PANCHINE GIREVOLI: LO “SPECIAL ONE” TORNA AL CHELSEA, GATTUSO ALLENERÀ IL PALERMO

Da "Corriere.it"

Il grande valzer del calciomercato comincia dalle panchine. La novità di giornata è la conferma di Rino Gattuso a Palermo. Lo ha detto il presidente Maurizio Zamparini ai microfoni di Radiodue: «Gattuso mi piace moltissimo, sarà lui il prossimo allenatore del Palermo appena avrò concluso la mia diatriba con Sannino».

Spostamenti anche in Spagna, dove è stata data l'ufficialità alla voce che girava da tempo di Mourinho al Chelsea. Lo ha annunciato il club londinese con una nota sul proprio sito, precisando che il portoghese ha firmato un contratto quadriennale. Il nuovo manager, che torna sulla panchina dei Blues con cui ha vinto due titoli di Premier League, una Fa Cup e due Coppe di lega tra il 2004 e il 2007, verrà presentato il prossimo 10 giugno a Stamford Bridge. Guadagnerà poco meno di 10 milioni di euro a stagione.

«Non ho mai nascosto che nel calcio ho avuto due grandi passioni, Inter e Chelsea. E per me il Chelsea è più che importante». Queste le prime parole di Mourinho. «È stato molto, molto difficile giocare contro il Chelsea e l'ho fatto solo due volte», ha aggiunto ai microfoni di della tv del club. «Prometto esattamente le stesse cose che avevo promesso nel 2004», la conclusione.

IL REAL MADRID RISPONDE CON BALE - Nella giornata della presentazione di Neymar, asso brasiliano, al Barcellona - l'attaccante è sbarcato in Catalogna intorno alle 13 e sarà presentato lunedì pomeriggio - proseguono le trattative di calciomercato. All'acquisto del fuoriclasse del Santos, gli arcirivali del Real Madrid tentano una replica milionaria.

Il presidente delle Merengues Florentino Perez sarebbe, infatti, disposto a pagare 100 milioni di euro (85 milioni di sterline) al Tottenham per il centrocampista Gareth Bale, secondo l'edizione domenicale del Times. La cifra sarebbe da record: lo stesso Real, infatti, aveva pagato "solo" 94 milioni di euro al Manchester United per Cristiano Ronaldo.

C'È ANCHE SUAREZ - E Perez pensa anche all'attaccante uruguayano del Liverpool Luis Suarez (a lungo nel mirino dell'Atletico Madrid), per il quale metterebbe sul tappeto 47 milioni di euro, una cifra che consentirebbe ai Reds di coprire quasi interamente la quota di 54 milioni per arrivare al bomber del Napoli Edinson Cavani. La squadra del Merseyside vorrebbe, però, 58 milioni per l'uruguayano. Intanto l'Atletico ha prelevato dal Rayo Vallecano il 20enne brasiliano Leonardo Baptistao, primo obiettivo per sostituire Radamel Falcao, passato al Monaco.

JOVETIC, 30 MILIONI SECCHI - Tiene banco la trattativa tra Juventus e Fiorentina per Stevan Jovetic. Il direttore sportivo viola, Daniele Pradè, ha ribadito ai bianconeri che non ci saranno sconti sui 30 milioni di euro richiesti, e che un eventuale affare sarà possibile solo «fra le proprietà. Il veto sulla Juve c'è sempre stato nel senso che, penso, se bisogna fare qualche cosa sarà fatta sicuramente fra le proprietà, non fra di noi». E ha aggiunto: «O si verificano quelle condizioni o il giocatore resta volentieri con noi».

E domenica sera l'ad Sandro Mencucci aveva calcato l'accento: «Se Marotta ci offrisse 29 milioni e 999 mila euro in contanti gli venderemmo Jovetic? No». Intanto, se non dovesse andare in porto la trattativa con il Real Madrid per Gonzalo Higuain (il giocatore ha già dato l'ok), l'alternativa diventerebbe il messicano Javier Hernandez, 24 anni, del Manchester United.

NAPOLI SU MARIO GOMEZ - Nel frattempo il Bayern Monaco ha ricevuto un'offerta da 20 milioni per Mario Gomez, 27 anni. E secondo il tabloid Bild l'attaccante, dopo la finale di Champions League vinta ai danni del Borussia Dortmund, aveva dato l'«auf Wiedersehen» ai compagni, spiegando che quella era stata la sua ultima partita con i bavaresi.

Per restare in Germania, il Borussia, avendo perso Mario Goetze, passato proprio al Bayern, e prossimo a perdere Robert Lewandowski con la stessa probabile destinazione, pensa a Lukas Podolski dell'Arsenal.

