gravina casini

LA GUERRA DEL PALLONE – IL PRESIDENTE FIGC GRAVINA INCONTRA LORENZO CASINI, NUMERO 1 DELLA LEGA A, PER CERCARE UNA (DIFFICILE) INTESA ALLA LUCE DELL’EMENDAMENTO MULÈ - IN VISTA DELLE ELEZIONI IN FEDERCALCIO DI NOVEMBRE LA LEGA A PUNTA AD AVERE UNA RAPPRESENTANZA AL 35% (E PER TUTTO IL CALCIO PROFESSIONISTICO, QUINDI ANCHE CON B E LEGA PRO, AL 50%) - PER QUESTO LA CONFINDUSTRIA DEL PALLONE HA IMPUGNATO LA DELIBERA FIGC CHE CONFERMA I PESI ELETTORALI DELLE VARIE COMPONENTI FIGC - LUNEDI’ LA RIUNIONE CON ABODI

Serie A impugna delibera Figc su pesi elettorali 

 (ANSA) - La Lega Serie A - apprende l'ANSA - ha appena deciso di impugnare, con una votazione all'unanimità durante l'assemblea in corso a Milano, la delibera con cui il Consiglio Figc ha deciso di confermare i pesi tra le varie componenti per l'elezione del prossimo presidente federale, in programma il 4 novembre.

 

M.Col. per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

GABRIELE GRAVINA - FIGC

Gabriele Gravina concede un’apertura alla Lega di A e, dopo l’incontro con Lorenzo Casini avvenuto ieri mattina, convoca per lunedì una riunione con il ministro dello Sport Andrea Abodi e tutte le componenti del mondo del calcio. Si cerca una difficile intesa per riequilibrare i pesi elettorali in consiglio federale, alla luce dell’emendamento Mulè ma non solo.

 

Dopo la stizza mostrata dai presidenti delle Leghe di serie A e B, Casini e Balata, per la recente approvazione del regolamento elettorale con le percentuali che non tengono conto della modifica contenuta nel dl Sport, Gravina ha compiuto un passo in avanti. Ieri ha invitato il numero uno della Lega serie A, Lorenzo Casini, per un colloquio distensivo e chiarificatore.

 

lorenzo casini foto mezzelani gmt70

 Ha mostrato disponibilità ad aumentare la rappresentanza della A in consiglio, illustrando le due strade percorribili. La prima è attuabile attraverso una semplice delibera federale ma la rappresentatività di tutto il calcio professionistico non dovrebbe essere superiore al 34%.

 

Difficile che passi presso la serie A una proposta simile. Però, in caso di una quota maggiore sarebbe necessaria una modifica dello statuto e perciò l’assemblea con tutte le componenti si renderebbe indispensabile. L’obiettivo di Gravina è verificare se esistono le condizioni di un accordo entro il 4 settembre, ultimo giorno a disposizione per modificare il regolamento elettorale (la votazione per il rinnovo delle cariche in Figc si svolgerà il 4 novembre).

lorenzo casini foto di bacco

 

Come arriverà la Lega all’appuntamento di lunedì a Roma? Casini oggi raccoglierà l’umore dei presidenti che si riuniscono in assemblea. La Lega di A punta a stravolgere gli equilibri attuali: sul piatto c’è la richiesta di avere una rappresentanza al 35% e per tutto il calcio professionistico (quindi anche con B e Lega Pro) al 50%. Non è finita qui. I club intendono ottenere il diritto di intesa e più in generale aspirano a quella autonomia dalla Figc reclamata finora a gran voce.

meloni gravina

 

gravina balata

(...)

GABRIELE GRAVINA - FIGC

Ultimi Dagoreport

andrea orcel gaetano caltagirone carlo messina francesco milleri philippe 
donnet nagel generali

DAGOREPORT - LA CAPITALE DEGLI AFFARI A MISURA DUOMO, A CUI IL GOVERNO MELONI HA LANCIATO L’ANATEMA “BASTA CON I BANCHIERI DEL PD”, È IN TREPIDA ATTESA DI COSA DELIBERERÀ UNICREDIT DOMENICA PROSSIMA, A MERCATI CHIUSI - SI RINCORRONO VOCI SULLA POSSIBILITÀ CHE ANDREA ORCEL ANNUNCI L’ADDIO NON SOLO ALL’OPS SU BPM MA ANCHE ALLA SCALATA DI COMMERZBANK, PER PUNTARE TUTTA LA POTENZA DI FUOCO DI UNICREDIT LANCIANDO UN’OPS SU GENERALI - DOPO LE GOLDEN MANGANELLATE PRESE SU BPM, ORCEL AVRÀ DI CERTO COMPRESO CHE SENZA IL SEMAFORO VERDE DI PALAZZO CHIGI UN’OPERAZIONE DI TALE PORTATA NON VA DA NESSUNA PARTE, E UN’ALLEANZA CON I FILO-GOVERNATIVI ALL’INTERNO DI GENERALI COME MILLERI (10%) E CALTAGIRONE (7%) È A DIR POCO FONDAMENTALE PER AVVOLGERLA DI “ITALIANITÀ” - CHISSÀ CHE COSA ARCHITETTERÀ IL CEO DI BANCA INTESA-SANPAOLO, CARLO MESSINA, QUANDO DOMENICA IL SUO COMPETITOR ORCEL ANNUNCERÀ IL SUO RISIKO DI RIVINCITA…

