ferlaino maradona

"LO SCUDETTO DEL 1988 VENDUTO ALLA CAMORRA? FANTASIE”, L’EX PRESIDENTE DEL NAPOLI CORRADO FERLAINO A TUTTO CAMPO: "IL MILAN NON C’ENTRA: IL FENOMENO DELLE SCOMMESSE CLANDESTINE ERA NAPOLETANO. PER FRONTEGGIARE IL TOTONERO TRIPLICAI I PREMI PARTITA..." - E POI MARADONA (“SONO STATO IL SUO CARCERIERE. ECCO PERCHE'”), LE BOMBE IN GIARDINO, IL RAZZISMO, LA JUVE, ANCELOTTI E LA TENSIONE: “IL NAPOLI MI FA ACCELERARE IL BATTITO CARDIACO. ANCHE ORA ALLA FINE DEL PRIMO TEMPO ESCO DI CASA O CAMBIO CANALE”

Antonio Giordano per www.corrieredellosport.it

 

ferlaino maradona

Il 18 gennaio 1969 Corrado Ferlaino ha 38 anni... e ora racconti lei, per non farci confondere tra leggende metropolitane e verità: ad esempio, è vero che acquistò quel 33% del Napoli battendo i suoi concorrenti con uno scatto, loro scelsero l’ascensore e lei fece le scale di corsa e li anticipò?

«Questo è l’antefatto, risale al periodo immediatamente successivo al decesso di uno dei proprietari della società, ma andò proprio così. Il Napoli era frazionato: 33% tra Lauro, Fiore e Antonio Corcione, morto da poco e con la famiglia decisa a cedere la quota. Sua moglie invitò me e i miei soci, un gruppo di giovani imprenditori che intendeva acquistare quel terzo del club. C’era altra gente interessata, quella mattina, e all’ascensore preferii andare a piedi.

 

ferlaino

La vedova Corcione mi aprì, le dissi che ero interessato e che volevo parlarle, mi fece accomodare in una stanza e quando arrivarono gli altri, si accomodarono in un salone-soggiorno, che io chiusi a chiave dall’esterno. Trattativa-lampo: offrii subito 70 milioni di lire e feci il gesto di redigere immediatamente l’assegno. La signora accettò e mi ritrovai proprietario d’una quota del Napoli».

 

La scalata avviene successivamente.

«Quando si scatenò lo scontro tra Lauro e Fiore, padroni dei due-terzi ovviamente. Venni nominato presidente dal Comandante, che in quel modo volle fare uno sgarbo al suo socio. Mi informò il centralinista dalla sede, che mi chiamò per farmi gli auguri».

 

Nel ‘69 lo scudetto va alla Fiorentina, nel ‘70 andrà al Cagliari.

«Ma il Napoli non aveva autorevolezza e il potere, tranne quelle eccezioni e poi poche altre ancora, era sempre radicato al Nord. C’era la Juventus degli Agnelli, la Milano ricca ed evoluta, poi ogni tanto qualche exploit, costato successivamente caro. Noi galleggiavamo, fieri del nostro bilancio, ma la svolta avvenne un giorno che andai in banca e mi accorsi che il Napoli era sostanzialmente ricco, però storicamente povero. Volevo vincere, non mi bastava più il benessere economico».

ferlaino maradona

 

 

2. FERLAINO: “SCUDETTO ALLA CAMORRA? FANTASIE. VI DICO TUTTO”

Da napolipiu.com

 

Ferlaino, oggi potrebbe arrivare un Maradona a Napoli?

«Semplicemente perché non nascerà un altro Maradona. O lei crede che possa succedere?».

 

«Sono stato il suo carceriere», ha detto lei una volta.

«E lo rifarei. Quando Tapie, presidente dell’Olympique Marsiglia, mi fece chiamare per avanzare la sua proposta, scelsi di non riceverlo. Mi negai. Lui riuscì ad arrivare a me: ecco l’assegno, metti tu la cifra, prendi quello che vuoi. Risposi sdegnato. Siamo diventati amici successivamente, incontrandoci a Capri, e sorridendo di quella presunta trattativa».

 

Non si è negato quasi niente, men che meno che l’amicizia dei potenti.

ferlaino maradona

«Alla fine degli anni ‘80, la Dc era una forza. Io sono stato al fianco di presidenti federali di quel tempo, di Federico Sordillo, di Franco Carraro, con il quale ancora capita di sentirci, andavo in vacanza spesso dove andavano loro, mi serviva per tutelarmi. Non abbiamo ricevuto nulla, ma il Napoli almeno non è stato danneggiato. Nel Milan di quel tempo era arrivato anche Berlusconi, che aveva Mediaset, e noi avremmo rischiato il soffocamento. Però confesso che alla Rai c’era Biagio Agnes».