INTER, L'IDEA BASTA - Fuori dall'Europa, l'Inter potrebbe puntare le sue carte su Dusan Basta, laterale dell'Udinese. Lo conferma il suo agente, Federico Pastorello: il serbo «sta molto bene a Udine, ma ha un'età per cui forse è la sua ultima occasione per una grande chiamata. Mi risulta che qualche contatto c'è stato, è un giocatore che meriterebbe una chance in un grande club. Vedo più Inter che Napoli».

E, con un tocco di romanticismo, sempre per la fascia punterebbe, almeno stando al Daily Express, su Tom Ince. L'ala del Blackpool, 21 anni, è figlia proprio di Paul, due anni in nerazzurro tra il 1995 e il 1997. C'è forte concorrenza da Liverpool, Tottenham e Newcastle.

TUTTI PAZZI PER PAULINHO - Il Livorno, neopromosso in Serie A, riceve intanto offerte per il suo gioiellino Paulinho, 27 anni. «Su di lui non c'è solo la Sampdoria, piace anche a Monaco e Werder Brema - spiega il presidente amaranto Aldo Spinelli ai microfoni di Sky Sport - Anche una squadra di Milano interessata? Potrebbe esserci...». Giocatore e squadra ne parleranno a breve.

PARMA: NE PARTIRÀ SOLO UNO - Per una neopromossa che non vorrebbe vendere, una salva che cerca di non farlo. Il presidente del Parma Tommaso Ghirardi spiega di aver rischiato di perdere Ishak Belfodil per una grande squadra (che non è la Juve): «Ci era arrivata una grossa offerta che però abbiamo rifiutato. Ora stiamo valutando, visto che vogliamo allestire una buona squadra per il prossimo anno, se tenerlo o no. Vedremo. Non venderemo tutti i nostri pezzi pregiati, al massimo potremmo cederne uno». Ghirardi conferma anche che c'è stato l'interesse dell'Hoffenheim per Gabriel Paletta, il possibile partente.

DE ROSSI, IL CHELSEA INSISTE - Sul fronte Roma, incassati i no di Massimiliano Allegri e di Roberto Donadoni, proseguono i rischi di emorragia dei giocatori. Daniele De Rossi potrebbe passare al Chelsea per una dozzina di milioni, e il Fulham intende offrirne 4 per il portiere olandese Maarten Stekelenburg.

 

Jose_Mourinhogattuso lap01Stevan Joveticmessy neymar Gareth Bale MAURIZIO ZAMPARINI jpegMario Gomez DANIELE DE ROSSI jpeg

Ultimi Dagoreport

meloni trump

DAGOREPORT - CHISSÀ, MAGARI LO SCONCIO GOLPE TRUMPIANO IN VENEZUELA, CON LA CATTURA DI MADURO E DECINE DI MORTI, HA SPEDITO GIORGIA MELONI IN UNO STADIO DI TALE PIACERE DA PERDERE IL CONTROLLO DEI NEURONI, INCIAMPANDO IN DUE MADORNALI GAFFE, CHE NESSUN MEDIA HA SOTTOLINEATO - PRESO IL MOSCHETTO, CALZATO L’ELMETTO, LA “CHICA CALIENTE” (COPY SANTIAGO ABASCAL) HA PROCLAMATO LA TESI DI ‘’UN INTERVENTO LEGITTIMO DI NATURA DIFENSIVA CONTRO IL NARCOTRAFFICO’’ - BENE, SIETE CURIOSI DI SAPERE CHI L’HA SMENTITA? LO STESSO TRUMP! “D’ORA IN AVANTI SAREMO FORTEMENTE COINVOLTI NELLA GESTIONE DEL PETROLIO DEL VENEZUELA” - MA NON È FINITA: LA STAGIONATA RAGAZZA PON-PON DEL TRUMPISMO SENZA LIMITISMO HA SPROLOQUIATO PURE DI UNA “AZIONE MILITARE ESTERNA”. A SMENTIRLA È ARRIVATO QUESTA VOLTA IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO: "NON SIAMO IN GUERRA…" - VIDEO

khamenei maduro putin xi jinping

DAGOREPORT – IL 2025 È STATO UN ANNO DI MERDA PER L’IRAN, MA IL 2026 POTREBBE ESSERE PEGGIO: IL BLITZ IN VENEZUELA E L’ARRESTO DI MADURO SONO UNA BRUTTISSIMA NOTIZIA PER KHAMENEI, CHE TEME DI FARE LA FINE DEL “COLLEGA” DITTATORE. AD AGGRAVARE LA SITUAZIONE CI SONO LE PROTESTE DILAGATE IN TUTTO IL PAESE – LA PERDITA DELL’ALLEATO DI CARACAS È UN PESO ANCHE NELL’EQUILIBRIO DEI RAPPORTI CON PUTIN E XI JINPING: LA COOPERAZIONE CON MADURO RAFFORZAVA IL POTERE NEGOZIALE DI TEHERAN CON RUSSIA E CINA. ORA TEHERAN È SOLA E PIÙ DIPENDENTE DA INTERLOCUTORI CHE LA USANO (PUTIN PER I DRONI, XI PER IL PETROLIO) MA NON HANNO INTERESSE A SOSTENERLA PIÙ DEL MINIMO NECESSARIO – IL POSSIBILE ARRIVO DI UN “BONAPARTE” IMMAGINATO DAGLI ANALISTI: NON SAREBBE UN LIBERATORE, MA SOLO L’ENNESIMO AUTOCRATE…

