spagna gaza trump argentina milei netanyahu

SPAGNA “INGAZATA” – A GAZA SCOPPIA LA FESTA PER LA VITTORIA MONDIALE DELLE FURIE ROSSE. LA "ROJA" È STATA UNA DELLE NAZIONALI PIÙ TIFATE NELLA STRISCIA INSIEME ALL’EGITTO DI SALAH - SOSTENERE LA SPAGNA E' STATO UN GESTO DI POSIZIONAMENTO IDEOLOGICO CONTRO UN'ARGENTINA IL CUI PRESIDENTE JAVIER MILEI SI È DESCRITTO COME "RADICALMENTE" FILO-SIONISTA, AL PARI DELL'ALLEATO TRUMP - IL SOSTEGNO DEL MONDO MAGA NON E' BASTATO ALLA "SELECCION" CHE POTEVA CONTARE ANCHE SUL TIFO DI NETANYAHU: “PRIMA MILEI, POI MESSI. IL PRESIDENTE ARGENTINO È UN GRANDE AMICO DI ISRAELE”. E TRUMP? “NON VOGLIO AVERE NIENTE A CHE FARE CON LA SPAGNA”, AVEVA DETTO QUALCHE GIORNO FA AL VERTICE NATO DI ANKARA - VIDEO

https://www.lastampa.it/esteri/2026/07/19/video/netanyahu_argentina_maglia_milei_finale_mondiali-15693977/

 

 

Articolo di Youssef Hassan Holgado per “Domani” - Estratti

 

gaza festa per la spagna

La festa è partita a Madrid ma non si festeggia solo in Spagna la vittoria della Coppa del mondo. Dopo il fischio finale sono circolati sui social network video di bambini in festa nella Striscia di Gaza tra le macerie. La Roja è stata una delle nazionali più tifate nel mondiale degli Stati Uniti insieme all’Egitto di Mohammed Salah.

 

Già durante il torneo, alcuni abitanti di Gaza avevano seguito le partite degli uomini di De La Fuente esponendo bandiere spagnole, mentre nelle celebrazioni dei tifosi della Roja erano comparse anche bandiere palestinesi. Lo stesso Lamine Yamal, durante la festa per la vittoria della Liga con la maglia del Barcellona aveva portato con se la bandiera palestinese, attirandosi diverse critiche politiche.

 

Ancora prima del fischio iniziale Argentina-Spagna aveva già prodotto spaccature nel tifo, come spesso accade nel mondo che ruota attorno al pallone. Mentre la maggior parte degli appassionati era concentrata sullo scontro tra Messi e Yamal, per altri quella sfida è rimasta solo in superficie. Ed è una storia che ha a che fare con due mondi in conflitto da oltre tre anni e non solo.

 

gaza festa per la spagna 66

Da una parte c’è l’Argentina di Javier Milei, scelta da Benjamin Netanyahu e nella galassia del mondo MAGA di Donald Trump, dall’altra c’è la Spagna di Pedro Sánchez, supportata da Gaza e non solo per le sue scelte politiche sulla questione palestinese. E sui social network questo scontro è diventato esplicito attraverso reel, meme e fotomontaggi circolati nei giorni prima della finale e continuati anche dopo la vittoria spagnola. Ma per il mondo MAGA, sostenere l’Argentina è stata solo una questione di opportunità politica, un tentativo approssimativo – e forse anche fallito – per cercare consensi internazionali.

 

Benjamin Netanyahu e i suoi ministri dell’ultradestra hanno fin da subito sostenuto l’Argentina e lo hanno fatto anche fino al calcio d’inizio a colpi di post su X e foto postate sui social network. Alla domanda su quale squadra tifasse, il premier israeliano ha scelto l’Albiceleste, precisando che la ragione non era soltanto calcistica: «Prima Milei, poi Messi» perché il presidente argentino è «un grande amico di Israele».

 

gaza festa per la spagna 15

Da quando si è insediato alla Casa Rosada, infatti, Javier Milei – che non ha assistito alla finale per scaramanzia – ha collocato il paese lungo l’asse internazionale di Donald Trump e di Netanyahu, promettendo di trasferire l’ambasciata argentina a Gerusalemme e schierandosi al fianco di Israele nel periodo in cui la comunità internazionale lo criticava per la guerra a Gaza. Ma non è l’unico.

 

Poche ore prima del fischio d’inizio della partita con l’Inghilterra, il ministro della Sicurezza Itamar Ben-Gvir aveva scritto su X: «Devo davvero spiegarvi perché prego con tutto il cuore che l’Argentina vinca stasera e arrivi in finale?». E poi, a fine partita, il ministro per l’economia Bezalel Smotrich ci ha messo il carico: «Non posso davvero entrare in Gran Bretagna perché sto sradicando l’idea dello Stato palestinese, ma due gol sono entrati bene», ha scritto auspicando una vittoria argentina contro gli spagnoli.

