LA JUVENTUS NON STA ZITTA E MUTU - I BIANCONERI FANNO APPELLO CONTRO LA CONDANNA A PAGARE 17 MILIONI AL CHELSEA PER IL TRASFERIMENTO DI MUTU NEL 2005 - LA MULTA CONSOB DA 50MILA EURO, INVECE, LA PAGANO

Carlotta Scozzari per Dagospia

Se, sul campo calcistico, la battaglia per il Campionato italiano sembra essere praticamente già stata vinta dalla Vecchia signora, su quello del diritto sportivo è tuttora in corso lo scontro tra la Juventus, da una parte, e la Fifa (Federazione internazionale del calcio) e il Chelsea, dall'altra, sul giocatore Adrian Mutu.

Al centro della questione, il trasferimento dal club dei Blues nella stagione 2004-2005 dell'attaccante rumeno che era stato scoperto positivo a un test antidoping. Per la vicenda, Mutu fu multato dalla Federazione inglese e squalificato per sette mesi, ma la Juventus decise comunque di ingaggiarlo.

Tuttavia, seguendo una prassi consolidata e già utilizzata da altre squadre come l'Inter, la società della famiglia Agnelli non lo fece direttamente (aveva già raggiunto il numero di giocatori extra-Ue) ma attraverso il Livorno, che tesserò lo sportivo. Ufficialmente, perciò, il calciatore rumeno giocò nella Juve a partire dalla stagione successiva, quella del 2005-2006.

Ebbene, il Chelsea ha contestato l'ingaggio di Mutu da parte dei bianconeri e ha richiesto alla Fifa il risarcimento del danno. La Federazione mondiale, dal canto suo, con una udienza del 24 aprile 2013 che è stata notificata alla Juve il 7 ottobre scorso, ha adottato la decisione sfavorevole al club torinese, che è stato così considerato corresponsabile, insieme con lo stesso Mutu, nel pagamento ai Blues "dei danni derivanti dal licenziamento per grave inadempimento del calciatore, quantificati in 17 milioni, oltre a eventuali interessi".

Ma la società presieduta da Andrea Agnelli non ci sta a pagare. E così, come si apprende dall'ultima relazione trimestrale appena depositata, il 29 ottobre la Juve ha depositato appello contro il provvedimento della Fifa davanti al Tas (Tribunal arbitral du sport). "La presentazione dell'appello - spiega la trimestrale - sospende l'esecutività del provvedimento. Si attende la fissazione dell'udienza da parte del collegio arbitrale".

Per la Juventus, la decisione della Fifa "si fonda su precedenti vicende giudiziarie derivanti dal licenziamento, nel 2005, del calciatore Mutu da parte del Chelsea a seguito dell'assunzione da parte del calciatore stesso di sostanze stupefacenti. Tali vicende - prosegue il club bianconero - evidentemente, hanno visto coinvolti esclusivamente il Chelsea e Mutu, non avendo Juventus, in alcun modo, indotto il giocatore all'inadempimento verso il Chelsea che ha portato alla risoluzione del suo contratto di lavoro".

Perciò, "ritenendo di avere validi argomenti a sostengo della propria posizione e poco probabile il rischio di soccombenza nel procedimento, Juventus non ha effettuato alcun accantonamento al fondo oneri e rischi" del bilancio. E in ogni caso, mette le mani avanti la società quotata in Borsa, "avverso una decisione sfavorevole del Tas, sarà comunque possibile proporre ricorso al Tribunale federale svizzero".

Discorso diverso, invece, per la sanzione amministrativa da 50mila euro comminata dalla Consob ai bianconeri sulla questione dell'aumento di capitale del 2011. "Il 18 ottobre Juventus - spiega la trimestrale - pur ritenendo di aver sempre bene agito in termini di informativa al mercato, ha pagato la sanzione rinunciando al ricorso alla Corte d'appello".

La Commissione guidata da Giuseppe Vegas contestava alla Juventus di non avere fornito in modo corretto e tempestivo al mercato informazioni sulla situazione non proprio semplice della società in occasione dell'annuncio dell'aumento di capitale da 120 milioni del 23 giugno del 2011, ossia sette giorni prima della chiusura di un esercizio da cui poi sarebbero emerse, a settembre, perdite per 95,4 milioni.

In questo caso, come detto, la Juve ha preferito aprire il portafogli e pagare. Del resto, per un club che ha appena annunciato per il primo semestre chiuso al 31 dicembre un utile sceso a 4,8 milioni dai 6,5 milioni dello stesso periodo del 2012, c'è una bella differenza tra sborsare 50mila euro e 17 milioni in solido con Mutu.

 

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