pietrangelo buttafuoco giorgia meloni alessandro giuli padiglione russia

“PRENDERE LE DISTANZE DA QUESTA EDIZIONE DELLA BIENNALE È L'UNICA STRADA” – IL GOVERNO (CON L'ECCEZIONE DELLA LEGA) SCARICA BUTTAFUOCO. GIULI DISERTERÀ L'INAUGURAZIONE DEL PADIGLIONE ITALIA ALLA BIENNALE - IL PROBLEMA PER I FEDELISSIMI DI MELONI È CHE A VENEZIA ARRIVERANNO ARTISTI RUSSI SCELTI DAL REGIME PUTINIANO E QUESTO PUÒ INTACCARE LA LINEA DI POLITICA ESTERA DEL PAESE E L'IMMAGINE INTERNAZIONALE DELL'ITALIA – GIULI HA CHIESTO ALLA BIENNALE IL CARTEGGIO CON LE AUTORITÀ DI MOSCA ALLA RICERCA DI UN CAVILLO PER SVENTARE L’ARRIVO DEGLI ARTISTI RUSSI. UNA RICHIESTA CHE HA FATTO SCATTARE L’IPOTESI DEL COMMISSARIAMENTO – LA NOTA DELLA BIENNALE: “NESSUNA NORMA VIOLATA, LE SANZIONI VERSO LA RUSSIA SONO STATE RISPETTATE”

Biennale, nessuna norma violata e rispettate sanzioni verso Russia  

ALESSANDRO GIULI E PIETRANGELO BUTTAFUOCO

(ANSA) - ROMA, 17 MAR - ''La Biennale di Venezia comunica che in data odierna viene inviata al Ministero della Cultura l'intera documentazione richiesta. Si coglie l'occasione per precisare che nessuna norma è stata violata e che le sanzioni verso la Federazione Russa sono state rispettate integralmente come da nostro dovere''. Così una nota della Biennale a proposito della presenza del padiglione russo 

 

BIENNALE DI VENEZIA FDI SCARICA BUTTAFUOCO

Federico Capurso per “La Stampa” - Estratti 

 

Giovedì il ministro della Cultura Alessandro Giuli diserterà l'inaugurazione del padiglione Italia alla Biennale di Venezia. La decisione è sostanzialmente presa, manca solo l'ufficialità. Si consuma così il vero strappo tra il governo e l'istituzione culturale veneziana guidata da Pietrangelo Buttafuoco. Una lacerazione profonda che improvvisamente si apre tra i poli più importanti del mondo culturale della destra.

 

alessandro giuli pietrangelo buttafuoco

Le possibilità di un ripensamento di Giuli, ormai, sono quasi inesistenti. E d'altro canto non si vede proprio - ragionano negli ambienti vicini al ministro - come possa esserci un epilogo diverso da questo, dopo settimane di scontro tra l'esecutivo e la Biennale per la decisione di Buttafuoco di riaccogliere la Russia nel suo padiglione.

 

Il problema per gli uomini di Giorgia Meloni è che a Venezia non ci saranno dei semplici artisti russi, slegati dal potere del Cremlino, ma arriverà un progetto artistico scelto dal regime e che rischia di trasformarsi in uno strumento di propaganda per Vladimir Putin.

 

giovanbattista fazzolari e giorgia meloni

Il motivo dello scontro è tutto qui, nell'idea di Buttafuoco di voler creare un momento di "tregua" culturale che si scontra con i crudi fatti messi sul tavolo dal governo: Putin continua a bombardare l'Ucraina, tanto che sono ancora in vigore le sanzioni dell'Ue contro Mosca, e da 4 anni, poi, il fronte europeo utilizza l'isolamento della Russia come strumento di pressione nei confronti del Cremlino. Isolamento che questa Biennale, inevitabilmente, può incrinare.

 

Non è un caso - fanno notare dentro Fratelli d'Italia - che sia proprio il leader della Lega Matteo Salvini il più forte sostenitore dell'iniziativa di Buttafuoco. Il resto del governo, invece, ha tentato in ogni modo di evitare che la 61esima edizione della Biennale si possa trasformare in un messaggio di accettazione del regime russo mentre prosegue la sua guerra d'aggressione contro Kiev. (…)

 

L'ultima carta giocata da Giuli è stata la richiesta, fatta alla Biennale venerdì scorso, di inviare al ministero tutti i documenti, i carteggi, gli atti che riguardino l'accordo stretto con le autorità culturali di Mosca. Il materiale arriverà oggi a Roma e Giuli lo farà esaminare per trovare un cavillo che gli permetta di impugnare quegli atti di fronte a un giudice e sventare l'arrivo dei russi a Venezia.

