cerimonia inaugurale paralimpiadi

I GIOCHI PARALIMPICI AL TEMPO DELLA GUERRA: SFILA LA RUSSIA, NON L’IRAN – ALL’ARENA DI VERONA (CON TANTI SPAZI VUOTI) MATTARELLA, APPLAUDITISSIMO, INAUGURA LE PARALIMPIADI: BEBE VIO TEDOFORA. RESTA A CASA L’UNICO ATLETA DI TEHERAN - SETTE PAESI (REPUBBLICA CECA, ESTONIA, FINLANDIA, LETTONIA, LITUANIA, POLONIA E UCRAINA) RINUNCIANO A MOSTRARSI PER PROTESTARE CONTRO LA PRESENZA DI ATLETI RUSSI – E TOCCA PURE SORBIRSI PUTIN CHE SI VANTA DELL’ESERCITO DI ATLETI PARALIMPICI DI MOSCA CHE SI DANNO ALLO SPORT DOPO ESSERE STATI FERITI AL FRONTE - VIDEO

 

https://video.corriere.it/sport/paralimpiadi-l-arrivo-di-giorgia-meloni-e-il-saluto-con-sergio-mattarella/c87a7f07-2d98-4342-8e74-d20f15b28xlk

 

Marco Bonarrigo per corriere.it - Estratti

 

bebe vio cerimonia inaugurale paralimpiadi

Forse avevano ragione i greci, forse davvero le Olimpiadi possono fare qualche piccolo miracolo. Quando tutto ormai sembrava perduto, dopo settimane di feroci (e legittime) polemiche sulla presenza (che nessuno sostiene di aver votato) di russi e bielorussi invasori dell’Ucraina in divisa e con le bandiere issate, dopo le minacce di boicottaggio e il rischio che l’Arena di Verona si trasformasse da luogo di festa a triste campo di battaglia politico, stasera nell’antico anfiteatro romano è successo un piccolo miracolo.

 

 

La Cerimonia di Apertura delle Paralimpiadi è stata misurata come si conviene a tempi difficilissimi, ben disegnata e musicata, commentata con grande professionalità da quella Rai (che doveva far dimenticare il caso Petrecca e c’è riuscita benissimo con i preparatissimi Roata, Arrigoni e Di Bella) che per due ore ha riconciliato i telespettatori con la ritualità televisiva dello sport.

 

mattarella cerimonia inaugurale paralimpiadi

La parte più delicata, la sfilata delle 29 nazioni che hanno scelto di essere fisicamente presenti portando uno o più atleti in un luogo lontanissimo dai campi di gara nel Trentino e di Cortina, è filata via liscia, con altri 28 Paesi che hanno lasciato il compito a un portabandiera volontario.

 

Un rituale senza censure (si è defilato solo l’Iran), nessun fischio ha sovrastato la colonna sonora al passaggio di russi (cinque) e bielorussi (uno) ma si sono sentiti forti e chiari gli applausi per la delegazione ucraina. Quella che a San Siro era sembrata una forzatura televisiva (la doppia, tripla sfilata da remoto a Cortina, Bormio e Predazzo che veniva sovrapposta alle immagini milanesi) qui aveva perfettamente senso: gli atleti lontani festeggiavano tutti assieme alla vigilia delle gare dai Villaggi senza distinzione di nazione o specialità.

 

delegazione italiana cerimonia inaugurale paralimpiadi

«Non possiamo ignorare che questi Giochi si svolgono in un momento profondamente diviso, lacerato da guerre, dolore e sofferenza, in uno dei momenti di svolta più drammatici del nostro tempo ha spiegato Giovanni Malagò, che anche di queste Paralimpiadi è stato il promotore - e proprio per questo motivo, il messaggio di pace, inclusione e solidarietà al centro del movimento paralimpico è più significativo e importante che mai». Applauditissimo il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha pronunciato la breve frase di rito di apertura dei Giochi (c’erano anche la premier Meloni e i presidenti di Camera e Senato), apprezzatissimo l’inno nazionale orchestrato e cantato da Mimì Caruso, Ginevra Nervi e dal Gruppo Vocale Novecento.