 

Si può dire, senza far torto a nessuno e né alimentare alcun sospetto, che sapeva tessere rapporti con i direttori del giornali?

«Mai negato di essere stato amico, nel senso letterale del termine, di Gino Palumbo e anche di Giorgio Tosatti, e parlo dunque del vertice dei due quotidiani sportivi più autorevoli. Ma il nostro rapporto era fondato su sentimenti, non su interessi».

 

Le sue tante anime, ingegnere: sfuggente come nessun altro eppure capace di reggere i fili, mediaticamente, a modo suo. Ne sono sfilati di presunti-dossier arbitrali.

FERLAINO

«Oggi c’è il Var e se sbagli sei inchiodato quasi al pubblico ludibrio. Ma in quegli anni lì, l’unico appiglio era la moviola, che però arrivava alla sera, alla Domenica Sportiva, a partita abbondantemente finita. Se un arbitro sbagliava, non c’era modo di rimediare. Mi dovevo pur tutelare. Ora invece si va al video e si decide, tranne in qualche occasione: per esempio a San Siro, nella stagione scorsa. Orsato è in debito con il Napoli e lo sa bene».

 

E lasciava emergere i torti o presunti tali. Perché pure con quelle che si chiamavano giacchette nere è stato a contatto.

DIEGO ARMANDO MARADONA ALLA ARRIVO A NAPOLI IL 5 LUGLIO 1984

«Ero vice presidente della Lega e rappresentante, con Boniperti che però si vedeva poco, in Consiglio Federale, dove casualmente sedevo al fianco del designatore. Mai ricevuto favori, però».

 

Il nostro Carratelli le ha fatto i conti: 14 direttori sportivi, 26 allenatori, 309 giocatori, 1050 partite.

«Tutte viste a metà, quando la tensione mi distruggeva e mi costringeva ad andare via. Anche ora al 45′ esco di casa o cambio canale, il Napoli mi demolisce, mi fa accelerare il battito cardiaco».

 

Chi ha amato tra tante gente?

«Diego è fuori concorso, ovviamente, ma io ho pensato sempre al Napoli, non privilegiando alcun tipo di rapporto personale. L’ho fatto per natura ma anche per esigenza, affinché non si confondessero i ruoli».

MARADONA CON CARMINE GIULIANO NEL BAGNO A FORMA DI CONCHIGLIA

 

Certo non l’amavano molto: le misero le bombe nel giardino.

«Ma adesso, in compenso, se entro in un ristorante e lo trovo pieno, c’è sempre qualcuno che mi cede il posto o un cameriere gentile che lo libera. Ho ricevuto con gli interessi quello che forse mi era stato negato, ma ne sono felice, perché quella intransigenza è servita».

 

Lo scudetto dell’88 al Milan venduto alla camorra?

«Si dicevano tante cose, e il Milan non c’entra, in quei mesi: il fenomeno delle scommesse clandestine era napoletano, gestito da una famiglia che circuiva alcuni calciatori, tra cui Diego, fotografato nella vasca di casa, mi pare, di uno degli esponenti di quel clan».

maradona festeggia il primo scudetto del napoli

 

Questa storia, quella dei Giuliano, è nota, ingegnere, qua ci vuole altro, almeno oggi….

«E vabbé: io l’anno dopo andai alla Polizia, mi venne suggerita un’agenzia di investigazioni, li interpellai, mi avvisavano sulle dinamiche delle quote, sulle gare in cui improvvisamente si verificano strane impennate. E io per prevenire e fronteggiare triplicavo i premi partita. Ma sulla onestà dei ragazzi non ho dubbi, però sapesse il dolore per aver lasciato quello scudetto al Milan».

 

Il razzismo sta dilagando.

maradona ai tempi del napoli

«Me ne accorgo, ma non creda, rigurgiti c’erano anche ai miei tempi, anche se pochi. Ma quando andavamo a Torino, con la Juventus, non erano pomeriggi semplici: può darsi che avessero colto la nostra evoluzione e cominciassero a temerci, boh. Mi piace ciò che sta facendo Ancelotti, quello che sta dicendo e anche il modo in cui sostiene le sue tesi. E ho fiducia in Gravina: è uomo di calcio, lo conosce da dentro, lo ha attraversato per intero e dal basso. Fidiamoci di lui».

FERLAINO E MARADONA

 

Il campionato è già scritto?

«La Juventus ha tanti più soldi degli altri e il divario si è andato allargando».

