MARC MARQUEZ ALZA LE BRACCIA: “NON HO NULLA DI CUI VERGOGNARMI (NEANCHE IL BISCOTTO CON LORENZO AI DANNI DI VALENTINO ROSSI NEL 2015?). QUESTO BRACCIO MARTORIATO SONO IO. MOSTRO LE MIE FERITE A CHI DUBITAVA DI ME” - DOPO SETTE OPERAZIONI CHIRURGICHE, IL CAMPIONE SPAGNOLO ARRIVA A MISANO IN PIENA LOTTA PER IL TITOLO DI MOTO GP - “NON AUGURO A NESSUNO UN CALVARIO COSÌ. SOLO CHI HA SOFFERTO TANTO PUÒ CAPIRE” (SECONDO IL MEDICO, IL SUO BRACCIO, QUELLO CON CUI APRE IL GAS, OGGI HA IL 50% DI FUNZIONALITÀ. EPPURE, NEGLI ULTIMI 4 MESI HA VINTO LO STESSO 4 GRAN PREMI A 350 KMH) – “NON MI SONO MAI ARRESO, HO SCELTO LA DUCATI PER CONTINUARE A VINCERE”
Massimo Calandri per repubblica.it - Estratti
Il braccio destro è una ragnatela di cicatrici: linee ora dritte, brevi e profonde, ora curve e infinite. «Questa è la più vecchia: sono passati sei anni. E questa, e questa ancora». Sembra un disegno futurista di dolori, sofferenze. Solleva la manica della maglietta: sotto l’ascella, manca letteralmente un pezzo di carne. Come se lo avesse morso uno squalo.
Accanto c’è un altro segno, un mezzo cerchio rossastro. «L’ultima operazione. Vuoi vedere quello dietro alle spalle? È più piccolo». Marc Marquez. Sette operazioni chirurgiche e un titolo mondiale vinto, dopo la frattura all’omero destro del 2020. Arriva a Misano in piena lotta per il titolo.
Ha pubblicato una foto impressionante delle sue ferite: perché?
«Ho imparato che la trasparenza vince sempre, quando sei sommerso da domande, voci, speculazioni. Tutti mi chiedevano del braccio, e io avevo bisogno di concentrarmi solo sulla cosa che per me è più importante: vincere questo campionato del mondo.
incidente tra Marc Marquez e Marco Bezzecchi
In Aragona sono tornati a fare mille domande, e allora ho pensato che dovevo rispondere una volta per tutte. Ho lasciato che per me parlassero le immagini e il dottore di fiducia, Samuel Antuña. A parte questa intervista, non voglio più dare spiegazioni. Ma a chi ha dubitato di me come pilota, vorrei dire che non auguro a nessuno un calvario così: solo chi ha sofferto tanto può capire».
Secondo il medico, il suo braccio — quello con cui apre il gas — oggi ha il 50% di funzionalità. Eppure, negli ultimi 4 mesi ha vinto lo stesso 4 gran premi a 350 kmh.
incidente tra Marc Marquez e Marco Bezzecchi
«Queste sono state le stagioni in cui ho imparato di più, nella mia vita professionale e personale. Gli sportivi sono persone egoiste: pensano al risultato, e che la gente intorno a loro si adatti a quello scopo. Poi, a un certo punto scopri che il motociclismo è solo una parte della tua vita, e che anche tu devi imparare ad adattarti. E all’improvviso, scopri di essere diventato una persona migliore».
Non si è mai lamentato, in tutto questo tempo. Qual è stato il momento più difficile?
«Nel 2023: continuavo a lottare ma cadevo e rischiavo di farmi ancora male. Poi è arrivato un altro intervento: nel frattempo, l’omero era ruotato su sé stesso di 30 gradi. Ho scelto la Ducati: sarebbe stato facile fare ancora un anno con la Honda, ma volevo a tutti i costi sapere se fossi ancora capace di vincere, e mi serviva la moto migliore. Non mi sono arreso, ho continuato a sognare. Ero sicuro che in un modo o nell’altro potevo tornare a essere veloce, divertirmi. Nonostante tutto».
Marc Marquez con la clavicola rotta
Valeva la pena?
«Certo. Non perché nel frattempo ho vinto un altro Mondiale. Perché mi potrò ritirare in pace con me stesso. Non volevo finire col dubbio di non averci provato. Il titolo dello scorso anno è stato la ciliegina sulla torta, ma l’importante era tentare ancora. Adesso posso anche dire basta. Quando? Ho 2 anni di contratto, non ci ho ancora pensato: 2028, 2029… ma sono qui, è questo che conta. Vorrei vincere il decimo titolo, e l’undicesimo. Però il nono era quello per me davvero importante».
E allora chi vince quest’anno?
«Chi sarà più veloce, sino alla fine. Siamo in cinque, tutti in ballo».
Ha fatto la storia, con la Ducati.
«È stata la scelta giusta, nel momento giusto. Ma la storia di Ducati in questi anni l’ha fatta prima di tutto Pecco Bagnaia, coi due mondiali consecutivi».
Campioni che si spingono al limite e oltre, pagandone il prezzo: come Alcaraz e Sinner.
«Li seguo entrambi. Con Carlos abbiamo un bellissimo rapporto, è venuto a vedermi correre a Jerez, ci siamo incontrati spesso. Gli ho scritto un messaggio per fargli coraggio, ma non il giorno dell’infortunio: in quel momento, lo dico per esperienza, te ne arrivano tanti e magari non ci fai caso.
Ho preferito farmi sentire a sorpresa, sapevo che era a casa a soffrire: era contento, credo gli abbia fatto bene. Non conosco personalmente Jannik, e nel dettaglio i problemi di ciascuno di loro: ma a entrambi posso dire che l’importante è mettere prima di tutto ordine nella propria vita quotidiana. (…)
(…) A volte metto delle magliette più larghe, per coprire i segni, ma non ho nulla di cui vergognarmi: questo braccio martoriato sono io. Mi accetto, sono felice. Spero che almeno la mia storia possa dare speranza a qualcuno che soffre, e che non vuole arrendersi».
marc marquez
Marc Marquez - campione del mondo motogp 2025
Marc Marquez - campione del mondo motogp 2025
MARC MARQUEZ

