“L’ ASSOCIAZIONE ARBITRI È STATA STUPRATA DA MESTIERANTI DELLA POLTRONA E DEL VOTO” – L’ATTO DI ACCUSA DELL’EX ARBITRO EUGENIO ABBATTISTA (UNICO DIRETTORE DI GARA CHE IN QUASI 115 ANNI DI STORIA DELL'AIA SI È DIMESSO “PER VALORI NON NEGOZIABILI”) NEI CONFRONTI DI ROCCHI E DI UN SISYEMA “CHE CAMBIA PERCHÉ NULLA CAMBI E DOVE IL 'NUOVO' SIGNIFICA REATI CERTIFICATI, SPORTIVI E NON, E MINACCE PIÙ O MENO VELATE” - CONFERME DA NUMEROSI ARBITRI (E EX ARBITRI) SU UN IPOTETICO SISTEMA DI VALUTAZIONI/DESIGNAZIONI ALTERATE/PILOTATE CHE AVREBBE AVUTO IL SUO VERTICE IN GIANLUCA ROCCHI…
Giuseppe Legato per "la Stampa" - Estratti
Al momento le conferme su un ipotetico sistema di valutazioni/designazioni alterate/pilotate che avrebbe avuto il suo vertice in Gianluca Rocchi, sono arrivate direttamente dai numerosi arbitri (ed ex arbitri) che negli ultimi mesi sono sfilati in procura a Milano come testimoni nel più assoluto riserbo.
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In sostanza, il quadro che emerge dall'inchiesta, al momento, è tutto interno al mondo arbitrale, con ex fischietti, come Domenico Rocca e Eugenio Abbattista, che hanno denunciato i meccanismi di giudizio dopo le partite - che contano per continuare ad arbitrare e quindi anche a percepire i compensi - e pure le «epurazioni» – a loro avviso - quando non si rimaneva nel solco della «fazione» giusta, che sarebbe stata quella di Rocchi.
Non figurano club (come persone giuridiche) e dirigenti (o a vario titolo «emissari») di club indagati, ma nella linea tracciata dai testimoni sono nette le distanze prese dalle traiettorie attuali e pregresse delle gestione dei fischietti.
Leggere per credere ciò che dice Abbattista, l'unico direttore di gara che in quasi 115 anni di storia dell'Aia (Associazione italiana arbitri) si è dimesso «per valori non negoziabili». Parla di un'associazione, l'Aia, «stuprata da mestieranti della poltrona e del voto» che cambia perché nulla cambi e dove «il "nuovo" significa reati certificati, sportivi e non, e minacce più o meno velate».