MARADONA NELLO SPOGLIATOIO DEL NAPOLI

 

maradona falcaoancelotti maradonaPLATINI MARADONADIEGO ARMANDO MARADONA E MICHEL PLATINI jpegTACCONI MARADONAmaradona conti 19MARADONA CON I GIOCATORI DEL NAPOLIMARADONA DE LAURENTIIS MARADONA A NAPOLIMARADONA E IL NAPOLI

 

MARADONA DE LAURENTIIS MARADONA DA UN BALCONE A NAPOLI

Ultimi Dagoreport

elezioni giorgia meloni

DAGOREPORT – QUANDO SI VOTA? SARÀ ANCHE UNA “FISSAZIONE”, COME HA DETTO OGGI GIORGIA MELONI AI GIORNALISTI, MA ORMAI È CHIARO A TUTTI CHE LE ELEZIONI SI TERRANNO A MAGGIO. SARÀ UN ELECTION DAY, PERCHÉ CON QUESTI CHIARI DI LUNA (CRISI ENERGETICA, ZERO SOLDI) SAREBBE UNO SCHIAFFO NON RAGGRUPPARE LE COMUNALI ALLE POLITICHE – LA DUCETTA SA CHE LA CRISI PUÒ TRASFORMARSI RAPIDAMENTE IN DISORDINE SOCIALE. SPOSTARE IL VOTO DI QUALCHE MESI POTREBBE TRASFORMARE UN QUASI PAREGGIO IN UNA SCONFITTA CERTA (LA STORIA DI RENZI, SALVINI, M5S, INSEGNA: A PASSARE DALL’ALTARE ALLA POLVERE CI VUOLE UN ATTIMO) – PER LA GRAVITÀ DELLA SITUAZIONE, MELONI DOVREBBE INCOLPARE SOPRATTUTTO SE STESSA: INVECE CHE USARE I 200 MILIARDI DEL PNRR A MODINO, PER INVESTIMENTI STRUTTURALI E RIFORME, LI HA BUTTATI NEL CESSO PER MANCETTE ELETTORALI – LA “CONFESSIONE” A FAZZOLARI (“HAI SEMPRE RAGIONE, ERA MEGLIO VOTARE SUBITO”) E QUEI TIMBRI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA CHE SEGNALANO “ELEZIONI IMMINENTI”

ssica serfaty benedetta frucci leonardo maria del vecchio quotidiano nazionale

FLASH! - A "QN" SERVONO PIU' DESKISTI E MENO BELLE PENNE – CHE CI FACEVA L’EX DI LEONARDINO DEL VECCHIO, LA BONISSIMA MODELLA JESSICA SERFATY, CHE HA ACCUSATO "LENNY" DI VIOLENZE (POI RITRATTATE) E DI UNA CAMPAGNA D’ODIO E DISCREDITO ONLINE, ALLA PRESENTAZIONE DEL “QN”, ALLA GNAM DI ROMA? E INFATTI NON C'ERA: L'HANNO VISTA SOLO GLI INCAUTI REDATTORI DEL "QUOTIDIANO NAZIONALE" - NELLA PAGINA DEDICATA ALL'EVENTO, SPUNTA UN LAPSUS FREUDIANO: IN UNA DIDASCALIA, SPUNTA IL NOME DELLA SERFATY, MA NELLA FOTO C'È BENEDETTA FRUCCI, LA GIOVANE ARETINA PORTAVOCE DI MATTEO RENZI (ANCHE LEI DI BELLA PRESENZA) - È SOLO UNO DEI "REFUSI" SULL'EDIZIONE DI OGGI: NELLA DOPPIA PAGINA DEL CARTACEO SULL'EVENTO DI PRESENTAZIONE ALLA GNAM TUTTE LE IMMAGINI ERANO FUORI FUOCO, TRANNE QUELLE CON DEL VECCHIO, ORFEO, MELONI E PIANTEDOSI - UN BEL PROBLEMA DI STAMPA, DOPO DUE MESI DI PREPARAZIONE. EVIDENTEMENTE C'È ANCORA TANTO DA LAVORARE...

trump susie wiles hegseth

DAGOREPORT – TRUMP È IMBALLATO E IMBAMBOLATO MA UN ANIMALE FERITO È ANCORA PIÙ PERICOLOSO. LA SCONFITTA ALLE MIDTERM ALTERA ANCORA DI PIÙ IL DECLINO COGNITIVO DEL TYCOON, E TUTTI, COMPRESO PUTIN, SI CHIEDONO: CHE SI INVENTERÀ QUEL PAZZO SCATENATO? – SOLO, ISOLATO, INCAZZATO, TRUMP È ALLA RICERCA DI UN CAPRONE ESPIATORIO. l’INDIZIATO NUMERO UNO (NONOSTANTE LE SMENTITE), È IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH. A VOLER CACCIARE IL BELLIMBUSTO EX ANCHORMAN DI “FOX NEWS” È SOPRATTUTTO LA CAPA DI GABINETTO DELLA CASA BIANCA, SUSIE WILES. LA NOTIZIA PIÙ CLAMOROSA È CHE È UN REPUBBLICANO, THOMAS MASSIE, A VOLER PRESENTARE L’IMPEACHMENT PER HEGSETH, LA PROSSIMA SETTIMANA ALLA CAMERA…

