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LO "SCASSAKALLE" RUMMENIGGE: “MILIONI DI TEDESCHI AMANO L'ITALIA E ORA DOBBIAMO DARCI UNA MANO L'UNO CON L'ALTRO” - IL DG DEL BAYERN: "IN GERMANIA ABBIAMO ISTITUTO UNA TASK FORCE MEDICA. DUE VOLTE A SETTIMANA VENGONO A FARE IL TAMPONE AI CALCIATORI. ATALANTA-VALENCIA A SAN SIRO POSSIBILE "BOMBA" PER IL CORONAVIRUS? NON CI SONO DELLE PROVE, CI SONO DELLE VOCI, MA LE VOCI OGNI TANTO NON SONO VERE”

Paolo Tomaselli per il “Corriere della Sera”

rummenigge

 

«Kalle» Rummenigge, Ceo del Bayern Monaco, si ricorda ancora il suo primo impatto con Milano, quando arrivò all' Inter nel 1984?

«Era una giornata un po' piovosa. Oltre all' accoglienza speciale dei tifosi, la grande sorpresa è nata dai giornalisti che mi hanno applaudito al mio ingresso al ristorante con il presidente Pellegrini».

 

Due Coppe Campioni col Bayern, due Palloni d' oro, un Europeo. Il suo non era un arrivo qualsiasi.

«È stata una decisione presa col cervello, avevo altre offerte da Italia e Spagna, ma ho scelto Milano soprattutto per il presidente dell' Inter: ne è nata un' amicizia molto profonda».

 

Viveva in città?

«Ho vissuto a Blevio, un piccolo paese sul Lago di Como: mia moglie si è innamorata di una bellissima casa. Ma a Milano venivo tutte le settimane, camminavo molto, facevo shopping: non era bella come adesso, ma era molto interessante grazie alle persone che ci vivevano».

 

Ha visto il concerto di Andrea Bocelli al Duomo il giorno di Pasqua?

«Sì, emozionante. Mi sono ricordato di quando sono salito sul tetto della cattedrale per un servizio fotografico e mi ha fatto effetto».

 

Il fatto che Atalanta-Valencia a San Siro sia stata una possibile «bomba» per il coronavirus l' ha colpita?

«Non ci sono delle prove, ci sono delle voci, ma le voci ogni tanto non sono vere».

 

Il calcio tedesco come sta affrontando l' emergenza?

rummenigge

«Soffre e aspetta, come tutto il mondo calcistico. Da una settimana abbiamo almeno il permesso di fare allenamento in piccoli gruppi di 4-5 giocatori, dopo le sessioni in teleconferenza che sono state utili per rimettere in forma i ragazzi: quando sono arrivati al centro sportivo e hanno interagito di persona, il loro umore è migliorato molto».

 

I mini gruppi funzionano?

«Molto bene, perché come Lega abbiamo istituto una task force medica, che è in contatto quotidiano con la politica e controlla che tutto si svolga in modo regolare. Due volte a settimana vengono a fare il tampone ai calciatori».

 

Le proposte di finire tutta la Premier a Wembley, la serie A a Roma o la Liga alle Canarie, sono credibili?

«Altrove la situazione è molto più pesante che in Germania. Qui la situazione del virus non è controllata al 100% ovviamente, ma ho la sensazione che lo sia un po' di più rispetto ad altri Paesi. Ognuno deve valutare la propria situazione e trovare soluzioni con la politica, che alla fine è quella che decide se e quando ricominciare».

 

Fra i club tedeschi c' è unità in questo momento?

rummenigge

«Molta. La Lega comprende anche la serie B e c' è grande solidarietà: credo che siamo un esempio per la politica e per il popolo tedesco».

 

I giocatori hanno capito la gravità della situazione?

«A nessuno piace perdere una parte del proprio stipendio, ma l' importante è capire che una situazione così, nel mondo, non è stata mai vissuta. La solidarietà in questo momento è la cosa più importante, a tutti i livelli: tra i Paesi e tra le persone».

 

Il calcio ripartirà con spese meno folli?

«Ciò che conta adesso è finire la stagione. Una volta terminata abbiamo tutti la speranza che esca il sole, dopo una pioggia così grande. Credo che il mercato soffrirà, perché tutti quanti abbiamo speso sempre di più negli ultimi vent' anni, per i cartellini e i salari e questo sarà condizionato in modo abbastanza pesante. È il momento della liquidità. E chi ha liquidi sarà molto prudente».

