PIERLUIGI PANZA RICOSTRUISCE LA STORIA DEL RITRATTO DI MAFFEO BARBERINI, ATTRIBUITO A CARAVAGGIO, CHE È STATO ACQUISTATO DALLO STATO ITALIANO PER CIRCA 30 MILIONI DI EURO: “L’OPERA PROVERREBBE DAL GALLERISTA ENRICO FRASCIONE DI FIRENZE E RITRAE IL FUTURO PAPA URBANO VIII. LA MAGGIOR PARTE DEGLI STUDIOSI RITIENE CHE L’OPERA SIA DATABILE INTORNO AL 1599 E SIA STATA COMMISSIONATA DOPO LA NOMINA DI MONSIGNOR MAFFEO A CHIERICO DELLA CAMERA APOSTOLICA” – “LA TRATTATIVA È DURATA CIRCA UN ANNO, MA LA CIFRA È PARSA RIMANERE PIÙ O MENO SEMPRE LA STESSA. QUESTO LASCIA UN PO’ SORPRESI IN QUANTO…”
Estratto dell’articolo di Pierluigi Panza per il “Corriere della Sera”
ritratto di monsignor maffeo barberini DI CARAVAGGIO
Il cosiddetto ritratto di Maffeo Barberini, attribuito a Caravaggio ed esposto negli scorsi mesi a Roma, a Palazzo Barberini, è stato acquistato dallo Stato per una cifra intorno ai 30 milioni. È, probabilmente, il maggior esborso per una tela da parte del governo italiano (circa il doppio dei soldi spesi per restaurare Palazzo Citterio a Milano).
Il Ritratto di monsignor Maffeo Barberini (olio su tela, 124 x 90 centimetri) proverrebbe dal gallerista Enrico Frascione di Firenze e ritrae il futuro Papa Urbano VIII (Firenze, 1568 – Roma, 1644) intorno ai trent’anni, seduto su una poltrona in diagonale, immerso in un’atmosfera drammatica creata dal chiaroscuro, con il volto e le mani illuminati da una luce potente.
[…] La maggior parte degli studiosi ritiene che l’opera sia databile intorno al 1599 e sia stata commissionata dopo la nomina di monsignor Maffeo a chierico della Camera Apostolica (marzo 1598), tappa del cursus curiale per il cardinalato (1606).
[…] Lo stato di conservazione della tela è buono, ma non ottimo. La ovvia collocazione sarebbe Palazzo Barberini. La trattativa è durata circa un anno, ma la cifra è parsa rimanere più o meno sempre la stessa. Questo lascia un po’ sorpresi in quanto il quadro è notificato e quindi non poteva lasciare l’Italia ed era difficile per il gallerista trovare un italiano disposto a investire quella cifra.
I ritratti di Caravaggio sono rari o perduti. Il dipinto gli fu attribuito da Giuliano Briganti e da Roberto Longhi, che ne scrisse nel 1963 su «Paragone»: «Il ritratto appare qui, e forse per la prima volta, come esempio di realtà atteggiata. E che altro era da aspettarsi dal Caravaggio?». Longhi, tuttavia, è lo studioso che ha anche individuato in quello di Palazzo Bianco l’Ecce homo di Caravaggio sbagliandosi, in quanto è ora acclarato essere quello ritrovato a Madrid 5 anni fa mentre stava per essere battuto dalla casa d’aste Ansorea.
L’attribuzione del ritratto di Maffeo sarebbe accettata anche da Keith Christiansen, dall’immancabile Maria Cristina Terzaghi e da Mia Cinotti, che lo incluse nella sua monografia caravaggesca del 1983, e da Thomas Clement Salomon, direttore delle Gallerie nazionali di Arte antica, che lo espose. Comunque, si è soliti notare che i caravaggisti (oltre ai citati anche Francesca Cappelletti, Gianni Papi, Rossella Vodret, Alessandro Zuccari) costituiscono un gruppo che spesso evita di contrastarsi al suo interno.
ritratto di monsignor maffeo barberini DI CARAVAGGIO
Probabilmente verrà ricostruita la genealogia — documenti alla mano — anteriore al possesso Frascione. Secondo ipotesi, il quadro potrebbe essere rimasto alla famiglia Barberini per secoli, pervenendo sul mercato antiquario nel momento della dispersione della collezione intorno al 1935.
Anche Federico Zeri accolse l’attribuzione a Caravaggio e nella fototeca dello studioso a Bologna una foto del dipinto è contenuta nel fascicolo intitolato a Caravaggio e reca sul retro la scritta autografa di Zeri con l’indicazione della sua provenienza da Sestieri: si tratta di una dinastia di antiquari romani, probabilmente Carlo, amico di scorribande di Zeri. Da lì potrebbe essere passato a Frascione.
ritratto di monsignor maffeo barberini DI CARAVAGGIO
[…] L’opera è stata quindi valutata dal Comitato tecnico-scientifico del ministero e dal direttore, Massimo Osanna. La tela si aggiunge al recente acquisto, da parte di un privato per conto del ministero, per circa dieci milioni, dell’ Ecce homo di Antonello da Messina, che ora andrà in tour . Hanno fatto parte del comitato di valutazione di quest’opera Maria Cristina Terzaghi e Tomaso Montanari, entrambi nominati del Consiglio Nazionale universitario.
