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CASSANO NO LIMITS - "NON SONO NE’ PAZZO, NE’ DEPRESSO. A VERONA NON MI TROVAVO BENE E SONO ANDATO VIA. SE NON ARRIVA LA CHIAMATA DI ENTELLA O CAGLIARI, SMETTO. POTREI FARE IL DIRETTORE SPORTIVO - LO SCUDETTO? SPALLETTI E’ UN GENIO, CE LA PUO’ FARE. ALL’INTER NON SERVIVA SABATINI. DYBALA NON E’ DA BARCELLONA' - E POI PARLA DI BONUCCI, DEI “SOLDATINI” DELLA JUVE E DELLA TRECCANI...

Filippo Di Chiara per la Gazzetta dello Sport

CASSANO MARCIALISCASSANO MARCIALIS

 

Il suo bar preferito in zona Quinto, la cerchia di amici ristretti ad ascoltarlo. «Al Real giocavo con Beckham e Zidane e arrivai lì per sostituire Figo e Owen». Il tono di voce di Antonio Cassano manifesta orgoglio. Ma anche la (onesta) consapevolezza che quei tempi, a 35 anni compiuti, siano andati.

 

Cassano, si ritiene ancora un calciatore? Non mette piede in campo da 474 giorni.

«Troppi. Il derby dell' 8 maggio e poi basta. Chi sa giocare può anche stare fermo però mi sono dato un termine. Se non arriva la chiamata giusta entro settembre smetto. Sono senza agente: chi mi vorrà saprà come contattarmi».

 

Quali squadre potrebbero convincerla a rientrare?

«Entella o Cagliari. In questo momento nient' altro».

CASSANO PAZZINICASSANO PAZZINI

Perché?

«Con Gozzi ho un rapporto che va al di là del calcio. A gennaio c' era stata una stretta di mano però poi non me la sono sentita di andare in B. L' ho spiegato anche a lui, mi ha capito. E lo ringrazio. Ora sono pronto: portare in A l' Entella diventerebbe il mio sogno. A Cagliari invece ritroverei Tibaudi, il mio preparatore storico: lui sa come allenarmi. E poi io amo la Sardegna e la sua gente, ci vado in vacanza ogni anno. Con Giulini c' è stima e simpatia reciproca».

 

Giusto un mese fa il suo addio al Verona. E' pentito?

CASSANO MARCIALISCASSANO MARCIALIS

«No. Non era scattata la scintilla. Dopo 3-4 giorni ho detto a Pecchia che volevo andare via, mi sentivo come un pesce fuor d' acqua: tutti giovani, non era l' ambiente ideale per me e ho preferito lasciare subito e non a campionato iniziato. E' non è un problema fisico: in 15 giorni avevo perso 7 chili. Basta chiedere al Verona: i risultati dei test sono lì. A 25 anni avevo un' altra forza fisica e mentale, a 35 non ce l' ho fatta a ripartire completamente da zero. A Verona mi sentivo un alieno. Ma non ho mai pensato di lasciare il calcio davvero. Questo è il mio mondo».

CASSANO PAZZINICASSANO PAZZINI

Cassano è impazzito. Cassano è depresso. Cassano non è un buon esempio per i giovani. Qual è la verità?

«Cassano è un uomo felice. Molto felice».

 

Nel bar fanno capolino sua moglie Carolina e i due figli, Christopher e Lionel.Li stringe a sé in un soffocante abbraccio pieno d' amore.

«Guardi, le pare che io possa essere depresso? I figli e la famiglia vengono prima di ogni cosa. Non sono né pazzo né depresso, sono coerente: a Verona non mi trovavo bene e sono andato via. Non ho mai preteso di dare insegnamenti morali ai giovani ma verrò ricordato come un grande calciatore, ne sono certo. E poi...».

E poi?

MORANDI CASSANOMORANDI CASSANO

«Quanti calciatori sono citati nella Treccani? Io ci sono. Lo sa che nel film "Notte da Leoni" c' è un scimmia che sfoglia un quotidiano russo: su quel giornale in prima pagina c' è Cassano» .

 

Chi le è stato vicino del mondo del calcio in questo mese?

«Ne cito soltanto tre. Allegri, Ausilio e Palmieri. E ho ricevuto una telefonata speciale: quella di Urbano Cairo. Mi ha detto: "Ti stimo come persona e come calciatore". Se un presidente come Cairo mi chiama solo per dirmi questo significa che in questi anni qualcosa di buono l' ho fatta, sia in campo che fuori».

CASSANOCASSANO

E' l' estate dei certificati medici.

 

Lei ne ha mai presentato uno per andare via?

«I controlli medici sono una cosa importante e mi fa piacere che siano diventati più seri: io sono in vita grazie al dottore del Milan, Tavana. Comunque per andare via da un posto ho sempre agito in prima persona, assumendomi la responsabilità, non mi sono mai nascosto dietro un foglio di carta».

