ronaldo agnelli paratici

UN RONALDO-BOND PER LA JUVE: PERCHÉ LA SOCIETÀ BIANCONERA HA CHIESTO AL MERCATO 150 MILIONI? IL PRESTITO OBBLIGAZIONARIO PERMETTERÀ DI GESTIRE LA CRESCITA DEL FATTURATO, DIGERIRE L’OPERAZIONE CR7 E METTERE QUALCHE ALTRO CALCIATORE IN CANTIERE. ORIZZONTE 5 ANNI. UNA DATA NON CASUALE: ECCO IL MOTIVO

Marcello Zacché per “il Giornale”

 

CR7

Non era mai successo che una società calcistica italiana andasse direttamente sul mercato dei capitali con un' operazione non coperta da garanzie patrimoniali. Come una banca o gruppo industriale.

 

Ieri lo ha fatto la Juventus, annunciando l' emissione di un bond fino a 200 milioni.

sassuolo juve cr7

Nel recente passato anche Milan e Inter hanno raccolto capitali con bond. Ma per i rossoneri si è trattato di emissioni sottoscritte da società dello stesso azionista di controllo (Elliott), mentre l' Inter ha raccolto 300 milioni sul mercato nel 2017, ma attraverso la controllata (Inter Media and Communication spa) che gestisce diritti e sponsor, e utilizzando titoli garantiti. La Juve, invece, emetterà obbligazioni «senior unsecured», ovvero prive di garanzie e quindi più rischiose.

ronaldo agnelli paratici

 

Non a caso l' operazione arriva a sei settimane dall' ingresso delle azioni nel paniere dei 40 principali titoli di Piazza Affari, la serie A della Borsa: è anche grazie a questo «rating» che la Juve si può confrontare con gli investitori istituzionali europei come un grande gruppo. E può permettersi di sfidare lo spread senza dare garanzie reali.

CR7

 

Organizzata da Morgan Stanley e Ubi Banca come «co-lead», secondo fonti finanziarie l' emissione potrebbe chiudersi già oggi. Sarà di 150 milioni, durerà 5 anni (scadenza 2024) e avrà una cedola fissa che dipenderà dal riscontro sul mercato. Il bond non sarà per piccoli investitori ma solo per specializzati e sarà comunque quotato su un mercato regolamentato Ue.

 

agnelli nedved paratici

Ma perché la società ha chiesto al mercato 150 milioni? Nel comunicato si legge solo dello «scopo di dotare la società di risorse finanziarie per la propria attività ottimizzando la struttura e la scadenza del debito». In attesa della semestrale, che arriverà tra 26 e 28 febbraio, nei dati di fine giugno il debito finanziario netto era di 310 milioni, quasi doppio (+90%) rispetto al 2017 e prima ancora dell' operazione Ronaldo, che dovrebbe avere sul bilancio (tra ammortamento dei 100 milioni e stipendio) un peso di circa 80 milioni. Nel frattempo, dovrebbero crescere però i ricavi, a quota 411 milioni a giugno.

 

CR7

Ed è questo il vero punto di forza della società, raccontato agli investitori: una previsione di crescita che porti il fatturato rapidamente sopra il mezzo miliardo. In questa direzione vanno l' accordo con Adidas, che da 25 milioni l' anno è salito a 40 e dal 2019-20 varrà in media 51 milioni fino al '27, e gli incassi dell' Allianz Stadium: grazie all' aumento dei prezzi il pur piccolo impianto (da 40mila posti, che qualcuno rimpiange di non aver pensato più capiente) porta 2,5-3 milioni in cassa a ogni gara, 65-70 a fine anno. Poi ci sono merchandising e diritti tv. Per questo la Juve si è permessa di emettere il bond prima degli ottavi della Champions: una eliminazione (peraltro improbabile) causerebbe sì un danno economico, di circa 40 milioni in caso di vittoria (mai come quest' anno a portata di mano), ma trascurabile rispetto ai ricavi.

CR7

 

Il bond, in definitiva, permetterà - a costi di mercato - di gestire la crescita del fatturato, digerire Ronaldo e magari mettere qualche altro calciatore in cantiere. Orizzonte 5 anni. Una data non casuale: il calendario internazionale Fifa, reale master plan delle società calcistiche, nel 2024 torna in discussione.

 

Dal calendario dipendono impegni stagionali, formule delle competizioni, diritti tv. È l' orizzonte dei ricavi, attualmente fissato fino al 2021 e, con poche possibili varianti, per un altro triennio. Fino, appunto, al 2024.

CR7 GEORGINA

Ultimi Dagoreport

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)