UN MOTIVO PER TIFARE LA SPAGNA: UNA VITTORIA DELLA “ROJA” AI MONDIALI E' L’INCUBO PEGGIORE DI TRUMP – IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO ODIA IL GOVERNO DI PEDRO SANCHEZ, L’UNICO IN EUROPA AD OPPORSI AL SUO BULLISMO SU RIARMO, BASI MILITARI E L’AUMENTO DELLE SPESE NATO – TRUMP TIFA PER L’ARGENTINA DI JAVIER MILEI, SUO FAN NUMERO UNO (ANCHE GIANNI INFANTINO VUOLE VEDER TRIONFARE MESSI) – ALDO CAZZULLO: “QUALCUNO POTREBBE SOSPETTARE CHE VENGA FAVORITA LA SQUADRA PER CUI TIFA TRUMP, E CHE FINORA NON È CERTO STATA MALTRATTATA DAGLI ARBITRI…”
Estratto dell’articolo di Aldo Cazzullo per il “Corriere della Sera”
Non ci ha dormito per notti, come Fantozzi prima di decidere se andare o no al circo, pur essendo in malattia: «Il rischio era pazzesco. Farsi scoprire fuori casa significava minimo la fustigazione in sala mensa. Ma era la prima volta in vita sua che Fantozzi riceveva dei biglietti omaggio».
Il rischio di farsi scoprire in tribuna d’onore, tra i VVip […] e accanto a Gianni Infantino che popolarissimo non è, era pazzesco. Una bordata di fischi è il minimo: New York, pur essendo la città di Trump, è innanzitutto una città democratica; il New Jersey, dove si gioca la partita, è uno Stato democratico; l’americano appassionato di calcio non è esattamente l’americano medio, ma è visto dai trumpiani come uno smidollato radical chic che ama gli sport per signorine. […]
Se è stato fischiato alla finale Nba vinta dai Knicks di New York, figuratevi alla finale del Mondiale, trasmessa via satellite in tutto il mondo. Ma il rischio peggiore non è questo. Il rischio peggiore è dover consegnare la Coppa — Trump ci tiene a farlo di persona, affiancato da Infantino, e non viceversa; vedremo se gli sarà consentita pure questa — al Paese europeo che il presidente detesta di più: la Spagna.
Il problema non è il re Filippo VI, che […] sarà al MetLife Stadium. A Trump i re piacciono, si sente uno di loro, non a caso il movimento contro di lui si chiama No Kings; Felipe VI è un collega. Il problema è che Trump odia e disprezza il governo spagnolo, il più esplicito in Europa a dirgli di no su tutto: le basi militari, il riarmo, l’aumento dei contributi alla Nato.
Il premier Pedro Sánchez ha i suoi problemi: la moglie è sotto processo, l’ex braccio destro in galera, in settimana il fratello è stato interdetto dai pubblici uffici; però insomma resta un fiero rivale. Meglio, molto meglio l’Argentina del fido alleato Javier Milei, che di Trump è grande ammiratore. […] Trump tifa Argentina. Di sicuro la Fifa e l’arbitro non ne terranno conto.
E comunque alla fine il presidente ha preso la stessa decisione di Fantozzi: andare. Esserci. Pure lui con i biglietti omaggio, ovviamente. Perché tutta la sua vita è stata uno show, con un unico protagonista assoluto: se stesso. […] E uno come Trump non poteva mancare a uno show in mondovisione. […]
Di calcio il presidente continua a non capire molto più di nulla. Percependo ogni cosa in termini di rapporti di forza, è intervenuto per far togliere la squalifica al centravanti degli Stati Uniti; il che non ha inficiato sul Mondiale (anche se avrebbe potuto farlo), visto che il Belgio ne ha fatti quattro, […] Però ha creato un precedente. E ha tolto credibilità a tutto il meccanismo.
Perché è chiaro che l’arbitraggio domani sarà imparziale, ma qualcuno potrebbe sospettare che venga favorita la squadra per cui tifa Trump, e che finora non è certo stata maltrattata dagli arbitri (il gol annullato all’Egitto per un fallo commesso trenta secondi prima era in effetti da annullare; ma sarebbe stato annullato se l’avesse segnato Messi agli egiziani? La risposta è molto probabilmente sì; ma l’arbitro, come la moglie di Cesare, come Gian Maria Volonté nel film di Elio Petri, deve essere al di sopra di ogni sospetto).
Pur tifando Argentina, Trump non ha esitato a umiliare Messi quando l’ha ricevuto alla Casa Bianca, costringendolo a stare in piedi come uno scolaretto e dicendogli che suo figlio preferisce Cristiano Ronaldo. […]
donald trump riceve messi e inter miami alla casa bianca 18
Appassionato di calcio è il sindaco Mamdani. Trump lo saluterà volentieri: un nemico serve sempre, e poi sotto sotto Mamdani — che lui chiama socialista, anzi comunista, in una città dove le case di pregio costano come un’intera media città italiana — gli è simpatico, lo considera uno show-man come lui.
Certo, sullo spettacolo grava la cappa di fumo che in questi giorni ha spento il sole e la sky-line di New York. Ma oggi pioverà, si alzerà vento, le previsioni per domani sono buone.
Trump è un uomo fortunato. E se tutto andrà bene, si intesterà il successo del Mondiale, nonostante le sue ombre (i prezzi folli, l’arbitro somalo rimandato al suo Paese, l’Iran osteggiato in ogni modo, qualche disagio organizzativo, lo scandalo della squalifica revocata). Anzi, dirà direttamente che è tutto merito suo. Infantino farà di sì con la testa.
donald trump e javier milei
Donald Trump e Pedro Sanchez
pedro sanchez donald trump
donald trump javier milei
javier milei donald trump



