decalogo irriducibili lazio

LAZIO STYLE - RAY-BAN, CLARKS E BOMBER: IL DECALOGO DEL GRUPPO DEGLI 'IRRIDUCIBILI' SU COME VESTIRSI PER ENTRARE IN NORD: "NELLA NOSTRA CURVA COMINCIANO AD AFFACCIARSI PERSONAGGI FIGLI DEI TEMPI E DI UN DECLINO SEMPRE PIÙ VISIBILE DELLA NOSTRA SOCIETÀ" – LA PRESA DI DISTANZA DAI “CAPELLONI” DI BERGAMO E BRESCIA, DAGLI “ZINGARI” DI PESCARA E DALLA “COLORITA DECADENZA DEI NOSTRI CUGINI”...

Matteo Pinci per la Repubblica

 

 

DECALOGO IRRIDUCIBILIDECALOGO IRRIDUCIBILI

Esiste un dress code per entrare a Wimbledon, il tempio londinese del tennis: persino per giocarci bisogna stare attenti a non violare norme rigidissime, come sanno le tenniste costrette negli anni a cambiare reggiseno perché quello che portavano non era bianco. Da qualche giorno esiste un dress code pure per entrare in curva. In quella laziale, almeno.

 

Che non sarà Wimbledon, ma forse non a caso tradisce da sempre una certa vocazione "british". Sugli smartphone di tanti tifosi della Lazio, da qualche ora, rimbalza un opuscolo, firmato dal gruppo degli "Irriducibili", distribuito domenica pomeriggio all'interno dell'Olimpico.

 

Un decalogo, con tanto di illustrazione, su come vestirsi per andare a tifare per Immobile e Parolo: "Lo stile esteriore è sempre stato lo specchio di ciò che rappresentiamo", descrive orgoglioso il "manifesto", prendendo le distanze "dai capelloni di Bergamo e Brescia", dalla "colorita decadenza dei nostri cugini", inteso come romanisti. Persino, con una vena di discriminazione tutt'altro che accennata, dagli "zingari di Pescara".

CURVA NORDCURVA NORD

 

A render necessario, quasi indispensabile, un distinguo da tutta questa marmaglia, il fatto che "nella nostra curva cominciano ad affacciarsi personaggi figli dei tempi e di un declino sempre più visibile della nostra società". Inevitabile allora per chi ne tiene le fila intervenire: con un messaggio "moralizzatore" ben descritto dal volantino.

 

Nell'immagine sul retro del foglietto, bianco con testo in azzurro perché "lo stile esteriore" è importante ma i colori sociali di più, compaiono allora i disegni nemmeno troppo stilizzati di due figure: da una parte, il "vero" laziale. Che veste rigorosamente "casual", e quindi indossa, come da didascalie accanto al disegno, "cappello di cachemire o cappello del gruppo", al massimo "da baseball con visiera curva".

 

Occhiali da sole solo Ray-Ban o Persol, giubotti come bomber, militari, oppure di marche specifiche: ovviamente, in stile casual. Scarpe New Balance o Clarks, con tolleranza verso le Adidas. Insomma, da pariolino, o al massimo di "Roma nord": il tipo da aperitivo a Ponte Milvio, ecco. Arricchito ovviamente dalla sciarpa: del gruppo - dunque, degli Irriducibili, come si vede dalla sigla "Irr" nel disegnino - o del merchandising ufficiale della Lazio.

SCIARPA ROMASCIARPA ROMA

 

Non delle bancarelle, come quella che invece indossa, legata in vita (e con la scritta, tipicamente romanista, "che dio ve furmini"), l'immagine del tifoso che in Curva Nord rigettano. Lo indicano sotto la scritta "Gli altri", per esser chiari. E sono quelli con i capelli con il "doppio taglio, il "bananone" (ossia il ciuffo all'indietro) o le scritte. E poi, quelli che portano "occhiali enormi oro e argento, i piumini con colori sgargianti, tuta o o pantaloni col cavallo basso", magari tenuti alzati sulla caviglia con il risvoltino. E ancora, i calzini di spugna, scarpe con il carrarmato, o le borchie. Insomma, per il "coatto" in Nord non v'è posto. 

OSHO LAZIOOSHO LAZIO

 

Il problema è che le foto di quel foglietto sono finite pure sui telefoni degli "odiati" romanisti. E sfortunatamente quel così accurato sfoggio di identità, si prestava anche moltissimo a diventare materia di sfottò tra tifosi: e quindi l'omino del volantino, il "vero" laziale, s'è ritrovato protagonista di locandine reinterpretate ("Il laziale veste prada"), di immagini simboliche, di viaggi lunari stile "trova l'intruso".

 

Con grande rammarico di tutti quegli ultrà che da anni discutono di come si debba vestire un tifoso vero. Nel 2006, quello del dress code da curva era diventato addirittura un argomento su cui si dibatteva nei blog degli ultrà di mezzo mondo. Innescando uno scontro fra titani: da una parte la vecchia filosofia del "portare sempre la maglia del club" (ufficiale, ça va sans dire), dall'altra il dilagante stile casual da trasformare nella "uniforme" da stadio.

 

E si rischiava persino l'incidente diplomatico sul mitico cappellino Burberry (sarà per questo che non lo producono più?). Di certo, il volantino evoca un po' quegli strani inviti per feste a tema: ora non resta che scegliere se andare in curva vestiti da pariolini o a quel compleanno in stile Anni '70.

LAZIO JUVELAZIO JUVECURVA NORD LAZIOCURVA NORD LAZIOCURVA NORD AL DERBY CURVA NORD AL DERBY polverini in curva nord polverini in curva nord NANI ALLA LAZIONANI ALLA LAZIO

 

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...