SALVINI CON LA MAGLIA DI PUTIN

 

La speranza di poter scovare qualcosa di risolutivo in quei documenti, tuttavia, è piuttosto debole. E anche i canali comunicativi tra il ministro e il presidente della Fondazione si sono quasi azzerati in questi giorni. I due si stimano, si conoscono da anni, ma è una vicenda che ormai passa sopra il loro rapporto.

 

Palazzo Chigi, per primo, ha cercato di far capire a Buttafuoco come la presenza della Russia a Venezia possa intaccare la linea di politica estera del Paese e l'immagine internazionale dell'Italia. Ma tutti, all'interno del partito di Meloni, sapevano che sarebbe stato impossibile fargli cambiare idea. Ormai, allargano le braccia: «Prendere le distanze da questa edizione della Biennale, per quanto doloroso, è l'unica strada».  

 

BIENNALE, LA CARTA DEL COMMISSARIAMENTO A GIULI: I DOCUMENTI SUL PADIGLIONE DI MOSCA 

Serena Riformato per “la Repubblica” - Estratti

 

alessandro giuli pietrangelo buttafuoco

L'attesa, ora, è tutta per il plico virtuale che la Biennale deve trasmettere al ministero della Cultura. Entro oggi, questa è la scadenza concordata. Sarà lo snodo decisivo in una vicenda che è ormai un caso politico-diplomatico internazionale e uno scontro personale tra il ministro Alessandro Giuli e il presidente della fondazione Pietrangelo Buttafuoco. Il Collegio romano è pronto ad analizzare con la lente di ingrandimento tutta la documentazione relativa alla «gestione» del controverso padiglione di Mosca.

 

L'obiettivo: verificarne la compatibilità con le sanzioni in vigore. Dall'istituzione veneziana filtra solo il «massimo spirito di collaborazione». Almeno tra gli uffici. Tra i due protagonisti, il ministro e il presidente, è il gelo: nessun contatto. Il 19 marzo a Venezia verrà inaugurato il padiglione centrale ristrutturato con i soldi del Pnrr. E nonostante Buttafuoco avesse annunciato la presenza del ministro già martedì scorso, l'invito formale sarebbe arrivato a Giuli solo ieri.

pietrangelo buttafuoco alessandro giuli

 

Per questo il titolare della Cultura non ha ancora sciolto la riserva. Attende di vedere i fascicoli. Ma non solo: difficile che gli ex colleghi del Foglio si trovino a tagliare il nastro insieme senza che uno dei due sventoli un ramoscello d'ulivo per stemperare i veleni delle ultime settimane.

 

Tra i corridoi della Biennale, la richiesta del carteggio ha fatto scattare finanche il timore di un commissariamento. Ipotesi evocata sottovoce anche dentro la maggioranza. La procedura esiste: secondo un decreto legislativo del 1998, il ministero ha potere di vigilanza sulla fondazione.

SALVINI PUTIN

 

(…)

 

Almeno dal 2024 il Cremlino ha sempre espresso – attraverso le sue rappresentanze – un forte interesse a riaprire il padiglione alla Biennale. Fermandosi davanti ai limiti imposti dalle norme: in una nota dell'anno scorso, la stessa diplomazia russa concordava con i colleghi italiani sulle ragioni che rendevano impossibile la presenza all'esposizione.

 

Il documento, visionato da Repubblica, è stato studiato con attenzione al ministero della Cultura. È la bussola per capire che tipo di irregolarità il Collegio romano sta cercando nelle carte delle fondazione veneziana. I progetti per i padiglioni – tutti nazionali, a cura degli Stati – vanno presentati a diversi enti.

 

Servono dei professionisti per farlo: la nota dei diplomatici di Mosca spiega che «devono obbligatoriamente intervenire un architetto abilitato, un ingegnere per la sicurezza antincendio e un tecnico abilitato per la sicurezza». Basterebbe questo per entrare in contrasto con le sanzioni, argomentavano gli analisti. Secondo il regolamento del Consiglio europeo 2022/1904, «è infatti vietato prestare, direttamente o indirettamente, servizi di architettura e ingegneria, consulenza giuridica e informatica» al governo russo. Cristallino.

pietrangelo buttafuoco alessandro giuli

 

Tant'è che la valutazione degli esperti era netta: «Abbiamo concluso che, a meno di una specifica deroga (…) nessun professionista si assumerà mai il rischio di essere sottoposto a procedimento penale per la violazione delle sanzioni». Quest'anno l'ostacolo è stato aggirato? È sufficiente, come ha previsto Buttafuoco, che l'installazione sia audio e video, con gli artisti russi presenti a Venezia solo prima dell'inaugurazione del 9 maggio? È il cuore della verifica del Mic. Per ora, con il benestare di Palazzo Chigi.

Pietrangelo buttafuoco e Alessandro Giuli - inaugurazione padiglione italia - biennale architettura

 

(...)

 

 

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