. È SUFFICIENTE STRINGERE UN ACCORDO SUL TERZO DEI SEGGI CHE SI ASSEGNANO CON I COLLEGI UNINOMINALI PER BATTERE I CANDIDATI DELLA DESTRA” – L'INVITO A FORZA ITALIA SULLA LEGGE ELETTORALE ("CON UNA LEGGE TUTTA PROPORZIONALE SAREBBE ARBITRA DEI GOVERNI PER I PROSSIMI 20 ANNI"), LA NECESSITA' DI UN NUOVO PARTITO DI CENTRO E LA DIFESA DELLA SUA "CREATURA" ELLY SCHLEIN…

Stefano Cappellini per “la Repubblica” - Estratti

 

dario franceschini

Il nuovo ufficio di Dario Franceschini è un’officina. Non pensate alle solite trite metafore in voga a sinistra – l’officina delle idee, il cantiere del programma. No, è proprio una ex officina. Affaccia su una strada del quartiere Esquilino a Roma e fino a poche settimane fa, appunto, ci riparavano le macchine.

 

 

(...)

Qui Franceschini ha già cominciato a ricevere visite. Elly Schlein non è ancora venuta. Possibile che in futuro qualche candidatura del Pd o strategia parlamentare si discuta tra bielle e chiavi inglesi. Di sicuro l’officina-ufficio non sarà teatro di un incontro sul programma di coalizione o sul candidato premier, perché Franceschini – seduto davanti alla parete degli attrezzi («La considero il mio Burri», dice lui) – giura che stavolta non servono.

DARIO FRANCESCHINI - ELLY SCHLEIN

«Dobbiamo evitare – spiega a Repubblica – di commettere gli errori già fatto in passato».

 

Quali errori, senatore Franceschini?

«Passare i prossimi tre anni ad avvitarci in discussioni: primarie sì o primarie no, Renzi sì e Conte no, o viceversa, tavoli di programma, discussioni sul nome. Si dice spesso che la destra si batte uniti. Io, se mi passa la provocazione, mi sono convinto che la destra la battiamo marciando divisi».

 

In che senso?

«Serve realismo. I partiti che formano la possibile alternativa alla destra sono diversi e lo resteranno. È inutile fingere che si possa fare un’operazione come fu quella dell’Ulivo. L’Ulivo non tornerà, da quella fusione è già nato il Pd. E nemmeno l’Unione del secondo Prodi, con le sue 300 pagine di programma assemblato a tavolino prima delle elezioni. I partiti di opposizione vadano al voto ognuno per conto suo, valorizzando le proprie proposte e l’aspetto proporzionale della legge elettorale.

paolo nacarato dario franceschini pierferdinando casini

 

È sufficiente stringere un accordo sul terzo dei seggi che si assegnano con i collegi uninominali per battere i candidati della destra».

 

E agli elettori cosa direte? Chi andrà a Palazzo Chigi? Per fare cosa?

«Molte cose si discuteranno dopo il voto. In fondo, al momento di formare un governo dopo aver vinto, non fa così anche la destra?».

 

Che però sta insieme da 30 anni. Qui non è nemmeno certo quali siano i partiti disponibili.

«Ma questo è il modo migliore per rispettare l’autonomia di ogni forza di opposizione e superare i veti reciproci. Abbiamo un gruppo di forze che ha scelto di stare stabilmente nel campo di centrosinistra».

 

Sicuro che i 5S di Conte siano stabili?

«Registro che siamo all’opposizione insieme e questo è sufficiente. Non credo di dover ricordare come si collocavano i 5S all’epoca del patto gialloverde con la Lega e dove sono ora, dopo l’esperienza del nostro governo comune del quale rivendichiamo troppo poco i risultati».

franceschini guerini

 

Non c’erano guerre all’epoca. Il Pd è per gli aiuti militari all’Ucraina, il M5S continua a votare contro. Come potreste governare insieme?

«Ci sarà tempo per trovare un compromesso anche su questo, ammesso che la guerra in Ucraina ci sia ancora».

 

Si può fare un’alleanza senza essere certi di voler condividere un’azione di governo?

«Capisco chi obietta che si rinuncia a un progetto politico più ambizioso, ma è il modo di evitare altri cinque anni di Meloni. E così si può vincere».

 

Vuole evitare un Meloni bis perché la preoccupano i risultati del governo o perché teme di peggio?

dario franceschini

«Meloni governa per slogan, è circondata da una classe dirigente mediocre scelta in base al criterio della fedeltà. Anche il caso del libico scarcerato temo sia un altro esempio di inadeguatezza».

 

(...)

Grandi movimenti al centro. Serve o no la fondazione di un nuovo partito di area?

«Sì, proprio per le ragioni che spiegavo prima. Per allargare l’offerta elettorale è utile un partito che parli di più ai moderati, che recuperi l’astensionismo di quell’area, che contenda i voti a Forza Italia. Attenzione, non una gamba esterna del Pd né un partito dei cattolici, che giustamente stanno ovunque. Quanto a noi cattolici democratici, non possiamo che restare in una forza progressista come ci hanno insegnato Zaccagnini e Granelli».

 

Renzi e Calenda devono sparire?

«Devono solo essere generosi».

 

Il Pd che appalta la rappresentanza del centro a una forza esterna rinuncia a una delle ragioni della sua fondazione.

«Ho creduto alla vocazione maggioritaria e non lo rinnego. Abbiamo provato ogni strada, avuto segretari di ogni genere. Il calmo e l’aggressivo, il comunista e il democristiano. Risultato? Se anche il Pd arrivasse di nuovo al 30%, non basterebbe, serve comunque una alleanza. Per questo considero straordinario il lavoro di Schlein, che ha recuperato dall’astensionismo, dai delusi e dai 5S».

dario franceschini pier ferdinando casini

 

L’accordo elettorale di cui parla potrebbe estendersi a Forza Italia?

«Penso che, se Berlusconi fosse rimasto in vita, non avrebbe accettato a lungo di stare in un centrodestra guidato dalla destra estrema. Sia chiaro, però, il mio non è un appello a Forza Italia, perché penso che non si muoverà da dov’è. Sbagliando, perché con una legge tutta proporzionale sarebbe arbitra dei governi per i prossimi vent’anni».

 

L’ha detto a Tajani?

dario franceschini

«No. I forzisti hanno in tasca il biglietto della lotteria ma non lo sanno».

 

Si aspetta che uno dei figli di Berlusconi scenda in campo?

«Non so, ma il fiuto mi dice di no».

 

Non teme che prima delle Politiche qualcuno nel Pd possa avere voglia di un altro passaggio di proprietà, come per la sua vecchia moto?

«Schlein è solida e vincente. Si sottovaluta la sua scelta di non partecipare al chiacchiericcio di giornata e parlare solo di temi concreti. Questo talvolta la fa apparire assente mentre, secondo me, alla gente arriva proprio il contrario».

dario franceschini anna foglietta (2)gentiloni franceschinimichela di biase dario franceschini ricevimento quirinale 2 giugno 2024 DARIO FRANCESCHINI - AQUA E TERA massimo d alema dario franceschini foto di baccofranceschini schleinfranceschini renzimichela di biase dario franceschini foto di bacco massimo d alema giuseppe conte goffredo bettini dario franceschiniFRANCESCHINI DI BIASEmassimo d alema giuseppe conte goffredo bettini e la sorella fabia dario franceschinimassimo d alema giuseppe conte goffredo bettini dario franceschini 3dario franceschini giovanna melandri

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...