NEL CALCIO SIAMO DIVENTATI PIPPE ANCHE IN PANCHINA? – DOPO LE CRITICHE DAL BRASILE A ANCELOTTI PER IL PARI CON IL MAROCCO E IL TONFO DELLA TURCHIA DI MONTELLA, ANCHE CANNAVARO FA FLOP AI MONDIALi CON L'UZBEKISTAN. IL MONDO NON È PIÙ PER NOI: NON BRILLANO NEANCHE I GIOCATORI DELLA SERIE A - DA PREMIER LEAGUE E BUNDESLIGA ARRIVANO UNA VALANGA DI GOL. DALLA SERIE A INVECE SOLO TRE: SONO ANDATI A SEGNO IL DIFENSORE NORVEGESE LEO OSTIGARD DEL GENOA, IL CROATO MARTIN BATURINA DEL COMO E LO JUVENTINO DAVID CON UNA TRIPLETTA CONTRO IL DERELITTO QATAR...
Emanuela Audisio per “la Repubblica” - Estratti
No Italy, no party, proprio non si può dire. Perché i giocatori che non giocano in Italy illuminano il mondiale: da Premier League e Bundesliga arrivano una valanga di gol. Dalla serie A invece solo due: sono andati a segno il difensore norvegese Leo Ostigard del Genoa e il croato Martin Baturina del Como. Il primo contro l'Iraq, il secondo contro l'Inghilterra (ne aveva fatto uno simile al Bologna).
Il made in Italy non va più e il party riesce benissimo anche senza azzurri: le nazionali che fanno gol come Germania e Inghilterra non hanno nessun giocatore di serie A nelle loro formazioni.
Anzi chi gioca in serie A e cioè Hakan Çalhanoglu (Inter) finora si segnala solo per le parole avventate: «Domineremo l'Australia perché siamo più forti tecnicamente». E infatti 2-0 per gli altri. Nel primo turno mondiale sono stati realizzati 75 gol in 24 incontri alla media di 3,12 a partita, quattro anni fa in Qatar c'erano stati 41 gol in 16 partite per una media di 2,56. Vabbè, consoliamoci con le panchine azzurre. Però malino anche lì, anche se siamo solo all'inizio e si attende la riscossa: un pareggio deludente (Ancelotti con il Brasile) e due sconfitte (Montella con la Turchia e Cannavaro con l'Uzbekistan).
Nel primo turno il Marocco ha fermato la Seleção brasileira mentre l'Australia ha inguaiato la favorita Turchia e la Colombia ha superato l'Uzbekistan (che giocava in Messico) dove Khusanov ha perso l'equilibrio e ha abbattuto un cameraman.
Carlo Ancelotti con 10 milioni di euro è l'allenatore più pagato del mondiale, Vincenzo Montella guadagna un po' meno di Scaloni, ct argentino campione del mondo, mentre Fabio Cannavaro con 2,2 è quart'ultimo nella lista dei primi 22.
Il tonfo turco è stato inaspettato perché Montella in due stagioni e mezzo aveva riportato la nazionale al mondiale dopo 32 anni. Gli è stato contestato un gioco prevedile, il ritardo nei cambi (lo juventino Yildiz che rientrava da un infortunio ha fatto poco), la mancanza di un piano b (trenta conclusioni tentate, nessuna realizzata). Anche se è probabile che la Turchia abbia pagato la pressione dell'esordio e ora contro il Paraguay dovrà rimediare.
Diversa la situazione di Cannavaro, campione del mondo nel 2006, ma in campo. Come allenatore non ha avuto la stessa fortuna o forse gli stessi meriti: è arrivato a fine 2025 sulla panchina dell'Uzbekistan, a qualificazione già avvenuta. In una nazionale che ha solo tre giocatori (Khusanov, Fayzullaev, Shomurodov) impegnati in Europa.
L'ultimo suo domicilio conosciuto nella serie A è stato a Udine nel 2024 dove ingaggiato di corsa per le ultime 6 giornate (2 successi, 3 pareggi, 1 sconfitte) ha aiutato la squadra a salvarsi. Anche la sua nazionale ha patito l'esordio, considerato che si giocava all'Azteca, in altura. Adesso gli tocca il Portogallo di Ronaldo che vuole evitare un altro passo falso.
Qualcosa di meglio nel settore arbitrale? Il fischietto Maurizio Mariani, unico direttore di gara italiano al mondiale, ha arbitrato Arabia Saudita-Uruguay e non è andato oltre il 6 in pagella.
(…) C'era chi non potendo tifare Italia almeno si consolava con i suoi stranieri: 66 provenienti dalle 20 squadre di serie A. Milan in testa con il contingente più numeroso, vantando dieci giocatori al torneo, seguito dall'Atalanta con otto e dall'Inter con sette. Nessun convocato invece per Lazio, Monza e Lecce. Ma soprattutto mentre in Italia si litiga sui vertici federali e ogni giorno c'è una polemica, al mondiale si segna. Avvisate Madonna: Italians do it better non lo può più dire.



