VOLA IL GABBIANO JONATHAN: NEL CICLISMO SU PISTA RECORD E ORO MONDIALE DI JONATHAN MILAN NELL'INSEGUIMENTO A SHANGHAI - MEDAGLIA DI BRONZO A GANNA CHE PASSA COSÌ IL TESTIMONE ALL'EREDE E COMPAGNO DI NAZIONALE CHE L'HA SEMPRE VISTO COME UN IDOLO DA IMITARE – IL FRIULANO JONATHAN, CHE SI CHIAMA COME IL GABBIANO PROTAGONISTA DEL CELEBRE BESTSELLER DI RICHARD BACH, LETTURA PREFERITA DALLA MAMMA IN GRAVIDANZA: “NON PENSAVO DI ARRIVARE AL RECORD. HO DATO TUTTO. SONO DAVVERO FELICE” – VIDEO
Daniela Cotto per la Stampa - Estratti
«Non pensavo di arrivare al record. Sono davvero felice». È d'oro il sorriso di Jonathan Milan, campione e recordman mondiale di ciclismo su pista. Un fulmine nel modernissimo impianto di Shanghai con il tempo di 4'00"769, sufficiente per dominare il danese Frederik Madsen, argento, e battere Filippo Ganna che si prende la medaglia di bronzo e cede il testimone all'erede e compagno di Nazionale che l'ha sempre visto come un idolo da imitare (tra poco i due saranno insieme alla Lidl-Trek nelle corse su strada).
Il nuovo re, 26 anni, di Buja, iridato e primatista già nel 2024 a Ballerup in Danimarca, con il tempo di 3'59"153, torna in alto. E migliora il record del mondo ritoccandolo a 3'58"850, primo a scendere sotto i 3'59".
Un successo che certifica la sua grandezza nel velodromo, un luogo che è casa e gli regala energia e conferme.
«Ho dato tutto».
Vola alto Jonathan, come il gabbiano protagonista del celebre bestseller di Richard Bach, lettura prediletta in gravidanza da mamma Elena. Un nome scelto per far sì che questo figlio tanto amato crescesse libero e indipendente, capace di districarsi anche nei momenti più duri. Obiettivo raggiunto. Il "gigante" - 1,93 di altezza - è oggi uno dei grandi protagonisti del ciclismo internazionale. Ma, nonostante questo, è profondamente legato alla sua terra, il Friuli.
Patria di campioni e di grandi appassionati di bicicletta. Come papà Flavio che correva con Simoni e Pantani, e nonno Eligio che, nella sua formazione, ha avuto un ruolo importante. «Mi ha sempre accompagnato agli allenamenti, voleva che potessi realizzare il mio sogno. Sono fortunato, il mio è un paese di ciclisti».
Il neo campione del mondo è cresciuto lì, pedalando sulle strade nei dintorni di Buja. Prima con la mountain bike, poi su strada nel team Friuli, culla di talenti delle due ruote. Jonathan è un gran lavoratore. Si divide tra allenamenti e palestra. I suoi hobby sono legati al territorio e alla natura: abbandonato lo skate, cammina in montagna e va in Vespa per godersi i colori del cielo.
È stata proprio la pista - team allora affidato al ct Marco Villa, cuore e anima del quartetto - a lanciarlo ai Mondiali di Berlino nel 2020, quando vinse il bronzo nell'inseguimento a squadre. (…)


