kingsley coman

SIAMO SICURI CHE I GIOCATORI FRANCESI SI SIANO AMMALATI PER L'ARIA CONDIZIONATA? - DOPO ADRIEN RABIOT E DAYOT UPAMECANO, UN ALTRO GIOCATORE FRANCESE SI È FERMATO PER SINTOMI INFLUNZALI: SI TRATTA DI KINGSLEY COMAN - È SCOPPIATO UN FOCOLAIO COVID NEL RITIRO FRANCESE? IL CENTROCAMPISTA TCHOUAMENI HA RIVELATO CHE: “SUI TAVOLI È RICOMPARSO IL GEL IDROALCOLICO” - IL C.T. DESCAMPS MINIMIZZA E CONTINUA A INCOLPARE L'ARIA CONDIZIONATA - SE DOVESSE TRATTARSI DI COVID O UNA SEMPLICE INFLUENZA CAMBIEREBBE POCO, VISTO CHE LA FIFA...

KINGSLEY COMAN

Da www.gazzetta.it

 

Sabato notte, dopo Inghilterra-Francia partita dei quarti di finale, ai giornalisti è stato imposto l’obbligo delle mascherine per entrare nella cosiddetta zona mista, il luogo dove è possibile effettuare le interviste. Dopo la semifinale Francia-Marocco, stessa decisione: distribuzione di mascherine all’ingresso per la “mixed zone”.

 

ADRIEN RABIOT DAYOT UPAMECANO

A richiedere ieri la contromisura è stata la Francia, preoccupata dall’epidemia di influenza o altro che si è insinuata nel gruppo. I primi a esserne colpiti sono stati Upamecano e Rabiot. Il difensore ha avuto la febbre e il mal di gola, ma è riuscito a sedersi in panchina per la partita contro il Marocco. Rabiot no, lo juventino è rimasto in hotel preda di sintomi influenzali, che nelle ultime ore hanno colpito Coman. La Francia teme che il virus, influenza o Covid non fa differenza, si diffonda sempre più tra i giocatori e ha aumentato le precauzioni. “Sui tavoli è ricomparso il gel idroalcolico”, ha detto Tchouameni. Domenica c’è la finale e ogni dettaglio conta.

 

ARIA CONDIZIONATA

DIDIER DESCHAMPS

Didier Deschamps ha ricondotto il tutto all’aria condizionata: “Non c'è particolare preoccupazione per una possibile epidemia, sono casi di febbre dovuti agli effetti dell’aria condizionata negli stadi e nei vari ambienti, acuiti dagli sforzi sul campo. Certo, ormai siamo sensibili a tutto ciò che è virale e abbiamo preso le dovute misure”. Non è escluso neppure che si tratti di Covid, ma la Fifa ha declassato i tamponi a test non obbligatori e chi li fa non divulga gli esiti per ragioni di privacy.

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