trump putin xi jinping

DAGOREPORT - QUANTO GODONO PUTIN E XI JINPING PER L’ATTACCO AMERICANO AL VENEZUELA! – L’UNILATERALISMO MUSCOLARE DI TRUMP E’ LA MIGLIORE LEGITTIMAZIONE PER LE AMBIZIONI, PRESENTI E FUTURE, DI RUSSIA E CINA – E INFATTI IL "NEW YORK TIMES" CRITICA L'ASSALTO A MADURO:"E' POCO SAGGIO" - SE WASHINGTON BOMBARDA CARACAS, IN VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE, CHI ANDRA’ A ROMPERE I COJONI A XI JINPING SE DOMANI DOVESSE INVADERE TAIWAN? E QUANTO GODE PUTIN NEL VEDERE L’OCCIDENTE BALBETTARE DAVANTI ALLE BOMBE DI WASHINGTON, NON COSI’ LONTANE DA QUELLE CHE MOSCA SGANCIA SULL’UCRAINA? – LA PREVISIONE BY RUVINETTI: NELL’INCONTRO IN ALASKA, TRUMP E PUTIN SI SONO SPARTITI IL MONDO, IN UNA SORTA DI “YALTA A MANO ARMATA” (L’UCRAINA A TE, IL VENEZUELA A ME)

zampolli corona trump meloni salvini

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA E LA PRECIPITOSA CADUTA DI PAOLO ZAMPOLLI: DA TRUMP A CORONA... - LA FORTUNA DEL MASCELLUTO IMMOBILIARISTA ITALOAMERICANO SAREBBE FINITA IL GIORNO IN CUI È SBARCATO A VILLA TAVERNA IL RUDE TILMAN FERTITTA. IL MILIONARIO INCORONATO AMBASCIATORE HA FATTO SUBITO PRESENTE ALL’EX MANAGER DI MODELLE CHI ERA IL SOLO PLENIPOTENZIARIO DI TRUMP IN ITALIA – SE SALVINI HA VOLUTO INCONTRARLO, LA ‘GIORGIA DEI DUE MONDI’ NON HA DI CERTO BISOGNO DI RICORRERE ALLE ARTI DIPLOMATICHE DI ZAMPOLLI: A MELONI BASTA ALZARE LA CORNETTA DEL TELEFONO E CHIAMARE DIRETTAMENTE IL TRUMPONE – PER FORTUNA CHE C’È FABRIZIO CORONA  ANCORA IN CIRCOLAZIONE A SPARAR CAZZATE: ZAMPOLLI LO AVREBBE CHIAMATO DALLA CASA BIANCA DURANTE L’INTERROGATORIO SU SIGNORINI IN PROCURA: "MI CERCA TRUMP, A GENNAIO CE NE ANDIAMO LÌ E LA MELONI MUTA". PER AGGIUNGERE POI, IN MANIERA ALLUSIVA: "LA MOGLIE DI TRUMP, MELANIA, MI CONOSCE MOLTO BENE..."

giorgia meloni giovanbattista fazzolari sergio mattarella

DAGOREPORT – COME MAI NEGLI ULTIMI TEMPI È DIVAMPATO UN AMOUR FOU DI MELONI E FAZZOLARI PER MATTARELLA? LE LODI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA PER IL DISCORSO DI FINE ANNO VENGONO INFIOCCHETTATE (“UN GRANDE CHE CI UNIFICA”) DAL “GENIO” DI PALAZZO CHIGI – DAL PREMIERATO ALLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE, NON SI CONTANO I MOTIVI DI ASPRO ATTRITO TRA L'ARMATA BRANCA-MELONI E IL COLLE. MA, ALLA FINE, MELONI E FAZZOLARI SI SONO RESI CONTO CHE LA POPOLARITÀ CHE INCONTRA SERGIONE È TALE CHE È MASOCHISTICO SCHIERARSI CONTRO – ESSI’: LA GIORGIA E IL GIOVANBATTISTA SONO SCALTRI NELLA GESTIONE DEL POTERE. QUANDO SI TROVANO DAVANTI A UN OSTACOLO DURO DA SUPERARE, RICORRONO AL SAGGIO DEMOCRISTIANESIMO ANDREOTTIANO: IL NEMICO NON SI COMBATTE MA SI COMPRA O SI SEDUCE...

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”