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'GIGIO' E IL TOPONE RAIOLA: ''DONNARUMMA NON SE NE VA PER SOLDI, MA PER PRINCIPIO. IL MILAN L'HA MESSO DI FRONTE A UN ULTIMATUM'' - IL PORTIERE È DA MESI IN CONTATTO CON IL REAL MADRID, MA SU DI LUI SI BUTTA PURE MAROTTA: ''NOI CI PROVIAMO. QUANDO C'È UN GIOCATORE DEL GENERE SU PIAZZA...'' TUTTE LE STRATEGIE DI MERCATO DELLA JUVE, DA DOUGLAS COSTA A VERRATTI, DA KEITA A SCHICK

1.NON PER SOLDI MA PER PRINCIPIO», LA VERSIONE DI RAIOLA

Carlos Passerini per il ''Corriere della Sera''

 

RAIOLA DONNARUMMA MEMERAIOLA DONNARUMMA MEME

Non è stato un problema di soldi «ma di tempo e di principio», Mino Raiola la sintetizza così, la vede così. È la sua verità, raccontata a bassa voce e solo a pochi, senza dichiarazioni gridate, che è poi forse il dettaglio più sorprendente di tutta questa vicenda dato che è (anche) attraverso gli slogan urlati a stampa e social che il Re Mida delle procure ha fatto affari e milioni.

 

Voleva più tempo per decidere e invece il Milan l' ha messo di fronte a un aut aut inaccettabile, qualcosa di simile a un ricatto: questa in sostanza è la sua versione, la sua ricostruzione, il suo sentire. Ad ascoltare lui insomma i soldi (quelli dall' ingaggio: sulla clausola le distanze restavano consistenti) non erano un problema, o comunque prima o poi si sarebbe trovato un punto d' incontro.

RAIOLA DONNARUMMA MEMERAIOLA DONNARUMMA MEME

 

Alla fine non si sarebbe andati lontano dai 4,5 milioni di media a stagione bonus inclusi che il club rossonero aveva offerto, sulla cifra si poteva insomma trovare una stretta di mano, ma solo con le tempistiche dettate dal clan Donnarumma che voleva più tempo per capire quale fosse la scelta migliore per Gigio.

 

Per capire quale fosse realmente il potenziale di questa squadra, perché evidentemente secondo l' agente è ancora troppo presto per dirlo con certezza. È lì che, stando alla versione sua, la trattativa con Fassone e Mirabelli sarebbe andata in frantumi: perché il Milan ha imposto una scadenza temporale considerata inaccettabile.

DONNARUMMADONNARUMMA

 

L' ultimatum del 13 è stata la goccia finale. La strategia di Fassone era chiara, tempo da perdere non ce n' era vista la scadenza del contratto a giugno 2018: quindi pressing alto per trovare l' accordo prima della partenza del ritiro. Ed è a questo punto che Raiola ha deciso di alzarsi e abbandonare il tavolo.

 

Definitivamente. Questo almeno è quello che filtra dal clan: non ci saranno cioè ripensamenti anche se con Mino non c' è mai da dire mai. Non accetta poi l' accusa di manipolatore di adolescenti, l' agente. Secondo il quale, anzi, l' ostilità verso il ragazzo sarebbe stata causata dalla scelte mediatiche del club, in particolare quando è iniziata a circolare la voce di una stagione in castigo in tribuna in caso di mancato rinnovo. Questione di tempi e di principio, insomma.

 

DONNARUMMA 2--DONNARUMMA 2--

Ma in parte residuale, ovviamente, anche di denaro. Per esempio il clan ha maldigerito (eufemismo) la disponibilità del Milan a trattare con Aubameyang sulla base di 7 milioni annui di stipendio. Come dire: lui vale quindi il doppio di Gigio? Mettete tutto insieme, aggiungete le scarse simpatie reciproche (Raiola era molto più vicino all' ex a.d. Galliani, è noto) ed ecco la rottura.

 

Non è detto che sia la verità assoluta, ma forse a leggere la vicenda in maniera più ampia qualcosa di vero c' è, forse qualcosa si è sbagliato da entrambe le parti. O forse invece Raiola aveva effettivamente già da tempo deciso che sarebbe andata a finire così, e la strategia rigida del Milan ha soltanto fatto il suo gioco.

