“IN UN DERBY HO DATO DEL “CORNUTO” A TOTTI PERCHÉ LUI MI DISSE 'FROCIO'. SOLO GOLIARDIA, PERÒ: FINÌ LÌ" - L’EX DIFENSORE DELLA LAZIO SEBASTIANO SIVIGLIA, OGGI NELLO STAFF TECNICO DELL’AL-HILAL DI INZAGHI, SI RACCONTA: “LOTITO CHIAMÒ ALLE 2 DI NOTTE: 'AÒ, VIENI ALLA LAZIO? A FORMELLO ALL'INIZIO MI CHIAMAVANO SPIA PERCHÉ ERO STATO ALLA ROMA, PECCATO SOLO NON AVER GIOCATO IN NAZIONALE. NEL 2005, CON LIPPI, CI ANDAI VICINO MA HO VISSUTO CIÒ CHE HO MERITATO...” - VIDEO
Francesco Pietrella per www.gazzetta.it
La storia di Sebastiano Siviglia insegna che se la vecchia vita tende la mano tu la stringi, anche se c’è da fare due passi nel deserto e cambiare via. "'Seba, che fai? Mi segui?', mi disse Simone ai primi di giugno. E l’ho seguito". L’ex centrale della Lazio è diventato il collaboratore tecnico dell’amico Inzaghi all’Al-Hilal, ripartendo da Riad dopo tre anni di stop.
[…] Prima l’Atalanta, poi la Roma. Lì come mai non andò?
"Mi volevano West Ham e Betis, ma i giallorossi avevano vinto lo scudetto. Io avevo debuttato in Serie A contro la Fiorentina di Batistuta, finito poi alla Roma. Per me fu come chiudere un cerchio, ma giocai poco. A posteriori fu una scelta sbagliata. Scelsi di andare via io".
simone inzaghi con il suo staff tecnico all al hilal
Parma e Atalanta prima della seconda rinascita, però: Lecce.
"Lì ho incontrato la mia compagna e sono nate le mie figlie. Avevo bisogno del calore del sud. Ricordo Corvino, un burbero buono che quando si incazzava dovevi fuggire, e un girone di ritorno da più di 30 punti".
Infine la Lazio. Come nacque l’affare?
"Tournée a Valencia col Parma. Notte inoltrata, tipo le due. Squilla il telefono. 'Ao’, è Siviglia? Vieni a giocare con noi?'. Chiesi chi fosse. 'Sono il presidente Lotito'. Sono stato uno dei suoi 9 acquisti in un giorno".
All’inizio la accolsero con scetticismo?
"Sì, anche in virtù del mio passato alla Roma. Qualcuno mi chiamava spia. Ma il tempo ha cancellato tutto. La Lazio è stata il capolavoro della mia carriera. La compagna con cui sarei invecchiato".
Il ricordo più bello?
"Il gol di tacco alla Fiorentina nel 2010, che io chiamo 'il tacco di Dio'. L’ultima rete in A nell’ultimo anno da calciatore. Cancellai i fischi dell’anno prima, quando festeggiai un gol al Torino mettendo le mani alle orecchie".
Perché lo fece?
"Stavamo andando male, i tifosi erano incazzati. Volevo dire alla curva di starci vicino, ma lo stadio mi fischiò. Io ero a terra, deluso. Quel tacco alla Fiorentina ha rimesso a posto le cose. Ma se fosse stato per me avrei giocato un altro anno alla Lazio".
sebastiano siviglia derby 2005
[…] Parlando di derby. Lei diede del “cornuto” a Totti.
"Perché lui mi disse 'frocio'. Solo goliardia, però: finì lì".
Un rimpianto ce l’ha?
"Mi sarebbe piaciuto giocare una partita in Nazionale. Nel 2005, con Lippi, ci andai vicino: ero finito in una lista di 36 nomi in vista di una tournée negli Stati Uniti. Non andai, ma ho vissuto ciò che ho meritato. E poi ho avuto la Lazio. E la Lazio è stata vita".
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