parolin prevost

PAROLIN È ENTRATO PAPA ED È USCITO CARDINALE - IN MOLTI SI SONO SBILANCIATI DANDO PER CERTO CHE IL SEGRETARIO DI STATO DI BERGOGLIO SAREBBE STATO ELETTO AL POSTO DI PAPA FRANCESCO – GLI “AUGURI DOPPI” DI GIOVANNI BATTISTA RE, IL TITOLO FLASH DEL “SOLE 24 ORE” (“PAROLIN IN ARRIVO”) E LE ANALISI PREDITTIVE DI ALCUNI SITI - PERCHÉ I CARDINALI HANNO IMPALLINATO PAROLIN? UN SUO EVENTUALE PAPATO NON SAREBBE STATO TROPPO IN CONTINUITÀ CON BERGOGLIO, VISTO IL PROFILO PIU' MODERATO - HA PESATO IL SUO “SBILANCIAMENTO” VERSO LA CINA? È STATO IL FAUTORE DELL’ACCORDO CON PECHINO SUI VESCOVI...

matteo renzi sergio mattarella elly schlein maurizio landini

DAGOREPORT – IL REFERENDUM ANTI JOBS-ACT PROMOSSO DALLA CGIL DI LANDINI, OLTRE A NON ENTUSIASMARE MATTARELLA, STA SPACCANDO IL PD DI ELLY SCHLEIN - NEL CASO CHE UNA DECINA DI MILIONI DI ITALIANI SI ESPRIMESSERO A FAVORE DELL’ABOLIZIONE DEL JOBS-ACT, PUR NON RIUSCENDO A RAGGIUNGERE IL QUORUM, LANDINI ASSUMEREBBE INEVITABILMENTE UN'INVESTITURA POLITICA DA LEADER DELL'OPPOSIZIONE ANTI-MELONI, EMARGINANDO SIA SCHLEIN CHE CONTE - E COME POTRANNO I RIFORMISTI DEM, I RENZIANI E AZIONE DI CALENDA VALUTARE ANCORA UN PATTO ELETTORALE CON UN PD "LANDINIZZATO", ALLEATO DEL POPULISMO 5STELLE DI CONTE E DE SINISTRISMO AVS DI BONELLI E FRATOIANNI? - A MILANO LA SCISSIONE DEL PD È GIÀ REALTÀ: I RIFORMISTI DEM HANNO APERTO UN CIRCOLO IN CITTÀ INSIEME A ITALIA VIVA E AZIONE. MA BONACCINI DIFENDE ELLY SCHLEIN

sergio mattarella giorgia meloni

DAGOREPORT - L'ARDUO COMPITO DI MATTARELLA: FARE DA ARBITRO ALLA POLITICA ITALIANA IN ASSENZA DI UN’OPPOSIZIONE - IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA NON VUOLE SOSTITUIRSI A QUEGLI SCAPPATI DI CASA DI SCHLEIN E CONTE, NÉ INTENDE SCONTRARSI CON GIORGIA MELONI. ANZI, IL SUO OBIETTIVO È TENERE IL GOVERNO ITALIANO DALLA PARTE GIUSTA DELLA STORIA: SALDO IN EUROPA E CONTRO LE AUTOCRAZIE – IL PIANO DI SERGIONE PER SPINGERE LA PREMIER VERSO UNA DESTRA POPOLARE E LIBERALE, AGGANCIATA UN'EUROPA GUIDATA DA FRANCIA, GERMANIA E POLONIA E LONTANA DAL TRUMPISMO - LE APERTURE DI ''IO SONO GIORGIA" SUL 25 APRILE E AFD. MA IL SUO PERCORSO VERSO IL CENTRO E' TURBATO DALLL'ESTREMISMO DI SALVINI E DALLO ZOCCOLO DURO DI FDI GUIDATO DA FAZZOLARI...

francesco micheli

DAGOREPORT - IN UNA MILANO ASSEDIATA DAI BARBARI DI ROMA, SI CELEBRA LA FAVOLOSA CAPITALE DEGLI AFFARI CHE FU: IL CAPITALISMO CON IL CUORE A SINISTRA E IL PORTAFOGLIO GONFIO A DESTRA - A 87 ANNI, FRANCESCO MICHELI APRE, SIA PURE CON MANO VELLUTATA E SENZA LASCIARE IMPRONTE VISTOSE, IL CASSETTO DEI RICORDI: “IL CAPITALISTA RILUTTANTE” È IL DIARIO DI BORDO DELL’EX BUCANIERE DELLA FINANZA CHE, SALITO SULL’ALBERO PIÙ ALTO DEL VASCELLO, HA OSSERVATO I FONDALI OSCURI INCONTRATI NEL MARE MAGNUM INSIDIOSO DELL’ECONOMIA, SOMMERSA E SPESSO AFFONDATA - “IO E LEI APPARTENIAMO A ZOO DIVERSI”, FU IL VATICINIO DI CUCCIA – LUI, UNICO TESTIMOME A RACCOGLIERE LO SFOGO DI EUGENIO CEFIS SU QUEL “MATTO” DI CUCCIA CHE NEL GIORNO DELLE SUE CLAMOROSE DIMISSIONI DA MONTEDISON L’AVEVA ACCOLTO CON UN BEFFARDO: “DOTTORE, PENSAVO VOLESSE FARE UN COLPO DI STATO…”