 

Anche per la Uefa è importante terminare la stagione?

karl heinz rummenigge stringe la mano a detmar hopp

«La Uefa ha dimostrato sensibilità, stabilendo che prima vanno finiti i tornei nazionali.

E poi speriamo tutti che si possano terminare Champions e Europa League in modo accettabile, perché ci sono danni sportivi ed economici. Dobbiamo trovare una soluzione per chiudere questa stagione sportiva».

 

Con Andrea Agnelli vi siete sentiti?

«L' ho chiamato quando era in quarantena. Credo non sia un momento facile nemmeno per lui: deve trovare delle soluzioni con la Uefa che vadano bene sia per i campionati che per le coppe europee. Non solo dal punto di vista del calendario, ma anche da quello economico».

 

Una soluzione può essere terminare questa stagione a ottobre-novembre?

«Bisogna aspettare, per avere un quadro più chiaro di quello attuale. Nessuno oggi può dire quando sarà conclusa la stagione, come viene condizionato il calcio, e tutta la nostra vita. Aspettiamo che tutto sia finito e poi discutiamo in modo più chiaro. Questo è il mio consiglio».

rummenigge

 

Le capita di dover spiegare agli amici tedeschi i comportamenti degli italiani?

«Ho vissuto tre anni in Italia, forse sono stati i più belli della mia vita. È una terra speciale, è molto diversa come Paese, per politica e cultura. Da tedesco, dico che è eccezionale, e lo pensano anche milioni di miei connazionali che vengono da voi in vacanza ogni anno».

 

Il presidente della Repubblica tedesca, Frank-Walter Steinmeier, ha detto parole molto belle sulla necessità della solidarietà tra i Paesi europei. Ha ragione?

«Penso proprio di sì. In questo momento dobbiamo darci una mano l' uno con l' altro. Ci sono spalle più forti che devono aiutare quelle meno forti. Io credo che in queste settimane sia nata una nuova solidarietà e adesso bisogna renderla produttiva, perché l' Europa vive di questo e deve continuare a farlo nel futuro. Non è facile per la politica tedesca, ma non lo è per nessuno. Ho letto che il vostro ministro dell' Economia dopo l' accordo dell' altro giorno ha detto che "il primo tempo è andato bene". Adesso speriamo che vada bene anche il secondo».

 

Le Nazionali giocheranno direttamente nel 2021?

«Ci sono già delle ipotesi per giocare tre partite e non due in ogni finestra. È un' idea che mi piace per recuperare le partite saltate per dare spazio ai campionati».

rummenigge

 

La Germania ha vinto quattro Mondiali e due Europei, senza mai affrontare l' Italia in partita secca. È solo un caso o il complesso azzurro esiste davvero?

«Siete la nostra bestia nera! Mi ricordo la semifinale del 2006, quando la Germania era già pronta alla finale. Il vostro calcio è sempre stato complicato per noi, anche coi club».

 

Nella finale del Mundial quando vide Bergomi con quei baffoni cosa pensò?

RUMMENIGGE

«Che aveva molto più di diciotto anni Io non ero al top, lui poi mi ha confessato che era nervoso, ma in campo non me ne sono accorto».

 

Il suo momento magico da calciatore qual è stato?

«A vent' anni, quando con il Bayern ho vinto con grande fortuna la Coppa dei Campioni contro il Saint-Etienne. Ero così orgoglioso quando ho alzato quel trofeo».

 

galeazzi maradona rummenigge

Per un grande campione, con tutto quello che ha vissuto in campo, è più facile o più difficile fare il dirigente?

«Ho avuto la fortuna di avere due carriere, sul campo e dietro alla scrivania. E forse per me questa è stata la vittoria più importante. Ma giocare a pallone resta la cosa più bella: ancora oggi quando sono seduto allo stadio vorrei scambiarmi con i giocatori ed essere in campo: le partite si decidono lì, non in tribuna».

 

Come mai non ha ancora scritto un libro?

«Mi piace raccontare le storie del passato quando ci ritroviamo con gli altri vecchietti.

Ma è sempre meglio guardare avanti».

juan carlos rummenigge Karl-Heinz Rummenigge ANCELOTTI RUMMENIGGE

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