valediouf

VOLLEY, FORTISSIMAMENTE VOLLEY! - LA BELLISSIMA VALE DIOUF E L’ITALIA VISTA DA LASSU’: "ERO UNA DIVERSA, UNA CON LE MISURE SBAGLIATE. OGGI DEL MIO CORPO NON MI VERGOGNO PIU’" - SE LA DEFINISCONO BALOTELLI AL CONTRARIO SI ARRABBIA

Emanuela Audisio per “la Repubblica”

valentina dioufvalentina diouf

 

Ha 22 anni. Se non volete farla arrabbiare non la definite una Balotelli all’incontrario. Valentina Diouf gioca a volley, è attaccante della nazionale azzurra. E anche il futuro di un’Italia che cambia. Si è confessata ad Andrea Schiavon in un libro che esce domani (Quando sarai grande, Mondadori). E che racconta la fatica di chi cresce (in altezza) in fretta. E non si ritrova più.

 

Una Cenerentola senza scarpina?

«Il principe azzurro non avrebbe fatto fatica a individuarmi. Di piede porto il 47. Sono alta 2.02. Da ragazzina sono cresciuta 7 centimetri in un mese. E non mi sono più ritrovata: a letto, nei jeans, nella vita. Se tiravo il lenzuolo sulla faccia, spuntavano i piedi. Ero una diversa. Una dalle misure sbagliate.

 

M’ingobbivo per entrare nelle foto, ma il mio corpo non mi permetteva di essere una bambina. Avrei voluto urlare: sono alta, non grande. Non era una crescita, ma una metamorfosi. Ho fatto fatica ad accettarmi: dai 7 ai 17 anni ho lottato con i miei capelli che volevo lisci. Giorni interi a stirarli. Per questo ho tutti i diritti di dire agli adolescenti: non aggiustatevi, andate bene così».

 

Solo questo?

DIOUF LIBRODIOUF LIBRO

« No. Vorrei aggiungere: lo sport cura molti mali, ma non li guarisce tutti. Io sono cresciuta senza papà, che si è allontanato quando avevo due anni, è andato in America. E anche questo crescere senza mi ha fatto sentire diversa, avevo un buco dentro, che non riuscivo a riempire, che mi dava conflittualità e insicurezza. Per tanto tempo l’ho scansato, poi un giorno l’ho affrontato. Ho fatto quella telefonata,vomitando di tutto: io mi sono sempre sentita una figlia, tua figlia, ma tu sei proprio sicuro in questi dodici anni di essere stato un padre? Ho pianto, ma ho tirato fuori tutto».

 

Suo padre, Serigne, è senegalese.

«Di Mbacké a 200 chilometri da Dakar, verso il mare. Mi chiedono tutti: ti senti africana?

No, sono italiana, anzi milanese, di Settimo, parlo in dialetto. Non rinnego le mie radici, sono stata in Senegal, e ho trovato paesaggi magnifici, anche se certi aspetti delle città, come i fili elettrici scoperti, mi piacciono meno. Ma quella parte lì, dentro di me, è ancora poco conosciuta.

 

E da poco papà mi ha raccontato del suo arrivo a Roma a fine anni Ottanta, delle sue difficoltà, ha anche dormito alla stazione Centrale di Milano, prima di potersi iscrivere all’università. Per me sono esperienze sconosciute, nessuno mi ha mai sbattuto una porta in faccia. Anzi, sembra quasi che tutti mi scambino per bianca».

 

In che senso?

VALENTINA DIOUFVALENTINA DIOUF

«C’è gente che mi ha fatto dei commenti negativi e piuttosto volgari su una giocatrice nera. E mi chiedo: possibile che non si accorgano del colore della mia pelle? Possibile che non capiscano che dicendo quelle cose offendono anche me?

 

Ma sono sicura che quei commenti erano genuini e non diretti a me, non volevano farmi male. Se l’Italia si è affezionata a me, razza mista, e mi tratta da sua figlia, lo considero un passo avanti. La prova che nel nostro Paese qualcosa è cambiato».

 

Che altro le fa male?

«Vedere lo spazio che i media dedicano al calcio. Troppo. Non ce l’ho con i calciatori, la pressione quotidiana su di loro è enorme, ma in Italia non dare agli altri sport la possibilità di esistere non è giusto ».

 

Fiocco, il suo soprannome.

«Me l’hanno dato l’allenatore Davide Mazzanti e Francesca Piccinini. Per dire che ero come un fiocco di neve che si adagia a terra. Bello, ma lento. Anch’ io ho iniziato a giocare a pallavolo guardando in tv Mila e Shiro. La prima volta che mia mamma, Silvia, è venuta a vedermi, si è messa a ridere, e mi ha detto: sembri una giraffa che piega le zampe per bere. Tanto ero poco agile e fuori tempo.

