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FINCHÉ C'È INSIGNE C'È SPERANZA –LORENZO “IL MAGNIFICO” TRASCINA LA NAZIONALE CHE TRAVOLGE IL LIECHTENSTEIN 5-0: LA SPAGNA BATTE LA MACEDONIA, ORA A MADRID L’ITALIA DOVRA’ VINCERE – MURA: INSIGNE E SPINAZZOLA LE NOTE PIU’ POSITIVE MA L’ITALIA DEVE MIGLIORARE NEGLI ULTIMI 20 METRI - VIDEO

 

1 - PRIMA LA FRENESIA POI I GOL QUESTA ITALIA HA DUE FACCE E A MADRID DOVRÀ VINCERE

Enrico Currò per “la Repubblica”

spinazzola gabbiadinispinazzola gabbiadini

 

L'Italia ha chiuso la prima stagione di Ventura ct demolendo via via il Liechtenstein con i gol di Insigne, Belotti, Eder, Bernardeschi e Gabbiadini, il primo e il quarto assai artistici: palleggio aereo con destro a girare e sinistro inventato da fuori area. Tanto basta per rimanere a braccetto con la Spagna e per migliorare la differenza reti (ora lo scarto a favore della Roja è sceso a 4 gol).

 

L' avversaria più debole del girone nel primo tempo non è finita in cocci: ha retto l' urto con sorprendente spigliatezza, mettendo ansia crescente agli azzurri frenetici e imprecisi. La ripresa ha allentato le ansie: se ne sono giovati i neoentrati Bernardeschi, Eder e Gabbiadini. L' entusiasta pubblico di Udine, con partecipazione ignota a piazze più snob, ha trascinato la squadra al 5-0, che mancava dal 2010 (alle Far Oer, nell' era Prandelli). Il risultato, però, passa in secondo piano, rispetto al malcelato senso della serata.

 

Si è trattato dell' intermezzo obbligato della sfida di Madrid, dove il 2 settembre la Nazionale dovrà quasi certamente battere la Spagna, se vorrà andare al Mondiale di Russia senza finire dentro il pericoloso setaccio dei play off di novembre. Per questo l' attenzione spaziava fino a Skopje: nella vana speranza di un concomitante inciampo della Roja in Macedonia (2-1 finale) o dell' ammonizione di qualcuno tra i 6 illustri diffidati di Lopetegui.

pellegrini barzaglipellegrini barzagli

 

Ventura ha evitato in partenza analogo rischio, preservando il diffidato Bonucci, la cui assenza è pesata nell' impostazione. Il ct era conscio delle difficoltà. Giudicava la goleada irrealistica tecnicamente, avendo il collega Pauritsch fatto tesoro delle disavventure: sia dello 0-8 di settembre con gli spagnoli, che ha scavato il fatale solco nella differenza reti, sia dello 0-4 di novembre con gli azzurri.

 

Ma il Liechtenstein non si è servito dell' italico catenaccio, nato in Svizzera col nome di verrou: ha addirittura osato il pressing su Buffon. Contro pochi professionisti e molti semidilettanti, la Nazionale non si è dunque dilettata. Il 4-2-4, che difficilmente potrà essere riproposto al Bernabeu, si è dipanato sul campo in una delle sue versioni più spregiudicate soltanto in teoria.

 

I molti errori nei passaggi hanno smorzato sul nascere l' offensivismo. L' attenuante è il precoce gol ingiustamente annullato per fuorigioco a Candreva, che ha poi sbagliato parecchi cross, come Darmian sulla stessa fascia. Né le incursioni frontali avevano successo: le sponde di Immobile e Belotti, stavolta traditi dal piede, s' infrangevano contro foreste di stinchi rivali. Per aggirare l' affollamento serviva la fantasia, più degli appoggi verticali affidati a De Rossi, all' esordiente Pellegrini inizialmente condizionato da mansioni inusuali e addirittura a Chiellini in veste di Bonucci.