schlein conte boschi renzi

DAGOREPORT - PER IL CAMPO LARGO C’E’ UNA STRADA TRA…I BOSCHI - AL TEATRO BRANCACCIO, INSIEME A SCHLEIN, CONTE, BONELLI E FRATOIANNI, C'ERA MARIA ELENA BOSCHI - PER NON PERDERE IL 2% DEI VOTI DI ITALIA VIVA SENZA FAR INCAZZARE GLI ELETTORI DEL M5S, SI PROVA A "NASCONDERE" RENZI - BOSCHI E CONTE, CHE SI SONO TROVATI D’ACCORDO SUL “NO” ALLA PATRIMONIALE, SI CONOSCONO DA MOLTI ANNI - DOMANI AL TAVOLO PER IL PROGRAMMA CI SARANNO GLI ALTRI CESPUGLI DI CENTRO - LE TANTO TEMUTE PRIMARIE SI FARANNO DAVVERO? BALLA ANCORA L'IPOTESI FEDERATORE...

renzo ulivieri

DAGOREPORT - AIAC, CHE MALE PER ULIVIERI! NELLA BATTAGLIA MALAGÒ-GALLIANI PER LA GUIDA DELLA FIGC, SCOPPIA UN BUBBONE NELL’ASSOALLENATORI, GUIDATA DA 20 ANNI DALL'85ENNE “COMPAGNO” ULIVIERI: DOPO 20 ANNI DI PUGNO DI FERRO STALINIANO ALL'AIAC, IL "MATUSA" DELLA PANCHINA E' DIVENTATO SPONSOR DEL FORZISTA GALLIANI – IL CASO LOZZI, OPPOSITORE DI ULIVIERI, E IL COMMISSARIAMENTO DEL GRUPPO REGIONALE DEL LAZIO (SCONFESSATO DA UNA SENTENZA DEL TRIBUNALE) PONGONO QUESTIONI DI TRASPARENZA E SULLA GESTIONE DEL DISSENSO INTERNO - COME PUÒ LA FIGC ACCETTARE UNA SIMILE SITUAZIONE?

vance meloni trump le pen

DAGOREPORT - LA MEGA-BATOSTA SUBITA DA TRUMP ALLE MIDTERM PROVOCHERÀ UN EFFETTO DOMINO CHE RIBALTERA' NON SOLO GLI EQUILIBRI INTERNI AGLI STATI UNITI, MA QUELLI DI TUTTO IL MONDO – NEL PARTITO REPUBBLICANO USA CI SI PREPARA ALLA “GUERRA CIVILE” (BANNON DIXIT): IL 'MAGA' VANCE FRIGNA PER LA GUERRA IN IRAN, MA IL SUO NOME È ORMAI BRUCIATO. UNA SFIDA CON RUBIO FAREBBE DEFLAGRARE L’INCOMPATIBILITÀ TRA I “MAGA” E IL PARTITO REPUBBLICANO, CHE SOLO TRUMP SAPEVA TENERE - LA ROVINOSA CADUTA DELLA DESTRA SOVRANISTA AMERICANA, CHE FINO A IERI SEMBRAVA INARRESTABILE ANCHE IN EUROPA, TRASCINA ANCHE GIORGIA MELONI: L’EX TRUMPETTA ORA PROVA A MARCARE DISTANZA DAL TYCOON, MA È LEI STESSA, NEL NUOVO LIBRO DI VESPA, A DIRE CHE NON SI PENTE DEL SUO FLIRT CON IL TRUMPONE – PESSIME NOTIZIE ANCHE PER MARINE LE PEN (LA DEBACLE DELL'IDIOTA E' UNA SPINTA PER I PARTITI FRANCESI AD ALLEARSI) - SE LA FINE DEL TRUMPISMO DIVENTA UNA LAPIDE PER NETANYAHU, LA PROSSIMA VISITA DI PAPA LEONE XIV DAL TRUMPINO ARGENTINO JAVIER MILEI ASSUME TUTTO UN ALTRO SIGNIFICATO (LA MOTOSEGA SE LA PUO' METTERE IN QUEL POSTO) - IL RUOLO DI OBAMA, L'ASCESA DI JON OSSOFF, IL FLOP IN BORSA DI MUSK, IL PUTIN TRUMP-AZZOPPATO...