“NESSUNO SI È MAI PERMESSO DI DIRMI VOGLIO QUESTO O QUELL’ARBITRO” – L’EX DESIGNATORE ROCCHI (ARCHIVIATO INSIEME ALL’INTER) PARLA CON I PM DELLE "INDICAZIONI" CHE LO "INFASTIDIVANO" ("UN PRASSI DIFFUSA") MA MINIMIZZA LE PRESSIONI DEL CLUB NERAZZURRO - COSI’ QUANDO GLI VIENE CHIESTO DAI PM CHI FOSSERO I “LORO” DI CUI NELLE INTERCETTAZIONI LAMENTAVA IL PRESSING SUGLI ARBITRI DA DESIGNARE ALL’INTER, ROCCHI RISPONDE EVOCANDO NON DIRIGENTI DEI CLUB (TANTOMENO INTERISTI) MA “GLI UMORI, I GRADIMENTI O I MANCATI GRADIMENTI DELLE SINGOLE SQUADRE”, A SUO DIRE RICAVATI "IN STILE RABDOMANTE DALL’ASCOLTO DEL MONDO DELLE CURVE, DEI SOCIAL, DELLA GAZZETTA, DI SKY, ECC” - ROCCHI PENSA CHE ABBIAMO L'ANELLO AL NASO?
Luigi Ferrarella per il COrriere della Sera - Estratti
«Nessuno si è mai permesso di dirmi direttamente o indirettamente voglio questo o quell’arbitro», invece «mi pervenivano», tramite «Riccardo Pinzani istituzionalmente deputato» in seno all’Aia «a interloquire con i referenti arbitrali delle squadre quali Giorgio Schenone per l’Inter, certamente non pressioni», ma «indicazioni che talvolta mi infastidivano, altre volte mi facevano arrabbiare».
È su questa linea Maginot che nel proprio interrogatorio si è attestato Gianluca Rocchi, l’ex designatore degli arbitri di serie A, alleggerendo non poco anche la posizione dell’Inter: ad esempio quando gli viene chiesto chi fossero i «loro» di cui nelle intercettazioni lamentava il pressing sugli arbitri da designare all’Inter, e lui risponde evocando non dirigenti dei club (tantomeno interisti) ma «gli umori, i gradimenti o i mancati gradimenti delle singole squadre», a suo dire ricavati in stile rabdomante dall’ascolto del mondo delle curve, dei social, della Gazzetta, di Sky, ecc.
E quando gli viene chiesto dai pm Ascione e Ielo perché allora non avesse mai denunciato all’Aia e alla Figc quelle fastidiose indicazioni, Rocchi le ridimensiona, «si tratta di una prassi diffusa. Io ritengo peraltro che i dirigenti arbitrali debbano ascoltare le società, per cercare di migliorare il servizio offerto dalla classe arbitrale».
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Ci ha pensato Gianluca Rocchi a difendere l’Inter. Ovviamente. Il Corriere della Sera, con Luigi Ferrarella, ricorstruisce l’interrogatorio del designatore con i pm di Milano Ascione e Illo. Interrogatorio che poi ha favorito la richiesta di archiviazione.
Chiaramente Rocchi ha minimizzato. Per difendere sé stesso e il sistema, ha difeso anche l’Inter. Le dichiarazioni rese ai magistrati hanno avuto un tono decisamente diverso da quelle riportare nelle intercettazioni dove invece si lamentava eccome delle pressioni del club di Marotta.
“Nessuno si è mai permesso di dirmi direttamente o indirettamente voglio questo o quell’arbitro” è la frase detta ai magistrati.
Ha parlato di “indicazioni che talvolta mi infastidivano, altre volte mi facevano arrabbiare”.
Il Corriere della Sera la definisce la linea Maginot su cui si è attestato Gianluca Rocchi.
Prosegue il quotidiano: “l’ex designatore degli arbitri di serie A, alleggerendo non poco anche la posizione dell’Inter: ad esempio quando gli viene chiesto chi fossero i “loro” di cui nelle intercettazioni lamentava il pressing sugli arbitri da designare all’Inter, e lui risponde evocando non dirigenti dei club (tantomeno interisti) ma “gli umori, i gradimenti o i mancati gradimenti delle singole squadre”, a suo dire ricavati in stile rabdomante dall’ascolto del mondo delle curve, dei social, della Gazzetta, di Sky, ecc”.
Rocchi ha ridimensionato il tutto parlando di prassi diffusa.
Ecco un altro passaggio significativo:
“E se nelle intercettazioni della primavera 2025 (come nelle due settimane di aprile 2026) si parlava solo di partite dell’Inter, è “probabilmente perché in quello scorcio di campionato erano le partite più significative per lo scudetto”, dice Rocchi, che in generale rivendica “il mio tentativo di individuare l’arbitro più adatto per evitare polemiche di qualsiasi natura””.
GRAVINA MAROTTA ROCCHI
il video di daniele paterna nella sala var di lissone al centro dell'inchiesta su gianluca rocchi 1
ROCCHI SALA VAR 2
GIANCARLO VIGLIONE, GIUSEPPE MAROTTA E GABRIELE GRAVINA
GIANLUCA ROCCHI


