pallotta raggi stadio roma

PALLOTTA E QUELLA “TOTÒTRUFFA” CHIAMATA STADIO – PADELLARO: "LA VICENDA DEL NUOVO STADIO DELLA ROMA SEMBRA LA COMMEDIA IN CUI TOTO’ VENDE LA FONTANA DI TREVI – UN VORTICE DI PROMESSE, MAZZETTE, PERMESSE, PONTI, IPPODROMI E ZOCCOLE: IN 8 ANNI PALLOTTA HA SCUCITO 73 MILIONI DI EURO PER IL NULLA DEL NULLA. COMPRENSIBILE CHE ADESSO MINACCI DI VENDERE LA ROMA AL PRIMO ARABO CHE PASSA…"

Antonio Padellaro per il Fatto Quotidiano

 

pallotta raggi

Forse se gli avessero fatto vedere, in tempo utile, il mitico Totòtruffa 62 chissà, James Joseph Pallotta detto Jim avrebbe capito al volo in che razza di trappolone stava per ficcarsi con lo stadio di Tor di Valle. Perché la vecchia commedia alla romana, da Steno a Camillo Mastrocinque appunto, ci ha già raccontato tutto sulle solenni fregature prese (e date) dagli ammericani a Roma.

I malcapitati in cadillac spediti da Alberto Sordi- Nando Mericoni ner burone della marranella, causa difficoltà linguistiche ("all right all right").

 

Ma soprattutto il paisà Decio Cavallo a cui la coppia con destrezza Totò-Nino Taranto "vendono" la Fontana di Trevi ("con dieci milioni te la cavi", "sì è proprio un bel bisiniss!").

Sì, è stato tutto scritto.

stadio della roma

L' americano con la grana che nell' immaginario giallorosso avrebbe solcato l' oceano col leggendario valiggione zeppo di dollari per costruire una squadrona più bella e più superba che pria. La retorica declamatoria sullo scudetto prossimo venturo di Tom Di Benedetto, il primo è un po' stralunato presidente paisà ("Roma non è stata costruita in un giorno"), che un bel giorno puff scomparve dalla città dei papi, come il marziano Kunt di Flaiano.

 

padellaro

Promesse impietosamente rinfacciate notte e dì sulle radio della capitale dai tifosi imbufaliti dopo otto anni in cui "non si è vinto niente li mortacci loro". Nelle vesti di Totò e Nino Taranto le giunte Alemanno e Marino che ricambiano la sòla dello scudetto che non viene "vendendo" a James autorizzazioni, permessi, ponti e varianti che non hanno.

Per poi salire sull' otto volante di Virginia Raggi: prima no, poi sì, quindi forse.

 

Che adesso è diventato un boh, l' interiezione preferita all' ombra dei Fori. E, nel frattempo, ecco i proclami multipli con festose cerimonie annesse. La più gettonata quella di Virginia, stremata dopo una nottata in bianco pora stella a tagliare cubature e che al fine annuncia: ce l' abbiamo fatta Roma avrà il suo stadio (Quando?Boh). Con accanto l' avvocato Mauro Baldissoni, plenipotenziario di Pallotta, con quella faccia un po' così di chi non sa ancora come la prenderà il padrone, che da tempo qualcosa ha subodorato.

raggi pallotta

 

Precisamente il giorno in cui egli scoprì dai giornali che l' area di Tor di Valle - luogo desolato, discarica a cielo aperto, habitat di zoccole (nel senso dei ratti ma non soltanto) - si era improvvisamente trasformata nella Persepolis dell' Agro romano, scrigno di inestimabili tesori archeologici, ancorché da stimare. E che, in sovrappiù, per le loro fregole da bisiniss gli americani rischiavano di mettere a rischio la mirabile pensilina della tribuna dell' ippodromo, chiuso da anni, progettata dall' architetto Julio Lafuente. Un capolavoro dell' architettura moderna il cui stato di abbandono non aveva emozionato nessuno finché James detto Jim non era apparso all' orizzonte (ma qui siamo dentro Febbre da cavallo).

 

STADIO ROMA

Per non parlare del pericolo di apocalittiche inondazioni del vicino Tevere, che perfino i più romani de Roma irresponsabilmente ignoravano. A Boston, insomma, a qualcuno cominciano a girare le scatole anche perché con gli amici di Unicredit era stato chiaro quando si erano rivolti a lui, uomo forte del Raptor Fund, comproprietario dei Boston Celtics (basket), affinché si accollasse una gloriosa società piena di debiti (con la banca) e sull' orlo del disastro. In soldoni: io di calcio non so nulla e della Roma neppure ma se mi fate fare i lo stadio, ok il prezzo è giusto. Ok rispose Unicredit sempre in soldoni: visto che gli porti un investimento da un miliardo di euro e migliaia di posti di lavoro, in Campidoglio vedrai ti accoglieranno come il messia. E per rendergli tutto più facile insieme ai buffi della As Roma gli accollarono anche il costruttore Luca Parnasi e i terreni con le zoccole.

 

RAGGI AL TELEFONO CON PALLOTTA

Il problema fu che insieme all' estroverso palazzinaro James dovette accollarsi in blocco la sua catena di affetti (per ritrovarci in Amici miei manca solo il cane Birillo).

 

Comprese le mazzette e i favori che l' estroverso palazzinaro distribuiva generosamente, previa comunicazione telefonica. In modo che alla magistratura non sfuggisse neppure un sospiro. Un fattivo contributo alla giustizia che lo accomuna all' ex presidente del consiglio comunale, il grillino Marcello De Vito, pure lui finito dietro le sbarre poiché assai facondo nell' esporre i desiderata al sodale Mezzacapo (un nome da Totò, Peppino e la malafemmina). Insomma: altro che Fontana di Trevi, provate voi a comprare il nulla del nulla - neppure una pietra, un' impalcatura, che so una staccionata - per 73 milioni di euro. Tanto ha scucito in otto anni l' americano contribuendo, si presume, alla prosperità di numerose famiglie.

ROMA STADIO TOR DI VALLE

 

Comprensibile che adesso James minacci di vendere la Roma al primo arabo che passa (l' ultimo, Al Qaddumi, meriterebbe un film a parte: firmò un preliminare con Pallotta per entrare in società ma poi si scoprì che era l' unico sceicco squattrinato in circolazione). E siccome Virginia tentenna, assediata dalla rivale Roberta Lombardi che pretende lo stop allo stadio, Baldissoni evoca il danno erariale, con relativo processone. Ma qui siamo dentro Un giorno in pretura.

RAGGI PALLOTTA 3STADIO ROMA TOR DI VALLESTADIO ROMASTADIO ROMA

 

STADIO ROMASTADIO ROMA

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…