 

 

Benché a livello pubblico il presidente Trump si è tenuto distante da endorsement espliciti, è difficile ignorare il significato politico della finale per lui. Il calcio, come ogni altro sport, è un mezzo per raggiungere consensi, tanto che si è speso in prima persona per portare il più avanti possibile la squadra degli Stati Uniti, generando non poche polemiche con la vicenda del cartellino rosso rimosso a Balogun. Il 17 luglio scorso aveva detto: «Buona fortuna a Spagna e Argentina, e che vinca la squadra migliore», ma è innegabile il difficile rapporto del tycoon con Madrid.

 

milei netanyahu

«Non voglio avere niente a che fare con la Spagna», aveva detto soltanto qualche giorno fa durante il vertice Nato di Ankara. Madrid è un «partner terribile», aveva aggiunto dopo aver ordinato la sospensione degli scambi commerciali in seguito al rifiuto spagnolo di sostenere pienamente la guerra americana contro l’Iran e le nuove richieste sulle spese militari. Sul palco, durante le celebrazioni il presidente è apparso sobrio non troppo distante dal Re spagnolo Filippo VI, ma ha comunque tentato di rubare la scena nelle foto di rito mentre i giocatori alzavano la coppa del mondo al cielo.

 

netanyahu videomessaggio a milei

C’è ovviamente delusione per il suo alleato più fedele in America Latina, il presidente Milei, che considera una testa di ponte del trumpismo in America Latina. La galassia MAGA ha iniziato guardare con favore all’Argentina e al suo capitano Lionel Messi, fin da quando ha accettato l’invito di Trump alla Casa Bianca dello scorso marzo. Il tycoon aveva invitato la squadra dell’Inter Miami per la vittoria del campionato e a differenza di tanti altri atleti e personaggi famosi che hanno declinato inviti per non farsi fotografare vicino a un presidente considerato “controverso”, Messi e il centrocampista Rodrigo De Paul si sono presentati in prima fila.

 

Un approccio che gli ha portato quasi le stesse critiche di quando nelle premiazioni in Qatar del Mondiale 2022, l’emiro al-Thani gli fece indossare il bisht. Fu visto come un gesto di sottomissione e la stampa mondiale si scatenò in duri paragoni con Maradona elogiando la postura politica del secondo. «L’abilità dei tuoi piedi non cura l’insensibilità delle tue mani», aveva detto il giornalista argentino Fernando Borroni dopo l’incontro.

 

trump sanchez

Per il mondo MAGA sostenere l’Albiceleste è stata principalmente una questione di opportunità, un tentativo di appropriarsi di un calcio che appartiene ai tifosi. Sono lontani i giorni del 2018, quando l’Argentina annullò un’amichevole contro Israele che si sarebbe dovuta giocare a Gerusalemme, dopo una campagna internazionale. All’epoca una delle stelle era l’attaccante Gonzalo Higuaín secondo cui la squadra aveva «finalmente fatto la cosa giusta».

 

Sullo sfondo di questo mondiale rimangono le diverse e folli teorie del complotto secondo cui il presidente della Fifa, Gianni Infantino, avrebbe favorito il cammino dell’Argentina verso la finale. Teorie che rischiano di far passare in secondo piano il mondiale straordinario giocato da Messi concluso con 8 goal a 39 anni. Numeri che non sono bastati.

 

gaza festa per la spagna 1gaza festa per la spagna 44gaza festa per la spagna 11

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - MENTRE CASA ITALIA BRUCIA, TRA PISTOLERI E GENERALI, NON DISTURBATE ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE: I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) PROPRIO NON SI RENDONO CONTO CHE IL "CAMPO LARGO" VA ALLARGATO A TUTTE LE FORZE MODERATE E RIFORMISTE. AD OGGI, DI UNA COALIZIONE ALTERNATIVA ALL'ARMATA BRANCA-MELONI, NON C’È TRACCIA - SE CONTE E SCHLEIN TENESSERO DAVVERO ALLA VITTORIA DELLA COALIZIONE, PIÙ CHE ALLA PERSONALE AMBIZIONE DI ANDARE A PALAZZO CHIGI, AVREBBERO DA TEMPO FATTO UN PASSO INDIETRO A FAVORE DI UN "PAPA STRANIERO" (IL FAVORITO E' ROBERTO GUALTIERI) - MA I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) NON RIESCONO A FICCARSI NELLA TESTA CHE, IN CASO DI SCONFITTA ALLE POLITICHE DEL 2027, RISCHIAMO DAVVERO DI SVEGLIARCI UNA MATTINA CON MELONI AL QUIRINALE E VANNACCI A PALAZZO CHIGI…

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…