 

italiaitalia

Ha provveduto Insigne, insignito appunto della maglia numero 10, aiutato dalle discese del compagno di fascia Spinazzola e capace con l' invenzione di cui sopra di rimediare ai tre gol divorati da Immobile, che solo in una circostanza ha diviso la colpa con i meriti del portiere Jehle, bravo anche su tiro di controbalzo di Chiellini.

 

Nel secondo tempo è stato ancora Insigne a spianare la strada, imbeccando per il 2-0 Belotti, che lo ha imitato con l' assist per Eder.

Bernardeschi ha creato in proprio il quarto gol. L' ultimo lo ha firmato Gabbiadini, grazie a Spinazzola. «Primo tempo utile per capire che la voglia di strafare può portare fuori giri», ha chiosato Ventura. È la sua settima vittoria in 10 partite. A Madrid è chiamato a superare il 70%. L' appuntamento è al Bernabeu, tra giorni 82: ogni riferimento è puramente voluto e non casuale.

 

2 - LA SPERANZA È INSIGNE ESEMPLARE IL PUBBLICO

 

insigneinsigne

Gianni Mura per “la Repubblica”

 

Finché c' è Insigne c' è speranza. Lui e Spinazzola sono di gran lunga le note più positive di un' Italia che tanto vorrebbe ma non molto può e che arrotonda la vittoria nel finale, come a Nizza.

 

Ventura lo sapeva che i discorsi sugli otto gol da segnare erano quasi da fantascienza, e comunque le notizie che arrivavano dalla Macedonia non erano esaltanti.

Rispetto all' Uruguay, dentro Buffon, Chiellini e Pellegrini, undicesimo debuttante col ct.

 

Risparmiato Bonucci, diffidato, perché non possiamo permetterci il lusso di averlo squalificato contro la Spagna, il 2 settembre al Bernabeu. Lì, o si vince o si va agli spareggi. A lungo ho pensato che non possiamo permetterci di fare senza Bonucci col Liechtenstein. La sua assenza obbliga De Rossi a essere l' unico regista.

 

immobileimmobile

Pellegrini ha molti numeri, ma è più un incursore che un centrocampista di copertura. Il primo tempo è fitto di imprecisioni: De Rossi nei lanci, Candreva nei cross, mentre Immobile e Belotti fanno più confusione che calcio. Italia sempre avanti, gli altri sempre in difesa, ma non passiva. Pressano alto, sfiorano l' 1-1 (Polverino), il loro portiere non deve fare miracoli perché l' Italia è magistrale nel buttare via occasioni su occasioni. Un' attenuante: dopo 2' un bel gol di Candreva, lancio di Insigne, è annullato per un fuorigioco che non c' è.

 

Questo contribuisce ad aumentare la voglia di fare o di strafare, ma la serenità e la lucidità calano in proporzione.

Fino al 35': gol-capolavoro di Insigne su lancio di Spinazzola.

 

Sempre loro, la tenaglia di sinistra. L' Italia cambia passo, il Liechtenstein inizia a boccheggiare. Ancora Insigne manda in gol Belotti, è sua la firma di giornata. Non le azzecca tutte, altrimenti sarebbe un mostro, ma quando ha la palla tra i piedi inventa quasi sempre qualcosa, per sé o per i compagni, e poi è uno dei pochi a non temere di esibirsi in dribbling.

 

VENTURA BELOTTIVENTURA BELOTTI

Che, contro difese chiuse, servono parecchio. Il 5-0 dice che l' Italia c' è e ha larghi margini di crescita, a patto di migliorare negli ultimi 20 metri, di metterci più testa e meno frenesia. Da qui alla Spagna non ci saranno altre partite per gli azzurri. Ventura dovrà lavorare sul lato psicologico, raffreddando più che scaldando.

 

Tra le note positive anche il pubblico di Udine, che ha tifato nel modo giusto, dimostrando che non è obbligatorio fischiare l' inno della squadra ospite e non è proibito applaudire gli avversari, quando azzeccano (ieri, una volta) una buona giocata. Il 5-0 li ha divertiti, bene così.

VENTURAVENTURA

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