 

Se l’è cavata con mestiere Andrew Parsons, l’anglo-brasiliano che presiede l’Ipc, accusato di aver ammesso russi e bielorussi in cambio del voto per la sua terza rielezione. «Ai Paesi che sono conosciuti più per i nomi dei loro leader preferisco quelli conosciuti per i loro atleti - ha detto Parsons - e se quattro anni fa dissi di essere sconvolto per quello che stava succedendo nel mondo oggi la situazione non è cambiata. Ma lo sport offre un'altra prospettiva. Questi giochi offrono qualcosa di realmente diverso, dove le differenze non dividono ma sono punti di forza».

cerimonia inaugurale paralimpiadi

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PUTIN SI VANTA DELL’ESERCITO DI ATLETI PARALIMPICI RUSSI

Da ilnapolista.it

Il Comitato Paralimpico Internazionale (il CPI) pochi giorni fa ha vietato l’uso alle Paralimpiadi di Milano-Cortina della divisa speciale che avrebbero voluto indossare alla cerimonia d’apertura gli atleti ucraini. Perché sulla divise c’era raffigurata una grande mappa del loro Paese, con la penisola di Crimea, annessa alla Russia nel 2014. Un po’ come aveva fatto ai Giochi qualche settimana fa con il casco della memoria dell’atleta dello skeleton ucraino, quello con i volti dei suoi compagni morti in guerra. Però queste Paralimpiadi passeranno alla storia per il ritorno ufficiale della Russia nel mondo olimpico.

 

LA DIVISA DELLA NAZIONALE UCRAINA CONTESTATA ALLE PARALIMPIADI

Per dieci anni la Russia è stata ufficialmente sospesa – ricorda la Sueddeutsche Zeitung – prima a causa del doping sponsorizzato dallo Stato, poi a causa della guerra, e per dieci anni gli atleti russi hanno gareggiato – a volte con maggiore discrezione, a volte con minore discrezione – come “atleti neutrali”. Ma sebbene l’invasione dell’Ucraina continui senza sosta, la delegazione russa di sei atleti e 17 membri dello staff di supporto partecipa ufficialmente, con tanto di bandiera e inno.

 

Il punto è ovviamente politico. “Gli strateghi del Cremlino non nascondono quanto questo sia significativo per loro – scrive il giornale tedesco – La partecipazione ai Giochi Paralimpici è “una grande vittoria per tutti noi”, ha dichiarato il presidente Vladimir Putin al momento della finalizzazione della decisione del Comitato Paralimpico Internazionale.

 

Il ritorno della Russia allo sport mondiale sta attualmente avvenendo gradualmente e a vari livelli. Ma la partecipazione in Italia  è attualmente il coronamento di un successo. Il governo russo ha iniziato a sottolineare l’importanza degli sport paralimpici già da tempo, e questo è anche legato alla guerra.

 

UCRAINA PARALIMPIADI 3

Fonti ufficiali annunciano regolarmente quanti membri dell'”Associazione dei Veterani delle Operazioni Speciali” abbiano intrapreso lo sport paralimpico. “Operazioni speciali” è il termine usato dal Cremlino per indicare la campagna contro l’Ucraina. Circa 500 veterani gareggiano ora in squadre regionali, ha spiegato di recente il capo delle Paralimpiadi russe Pavel Roshkov, con almeno 30 già iscritti alle squadre nazionali, e il numero è in aumento”.

 

In pratica – è faticoso ma la sintesi è questa – “grazie” ai soldati feriti al fronte la Russia sta crescendo una nuova generazione di atleti paralimpici. E’ brutale ma è così.

 

putin

Il sostegno agli sport paralimpici era già evidente all’epoca di Parigi 2024, continua la Sz. Gli atleti normali sono stati quasi considerati traditori, in Russia. Perché hanno gareggiato da neutrali. Invece pochi mesi dopo i Giochi, Putin ha ospitato un ricevimento di quattro ore al Cremlino per celebrare gli atleti paralimpici. Ha consegnato con entusiasmo le medaglie agli 88 atleti che avevano vinto 20 medaglie d’oro e 44 altre medaglie, elogiando la loro prestazione a Parigi in condizioni difficili. E l’atleta di atletica leggera Andrei Vdovin, a sua volta, ha elogiato l’impegno di Putin per lo sviluppo degli sport paralimpici. Anche allora, i vincitori della medaglia d’oro hanno ricevuto quattro milioni di rubli (l’equivalente di poco più di 40.000 euro) dallo Stato russo, i vincitori della medaglia d’argento 2,5 milioni e i vincitori della medaglia di bronzo 1,7 milioni. L’anno scorso, Putin ha annunciato che i premi in denaro per le vittorie nelle competizioni paralimpiche internazionali sarebbero aumentati.

UCRAINA PARALIMPIADIatleti russi paralimpici

 

atleti ucraina paralimpiadi

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