 

DONNARUMMADONNARUMMA

Giovedì notte il procuratore che parla sette lingue e che un' estate fa riuscì a movimentare qualcosa come 500 milioni di euro è andato a dormire «tardissimo e distrutto», anche perché ieri lui e il cugino Vincenzo avevano in agenda almeno una decina di incontri, non solo a Milano. Perché qua c' è da fare, mica c' è solo Gigio.

 

2.MAROTTA: NOI CI PROVIAMO - L' A.D. BIANCONERO E IL PORTIERE IN ROTTA COL MILAN: «QUANDO UN GIOCATORE DI QUESTO LIVELLO È SUL MERCATO, ABBIAMO IL DOVERE DI PROVARCI. DOUGLAS COSTA OK.

Matteo Dalla Vite per la 'Gazzetta dello Sport'

 

 

«Donnarumma? Quando un giocatore è sul mercato, la Juventus ha il dovere di provarci». L' amministratore delegato bianconero Beppe Marotta riceve in sede. Si siede: prima di ogni cosa ha un pensiero per Erika Pioletti («Tutto il mondo-Juve è vicino alla famiglia per questa tragica scomparsa»), poi comincia a rispondere. A tutto. Dietro al caos-Gigio c' è la Juve? «In questo momento no. Ma con tre punti di sospensione». P

 

Può escludere al 100% che Gigio giocherà nella Juventus?

BUFFON DONNARUMMABUFFON DONNARUMMA

«E' difficile per le società gestire queste situazioni perché ci troviamo di fronte a un cambiamento radicale della figura del giovane calciatore: oggi, fin da giovani - con professionisti vicini - programmano la loro carriera magari con scelte diverse dal club. Comunque: siccome questa situazione è regolamentata da norme, è chiaro che tutte le opportunità che sono disponibili la Juve ha il diritto di esaminarle. E' un po' la nostra situazione con Kean, col quale siamo praticamente d' accordo».

 

L' idea Donnarumma è legata al 2018 o all' attualità?

«L' augurio che faccio è che alla fine si trovi un accordo fra le parti però, quando un giocatore è sul mercato, la Juventus ha il dovere di provarci».

 

Se Donnarumma dicesse: «Sarebbe bello allenarsi per un anno con un mito come Buffon»?

«È un sogno. Gigio top player? È un talento, fa la differenza».

 

E Szczesny dove lo mettiamo?

allegri marottaallegri marotta

«Per ora stiamo lavorando in quell' ottica...».

 

L' ottica della Juve per la prossima stagione?

«Il management ha l' obbligo di allestire la squadra più competitiva per essere sempre protagonista. Il tutto con un mix fra attività patrimoniale, finanziaria, economica e risultati sportivi».

 

Quest' anno la Juve può spendere di più: giusto?

«Sì, ma il mercato straordinario è stato fatto l' anno scorso, oggi vogliamo completare e alzare ancora il tasso qualitativo. I ricavi sono più che raddoppiati, grazie agli input che ha dato Agnelli si sono valorizzate le risorse. La potenza di fuoco è aumentata».

 

Douglas Costa è nel mirino.

«Abbiamo avuto l' autorizzazione dal Bayern a incontrare i suoi agenti e la disponibilità del giocatore. L' incontro coi bavaresi? Vediamo: che il Bayern voglia venderlo e che la cifra sia congrua fra domanda e offerta».

 

N' Zonzi?

«Ci sono stati sondaggi, non approfonditi. Chiacchiere col Siviglia? Mai. E' fra i monitorati.

MAROTTA AGNELLIMAROTTA AGNELLI

Verratti? Fra valutazione e caratteristiche, l' investimento non ci interessa».

 

Matuidi? Matic? Emre Can?

«Siamo davanti a un mercato dinamico e fluido, quel che non immagini oggi si può verificare domani... Se abbiamo sbagliato a mollare Tolisso? Assolutamente no. Per caratteristiche ha un profilo tattico che non ci serviva. Cerchiamo giocatori di qualità diverse. E Douglas Costa è diverso. Iniesta? Irraggiungibile».

