“RASPADORI? NON HA MAI VOLUTO PARLARE CON NOI, NON VOLEVA VENIRE, NON ERA INTERESSATO” – LA BORDATA DI CLAUDIO RANIERI, DIRIGENTE DELLA ROMA, ALL’ATTACCANTE CHE HA SCELTO L’ATALANTA - PART-TIME AL NAPOLI, QUASI DISOCCUPATO ALL'ATLETICO, È DIVENTATO OGGETTO DEL DESIDERIO DEI GIALLOROSSI E DEL NAPOLI NEL MERCATO ED È FINITO ALLA “DEA” CHE HA SPESO 25 MILIONI DI EURO – HAI CAPITO IL VECCHIO "JACK"? DI PANCHINA IN PANCHINA È DIVENTATO UN CALCIATORE DA 4 MILIONI NETTI ALL’ANNO. L’AMORALE DELLA FAVA? NON SEMPRE BISOGNA MOSTRARLE LE PROPRIE QUALITÀ, A VOLTA FUNZIONA ANCHE NASCONDERLE…
RANIERI DURO SU RASPADORI: "NON ERA INTERESSATO"
"Non vorrei parlare di mercato, ma Raspadori lo seguivamo anche se avevamo altre scelte. Quando poi si è capito che non era interessato alla nostra chiamata... Non ha mai voluto parlare con noi, non voleva venire, non era interessato. Sarà stato per il fatto che lo prendevamo in prestito e non definitivo, non lo so".
RASPADORI
Chi l’ha detto che la panchina fa male? Il caso Raspadori insegna. Si può migliorare e fare carriera anche rimanendo gran parte del tempo in panchina. Com’è accaduto a Giacomo Raspadori. Che da sempre è un caso anomalo nel calcio italiano. Anomalo per il ruolo, per la posizione in campo. Che cos’è Raspadori? È un centravanti. Ma è piccolino e oggi se sei piccolino, o sei Romario (o Messi certo) oppure fai fatica.
E quindi i vari allenatori hanno provato via via a spostarlo in mezzo al campo. Passi per la seconda punta che è un ruolo a lui congeniale, per Conte era l’uomo perfetto per fare il pesce pilota dello squalo Lukaku. C’è chi lo ha provato sull’esterno. Addirittura Garcia lo ha arretrato a interno di centrocampo.
L’allenatore francese (oggi ct del Belgio) non sapeva dove piazzarlo, subiva le pressioni di Aurelio De Laurentiis che gli ricordava un giorno sì e l’altro pure la spesa cifra per il suo acquisto (siamo nei dintorni dei 35 milioni).
È andato bene come bomber di scorta del primo Napoli di Conte, quello del quarto scudetto. È riuscito a diventare titolare nel finale di stagione. Poi, però, non ci ha pensato due volte quando è arrivata l’offerta dell’Atletico Madrid. Dove però gli abbracci e i sorrisi sono durati poco. Tant’è vero che Raspadori a Madrid è durato quanto Xabi Alonso. Con la differenza che l’Atletico incasserà 25 milioni mentre Florentino ha dovuto transfer per sbarazzarsi del tecnico accolto pochi mesi in pompa magna.
Ma torniamo a Jack. Che è passato dalla mezza panchina del Napoli alla quasi totale panchina dell’Atletico e lì, rimanendo seduto, è diventato oggetto del desiderio del mercato. Gasperini lo ha corteggiato in ogni modo, lo avrebbe voluto alla Roma. Anche il Napoli ci ha provato, pur avendo oggettivi limiti (il mercato è condizionato: può spendere solo quanto incassa e quindi deve prima incassare), Oriali si è esposto per lui (“mi piacerebbe rivedere Raspadori al Napoli”.
E poi, invece, è andato all’Atalanta. Non solo per 23-25 milioni ma il suo stipendio è salito a quattro milioni di euro netti. Insomma, Raspadori insegna che si piò far carriere anche per sottrazione. Non sempre bisogna mostrarle le proprie qualità, a volta funziona anche nasconderle.
ITALIA-ESTONIA - RASPADORI
ITALIA-ESTONIA - KEAN RETEGUI E RASPADORI