Domani c' è la sua partita: Roma-Inter.

«Tiferò Inter e credo vincerà.

In panchina l' Inter quest' anno ha un genio: Spalletti. Lui può battere la Juventus che è sempre la più forte. In nerazzurro ho giocato solo un anno ma sono rimasto interista dentro.

CASSANO PAZZINICASSANO PAZZINI

Icardi o Dzeko? Dzeko gioca a calcio e segna, Icardi lavora poco per la squadra. Schick? E' più forte di Dybala e per le sue caratteristiche gli consiglio di andare all' Inter» .

 

Chi vincerà il campionato?

«Dico Inter davanti a Juventus e Napoli. L' Inter ha fatto un mercato intelligente e non aveva bisogno di Sabatini. Skriniar è un fenomeno, mi bastarono pochi allenamenti alla Samp per capirlo. Lui, Borja Valero e Vecino sono colpi di Ausilio».

CASSANO CAROLINA MARCIALISCASSANO CAROLINA MARCIALIS

La Juve senza Bonucci è più debole?

«Bonucci è diventato forte grazie a Barzagli e Chiellini. Piuttosto è grave la partenza di Dani Alves. Ha detto che lo spogliatoio Juve era triste, evidentemente non mi sbagliavo quando dissi che alla Juve erano dei soldatini».

Milan e Napoli?

«Montella è bravo e il Milan ha speso tanto ma San Siro non è per tutti. Il Napoli gioca sempre con gli stessi 11 e ha un solo modulo: troppo ripetitivo, è anche il suo limite».

Chi sono i 3 top player della A? «C' è un campione assoluto, Higuain. Poi gli altri. Sul podio metto Insigne e Dzeko».

E' daccordo con certe valutazioni di mercato?

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«Neymar vale i 220 spesi dal Psg. Se Belotti vale 100 milioni allora Suarez ne vale 500. Pure Dybala ne vale 100? Per me non può giocare nel Real o nel Barcellona».

Insigne è diventato più forte di lei? Dybala alla Juve ha preso la 10, Lorenzo è stato accostato al Barcellona: è pronto per ereditare la 10 di Maradona?

«Io e Lorenzo siamo molto amici ma ero più forte (ride...) e siamo diversi: io tutto estro e fantasia e svariavo nel campo, lui ha necessariamente bisogno della fascia, di giocare in un 4-3-3 largo a sinistra. I numeri non dicono nulla: prendere la 10 di Maradona gli creerebbe solo problemi».

 

CASSANO CAROLINA MARCIALISCASSANO CAROLINA MARCIALIS

Il 2 settembre c' è Spagna-Italia per le qualificazioni Mondiali.

«Spero di sbagliare ma sarà durissima».

Per il futuro l' Italia è ben rappresentata dalla generazione di Bernardeschi e Berardi?

«No. Nel 2003 quando arrivai in azzurro gli attaccanti erano: Cassano, Totti, Del Piero, Vieri e Inzaghi. C' è una bella differenza credo».

 

Totti domenica ha debuttato da dirigente.

«Che impressione vederlo in giacca e cravatta. Doveva giocare ancora. Anche Buffon, vada avanti: è il numero uno» Quando avrà smesso di giocare cosa farà?

«Rimarrò comunque nel mondo del calcio e potrei fare il direttore sportivo».

Si metta subito alla prova. Immagini di essere uno sceicco con disponibilità economica illimitata. Che squadra farebbe?

(Cassano ha un lampo negli occhi e in pochi minuti traccia il suo 11 per il 2017-2018). «4-2-3-1. Neuer, Dani Alves, Sergio Ramos, Hummels e Alaba in difesa. In mezzo Modric e Iniesta.

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Poi Cristiano Ronaldo, Messi, Neymar. Punta Suarez. Allenatore Allegri».

Motivi le sue scelte.

«Neuer è il portiere più forte di tutti i tempi. Dani Alves dà qualità come nessun altro, con Sergio e Hummels non si passa e Alaba ha passo. In mezzo Modric e Iniesta: Andrés forma con Messi e Xavi il trio di più forti per me. Ronaldo è una macchina perfetta, Messi il più grande, Neymar lo metto ma ha fatto un errore ad andare al Psg. Suarez è il 9 più forte del mondo» .

 

C' è un solo italiano. Allegri.

«Il ruolo più delicato. Lo merita: gestisce alla perfezione i fenomeni. Dà due-tre indicazioni e poi spazio alla tecnica».

CASSANO MUTANDECASSANO MUTANDE

In questi giorni si sta allenando?

«Vuol sapere quanto peso? 88 chili. Corro, niente pallone. Ma la tecnica non si dimentica».

Insomma siamo vicini all' addio?

«Spero proprio di no però chi mi vuole faccia in fretta». E saluta con un bel sorriso. Come quello dei tempi migliori. Perché Cassano è davvero un uomo fe

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