 

Torniamo all' attacco: Keita e Bernardeschi?

«Sono sicuro che Lotito non ha pronunciato quelle frasi («Marotta ha chiesto scusa per Keita», ndr) perché se le avesse dette sarebbero fesserie: conosco i regolamenti e mai mi sarei avvicinato a un giocatore di un altro club. Resta il discorso uguale a Donnarumma: quando il contratto è in scadenza c' è effervescenza nei giocatori. E c' è l' attenzione che la Juve deve avere. Bernardeschi: un talento. Se la Juve c' è? Al momento no».

 

Il primo colpo sarà...?

KEITAKEITA

 «Direi Schick. Diciamo lui più altri due. Schick può rappresentare un patrimonio ma soprattutto un protagonista della Juve futura. Se faremo la rivoluzione sul mercato? No. Nella rosa ci saranno innesti di qualità, non comprimari. Poi dipende da chi va via, che siano - dico a caso - Cuadrado o Lemina o Sturaro...Ma gli asset più importanti non li vogliamo cedere, anche se dobbiamo confrontarci con club che offrono stipendi più alti».

 

Ecco: Alex Sandro cosa farà?

«Abbiamo ricevuto una proposta molto elevata (60 milioni, ndr) dal Chelsea. Abbiamo detto no. Ma riaffermo il principio di sempre: il giocatore è padrone di se stesso, e se vuole andare come successe per Pogba... Spinazzola subito alla Juve? No, giusto che faccia ancora esperienza, come Caldara».

 

Cuadrado out? E Bonucci?

«Zero offerte, per entrambi. Mandzukic? Resta. Marchisio? Pure, poi dipende sempre dalla volontà dei singoli...».

 

Neto?

«Per suo desiderio è sul mercato. Al Milan per De Sciglio? Dal Milan finora non è arrivata alcuna richiesta».

 

Cosa vi ha lasciato la notte di Cardiff?

HIGUAIN E DYBALA DOPO LA SCONFITTA CON IL REAL MADRIDHIGUAIN E DYBALA DOPO LA SCONFITTA CON IL REAL MADRID

«Il risultato di una finale non è il valore assoluto di una stagione che invece è stata una delle annate più straordinarie della storia della Juventus. Dybala non ha mantenuto le aspettative? Era la sua prima finale e vale la frase di Mandela: "Non perdo mai, vinco o imparo". Tutti hanno imparato qualcosa».

 

Voce di popolo: diverbio all' intervallo fra Dybala e Bonucci.

«Smentisco nel modo più assoluto, nessuna tensione fra i giocatori. Allegri dava sicurezza a tutti, io ero presente e posso testimoniare che non è successo nulla. Bonucci-Barzagli? Ma no, loro sono amici. Gli ultimi anni di Champions hanno comunque detto che la vera antagonista di un club come il Real che ha dato continuità, con un fatturato più elevato, che oggi ha la squadra più forte del mondo, è la Juventus».

PAULO DYBALAPAULO DYBALA

 

 

Dopo il sesto scudetto si trovano gli stimoli per il settimo?

«Ci sono e ci saranno: sicuro. Si parte per vincere, è nel nostro dna. Vorrei che si arrivasse a un campionato a 18 squadre, per migliorare qualità delle squadre e collaborazione col Team Italia. Se baratterei il settimo scudetto con la Champions? No, ma la Champions è uno degli obiettivi che vogliamo. Le concorrenti di serie A stanno migliorando? Bene: più forte è l' avversario più è bello batterlo».

 

 

3.GIGIO, ADDIO IN TEMPO REAL - IL BABY PORTIERE ANDRÀ A MADRID: I CONTATTI MESI FA IL MILAN RESISTE. AL SUO POSTO, TESTA A TESTA PERIN-NETO

Arianna Ravelli per il ''Corriere della Sera''

 

Al netto delle incomprensioni, della sfiducia verso il progetto rossonero, massì anche della differenza di soldi, il no di Gigio Donnarumma al rinnovo con il Milan si spiega con due semplici parole: Real Madrid. È questo che ha intravisto nel futuro, persino da prima del closing, il procuratore Mino Raiola che non ha nemmeno iniziato una vera trattativa con Massimiliano Mirabelli e Marco Fassone (la proposta di una clausola a 10 milioni, 5 in caso di mancata Champions, è stata più una provocazione), è questo che è entrato nella testa di Gigio e che ha convinto anche la sua famiglia, inizialmente preoccupata di un' esperienza all' estero.

 

realreal

Il Real Madrid è la miglior squadra al mondo, la più ricca, la più vincente, quella che consente di avere tutto e subito e Gigio è un ragazzo che non ha avuto una crescita normale, ha debuttato in prima squadra a 16 anni e otto mesi e in campo ha la freddezza di un veterano. Insomma, è una scommessa che Gigio è convinto di poter vincere. L' organizzazione per Madrid è già scattata: sarà Enzo Raiola ad accompagnarlo e stare con lui.

 

Giovedì sera, dal ritiro in Polonia con l' Under 21, il baby portiere ha letto i commenti e gli insulti che i tifosi gli hanno riversato sui social. «Mi stanno massacrando», ha commentato dispiaciuto. Era prevedibile; il bacio alla maglia, per di più dentro lo Juventus Stadium, gli verrà rinfacciato a lungo. Ecco perché anche se la Juve sta provando a inserirsi, Gigio non potrà finire in bianconero, perché «per rispetto» ha deciso di scartare trasferimenti a squadre italiane.

juventus fc vs real madrid tgjuventus fc vs real madrid tg

 

Per la verità, il Milan continua a escludere anche trasferimenti tout court quest' estate. Dalla Cina la proprietà non ha cambiato idea: Donnarumma non si vende, perché sia chiaro a tutti che il Milan non ha voluto fare cassa con il suo gioiello, che è disposto a perdere a zero nel 2018.

 

Ma 30 milioni possono far comodo. E gestire un' intera stagione con un fenomeno ai margini del progetto tecnico è complicato; Donnarumma si allenerebbe normalmente, poi dovrebbe essere Vincenzo Montella a decidere quanto e come impiegarlo. In un ambiente ormai del tutto ostile. Onestamente, è difficile credere che finisca così. Se poi la società dovesse decidere di mandarlo in tribuna, il clan di Donnarumma avvierebbe una causa per mobbing.

 

Insomma, un anno di continua burrasca. Ieri il fratello Antonio (cui era stato offerto un posto nel Milan pur di convincere Gigio a restare) ha cercato di calmare gli animi scrivendo su Instagram: «Gigio sin da piccolo è stato tifoso del Milan, per lui giocare con la maglia del Milan è un sogno, ha sempre onorato e dato l' anima per questi colori, ha pianto per ogni sconfitta, fino a ieri eravate tutti con Gigio, ora senza sapere nulla state insultando tutta la famiglia».

IBRA RAIOLAIBRA RAIOLA

 

Presto però potrebbe diventare tifoso del Real e guardare giocare in rossonero nella sua porta uno fra Perin e Neto. Sono questi i nomi sondati ieri da Mirabelli, che prima ha avuto contatti con Alessandro Lucci, neo-agente del portiere del Genoa (oltreché procuratore di Montella) e in serata ha incontrato il rappresentante di Neto.

 

Enrico Preziosi non intende scendere sotto i 15 milioni nella valutazione di Perin, reduce dalla rottura del legamento crociato del ginocchio sinistro (ecco perché parte della cifra sarebbe in bonus legati alle presenze).

 

Senza successo la proposta del presidente del Genoa di effettuare uno scambio alla pari con Lapadula, mentre nell' affare potrebbero rientrare Paletta e Pellegri. Neto è un giocatore già pronto, esperto, abile anche con i piedi e abituato a lavorare con Montella dopo tre anni a Firenze. Però trattare con la Juventus non sarà semplice: la contemporanea cessione di De Sciglio potrebbe aiutare. Il casting non è chiuso, ma l' ultima parola spetterà al tecnico.

 

RAIOLA DONNARUMMA MEMERAIOLA DONNARUMMA MEME

 

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