mancini gravina

MANCIO D’ARABIA! ALTRO CHE CLAUSOLE E PROBLEMI CON LO STAFF: MANCINI HA INIZIATO LA TRATTATIVA PER ANDARE AD ALLENARE LA NAZIONALE DELL’ARABIA SAUDITA GIA’ A GIUGNO – IL CONTRATTO DA 30 MILIONI DI EURO NETTI ALL’ANNO FINO AL 2026, I 10 FEDELISSIMI NELLO STAFF (TRA CUI LELE ORIALI, EX TEAM MANAGER DELL’ITALIA) – L’OBIETTIVO DELLA MONARCHIA SAUDITA È QUALIFICARSI AI PROSSIMI MONDIALI, MA ANCHE VINCERE LA COPPA D’ASIA IN PROGRAMMA DAL PROSSIMO GENNAIO...

Estratto dell'articolo di Gabriele Gambini per “La Verità” 

 

MANCINI GRAVINA

Quando un vaso di ceramica cade e si frantuma al suolo, diverse sono le reazioni possibili. Si può sfoderare l’arte del turpiloquio, fantasiosa e assai creativa dalle nostre parti anche grazie alle specialità linguistiche regionali.

 

Oppure, se si ama il Giappone, si può provare col kintusgi: unire i pezzi rotti di un oggetto con l’oro, impreziosendone le cicatrici come tratto distintivo del tempo che passa e della ricchezza interiore acquisita. Vale come metafora.

 

gravina mancini

Pensiamo a Roberto Mancini. Il rapporto con la Figc, in queste settimane, si è interrotto per incomprensioni e scarsa duttilità dei vertici del calcio nostrano a gestire al meglio la controversia. Lui ha scelto di defilarsi, ma l’oro per abbellire le sue cicatrici esistenziali lo ha trovato eccome.

Diciamola tutta. Il portafoglio di un commissario tecnico di una nazionale di calcio non è mai stato tanto pingue come oggi: l’accordo con la selezione dell’Arabia Saudita sta essere annunciato, i dettagli sarebbero stati limati.

 

Il Mancio firmerebbe un contratto fino al 2026 da 25-30 milioni di euro netti all’anno. Uno sproposito. Le sirene arabe blandivano l’allenatore già da diversi mesi e hanno prevalso. Gabriele Gravina dovrebbe archiviare questa conclusione di telenovela fra le svariate onte per il pallone tricolore. Insomma, agli arabi si presentava un ventaglio di possibilità per sostituire Hervè Renard, ct francese capace di conquistare il cuore di Riad portando la nazionale ai scorsi Mondiali del Qatar e migliorandone le qualità fisico-tattiche con l’arguzia tecnica degli specialisti europei: c’erano molti nomi, c’era Mourinho, c’era anche Mancini. Ma alla fine hanno scelto proprio Mancini. In parole povere sono riusciti a scippare - termine grossolano, però rende l’idea - un allenatore dalla panchina della Nazionale quattro volte campione del mondo.

gabriele gravina e roberto mancini

 

Una figura niente affatto lusinghiera per noi. Il mister di Jesi ci ha messo del suo, si è sentito, ha detto, poco considerato, avrebbe visto i suoi più stretti collaboratori collocati altrove per far spazio a nomi a lui poco graditi. Ma, abbandonando gli azzurri con un’email da Mykonos, si è consolato alla svelta. Non sarà da solo nella nuova avventura, molti dei suoi pretoriani lo scorteranno.

 

Si vocifera che nello staff arabo lo accompagni Lele Oriali, ex team manager dell’Italia, oltre al tattico Andrea Gagliardi e ai fedelissimi ex blucerchiati Salsano, Nuciari, Lombardo, non scordando Battara e Scanavino. Insomma, un’Arabia saudita al sapor di pasta al pomodoro, ben lieta di spendere i suoi danari ingaggiando la meglio italianità. Come Mancini risolverà la grana contrattuale con Gravina è da capire. Di certo il presidente federale italiano non ha usato parole al miele nei confronti del suo ex ct: «Avevamo un rapporto professionale e di amicizia, le sue affermazioni sono state offensive e inopportune, non me le meritavo.

mancini gravina 2

 

Quanto all’allontanamento del suo staff come motivazione del suo addio, posso dire che solo Evani era uscito. Ed era in Nazionale prima dell’arrivo di Roberto. Di recente gli avevamo rafforzato il gruppo con Barzagli e Gagliardi, nomi indicati da lui». Tra le righe, Gravina vorrebbe intendere: in verità, Mancini aveva già pianificato di andarsene. Nonostante, qualche giorno prima, il diretto interessato avesse sottolineato: «Se a Gravina fosse interessato tenermi sulla panchina degli azzurri, mi avrebbe chiamato». Resta il fatto che l’Italia fa una figura poco edificante agli occhi del mondo e pure la questione dell’ingaggio di Luciano Spalletti, nuovo ct, presenta criticità.

 

La clausola rescissoria imposta da Aurelio De Laurentiis per lasciar libero l’ex allenatore del Napoli - circa 3 milioni di euro - è ancora motivo di contenzioso tra avvocati, la piazza partenopea pare parteggiare per il patron, considerando i termini dell’addio di Spalletti, tutt’ora alle prese con la controversia giuridica, poco chiari e poco onorevoli per la città campana, e a inizio settembre ci aspettano al varco le partite contro la Macedonia del Nord e l’Ucraina in vista della qualificazione a Euro 2024. Compagini non irresistibili, ma se si perde son dolori. Nel frattempo, Mancini dovrà mettere a punto il suo progetto mediorientale. Il campionato saudita sta accrescendo il potenziale a vista d’occhio, complice l’innesto progressivo dei più fecondi pedatori del mondo. L’obiettivo della monarchia araba è qualificarsi ai prossimi Mondiali, ma anche vincere la Coppa d’Asia in programma dal prossimo gennaio.

mancini gravina

 

Non accade dal 1996. 

 

(...)

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