IL DISSENSO A MISURA DI FOTOSHOOT DI MARCELO BIELSA – QUEL PARA-GURU DEL C.T. DELL’URUGUAY “PROTESTA” CONTRO IL FORMAT DEI MONDIALI AMERICANI POSANDO PER LA SUA FOTO UFFICIALE CON LA TESTA IN BASSO - È UN “ATTO DI RIBELLIONE” ANCHE CONTRO TRUMP E IL SUO PAGGETTO INFANTINO – PER MOLTE NAZIONALI, SOPRATTUTTO QUELLE MENO GETTONATE, È UN’OCCASIONE PER METTERSI IN MOSTRA, E NON SOLO DAL PUNTO DI VISTA CALCISTICO: BASTA GUARDARE COME SI SONO PRESENTATI I GIOCATORI DEL CONGO E DELLA COSTA D’AVORIO – DUE NAZIONI CHE, DOPO ANNI DIGUERRE E CRISI, SI METTONO IN MOSTRA...
Estratto dell’articolo di Giulia Zonca per "la Stampa"
La frase «Non sono un modello», pronunciata da Marcelo Bielsa si fissa sotto la sua foto ufficiale. El Loco entra nel Mondiale con lo sguardo a terra, come se non volesse guardare la Fifa negli occhi, evidentemente non gli piace.
[…] Forse questo torneo gigante, pieno di calcio al suo meglio e di contraddizioni tese al massimo, ha bisogno della voce di un uomo che sa dire «stiamo trattando il pallone come la terra, senza rispetto», ma qui l'incrocio tra testo e immagine scricchiola.
Le parole non lasciano il segno, non lo trovano: si scollano dal 2026 in cui pure il gioco di El Loco qualche problema lo mostra. Si è visto nel pareggio d'esordio del suo Uruguay con l'Arabia Saudita.
La risposta sfuggente che motiva la foto ricordo manca un punto centrale di questo Mondiale già soprannominato della diaspora. Lì in mezzo, tra provenienze, origini, scelte, tradizioni e scambi, essere modelli, significa anche posare per la propria identità, per il Paese che si rappresenta.
L'arrivo della Repubblica Democratica del Congo sembra un défilé da Haute Couture e vale di più. Oggi, in campo con il Portogallo, si ripresentano in un torneo frequentato solo nel 1974 e ancora come Zaire. Significa essere diversi. Essere passati da una storia tragica fatta di colonialismo brutale, dell'illusione dell'indipendenza con il Patrice Lumumba che oggi ritorna come statua vivente in mezzo al tifo.
nazionale della repubblica democratica del congo
Significa essere usciti dalla dittatura di Mobutu e aver retto tutto quello che è seguito. Essere arrivati così lontano, con un altro nome, con la propria personalità da leopardi. E con l'animalier nel risvolto del doppiopetto e le borse ingombranti: modelli e non per vanità, ma per nazionalità.
[…] Le valige da viaggio della Costa d'Avorio hanno la stessa stazza importante: verdi, come un pezzo di bandiera, anche loro in sfilata: parcheggiate tra partite in cui mostrare fierezza. Con gli elefanti ricamati dentro l'arancio delle giacche. Ragazzi immagine per la felicità di appartenere e non c'è nulla di superficiale o artefatto.
nazionale della costa d'avorio 2
Sono modelli, sì, di autonomia. Anzi è la Costa d'Avorio che si mostra alla propria gente, sciccosa come la vogliono vedere, di un'eleganza sgargiante e contemporanea. La festa prima della sfida. Sono in America e ci vogliono restare, avvertono con lo stile. […] Sono alla quarta partecipazione: alla prima qualificazione, per il 2006, Drogba si è inginocchiato nello spogliatoio con l'intera squadra per chiedere la fine della guerra civile.
Sono riusciti a deragliarla, perché il Paese guardava soltanto loro. Da allora farsi notare è parte del patrimonio. […] I giocatori sfilano e ricoperti di marchi di lusso anche per rivendicare la propria individualità. […]
Vero, però in un mondo in cui i giocatori vengono inseguiti dallo staff, come fossero monelli in gita, quando si fermano a rispondere a domande fuori perimetro, essere creativamente differenti è praticamente un momento di ribellione. Una di quelle scelte che a Bielsa dovrebbe piacere.
marcelo bielsa
bielsa in conferenza
nazionale della costa d'avorio 1
NAZIONALE DELLA REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO
nazionale della repubblica democratica del congo