DIOUF TATUAGGIODIOUF TATUAGGIO

 

Nel mini- volley le piccole, le bonsai, mi schiacciavano in faccia, mentre io cercavo di mettermi al posto giusto. Questo racconto nel libro: la fatica nel riuscire a non vergognarsi più di un corpo. E di non essere la sola che si deve raggomitolare nella vasca da bagno».

 

Lei è una casalinga ossessiva.

«Ah sì, ecco, pulisco, disinfetto, ho le mie ossessioni, non sopporto lo sporco, e sulle pulizie non temo confronti. Anche se il mio mito è Audrey Hepburn, fisicamente all’opposto. Il tatuaggio che ho sotto il seno è: joie de vivre . Rappresenta il mio approccio al mondo. Quello che ho sulla schiena è una mano dove ci sono religioni diverse, segno di culture differenti».

valentina diouf 4valentina diouf 4

 

Davanti al “panvocalica” e “ortoalfabetica” è rimasta male.

«Sì. A me? Non sapevo se dovevo arrabbiarmi. Mi ha definito così Stefano Bartezzaghi, perché Valediouf è un nome che ha tutte le vocali dell’alfabeto e anche in ordine. Quanto all’amore sono una pendolare visto che io e il mio fidanzato Maurizio Vorzillo, anche lui pallavolista, ci inseguiamo per l’Italia».

 

Pennetta lascia a 33 anni.

«Fa bene. Ci vuole una buona dose di coraggio per una scelta così. Ma a un certo punto bisogna dire basta e fare altro. Chi fa sport ad alto livello vive in un altro mondo, non si rende conto che fuori c’è un’altra vita, con altri ritmi e stimoli. Non bisogna avere paura di smettere e di crescere».

valentina diouf 2valentina diouf 2valentina diouf 6valentina diouf 6valentina diouf 3valentina diouf 3

 

Ultimi Dagoreport

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…

fagnani mentana corsini cairo

DAGOREPORT - DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE PIRANDELLO, VISTO L'EGO TARANTOLATO DI CHICCO MENTANA, IL 71ENNE PENSIONATO MA CON NESSUNISSIMA VOGLIA DI RESTARE ‘’PRIGIONIERO DEI COMUNISTI DE LA7'', E DELLA 48ENNE “BELVA” FRANCESCA FAGNANI, IN ROTTA CON LA RAI – SE IL PROGETTO DEL MAGNATE GRECO KYRIAKOU A CUI LAVORAVA IL CHICCO MACINATO PER LA NASCITA DELLA "CNN ITALIANA" NON SI SA BENE DOVE SIA FINITO, HA PERSO QUOTA L'IPOTESI DI UN RITORNO A MEDIASET AL POSTO DEL CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA. L’ULTIMA INDISCREZIONE È SKY ITALIA – SE MENTANA VUOL CHIUDERE CON CAIRO, LA FAGNANI VUOLE CHIUDERE "BELVE" PER MANCANZA DI “BELVE”: GLI OSPITI DI RICHIAMO SONO FINITI O PRETENDONO UNA MONTAGNA DI SOLDI - SI SONO ACCAVALLATE VOCI DI UNO SBARCO DELLA FAGNANI A MEDIASET, TIRANDO IN BALLO IL SUO BUON RAPPORTO CON MARIA DE FILIPPI. MA FINCHÉ LA DISCOLA DEL GOSSIP HA UN CONTRATTO CHE LA LEGA ALLA RAI FINO AL 2027, BUSSA ALLA PORTA LA MESSA IN ONDA DELLA NUOVA STAGIONE DI “BELVE”, IL 20 OTTOBRE - QUELLO CHE È CERTO È CHE SIA IL CHICCO CHE LA CHICCA SONO IN UN LIMBO, CON UN MERCATO SULLA CARTA ESISTENTE MA CON MILLE INCOGNITE REALI...

guerra russia ucraina vladimir putin volodymyr zelensky donald trump

DAGOREPORT – NON FATE LEGGERE A TRUMP L’ANALISI DELL’EX DIRETTORE DEI SERVIZI BRITANNICI, JOHN SAWERS, CHE SUL “FINANCIAL TIMES” SENTENZIA: “NON CI SARÀ NESSUNA TREGUA TRA MOSCA E KIEV FINO AL 2027”. IL TYCOON HA LE ORE CONTATE: DEVE TROVARE UN ACCORDO PURCHÉSSIA ENTRO NOVEMBRE, QUANDO I CITTADINI AMERICANI SARANNO CHIAMATI A VOTARE PER LE ELEZIONI DI METÀ MANDATO - UNA SCONFITTA DEL “DERAGLIATO MENTALE” DELLA CASA BIANCA È PRATICAMENTE CERTA. A MENO CHE NON RIESCA A CHIUDERE LA GUERRA IN EUROPA E FAR DIMENTICARE IL DISASTRO MILITARE AMERICANO IN IRAN – PUTIN NON CEDE AD ALCUN COMPROMESSO, E ZELENSKY LA VEDE “NERA” PER IL FUTURO…

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO