mancini cr7 dybala

“IL PROBLEMA CE L’HA ANCHE IL PORTOGALLO, SE PASSA CON LA TURCHIA, PERCHÉ DOVRA' RIUSCIRE A BATTERCI” – ZAZZARONI E L’OTTIMISMO DI MANCINI SUI PLAYOFF MONDIALI – SU DYBALA: "È LA COSA PIÙ VICINA A BAGGIO, SIMILE ANCHE NEL DESTINO, IL SUO VLAHOVIC SI CHIAMAVA DEL PIERO..." – L'AD DELLA JUVE ARRIVABENE: “IO POCO CHIARO? LO SONO STATO FIN TROPPO” 

Ivan Zazzaroni per www.corrieredellosport.it

 

roberto mancini

Passiamo da una scadenza all’altra con impressionante disinvoltura. Bruciamo emozioni nel giro di pochissimo tempo: indignazione , delusione, rabbia , soddisfazione e euforia hanno identici e rapidissimi tempi di assorbimento. Pensavamo che non ci saremmo ripresi dal fallimento del 2018 e invece, cadute testoline e testolone, siamo subito ripartiti per conquistare un Europeo che mancava da oltre mezzo secolo.

 

 

Ora ci ritroviamo alle prese con la prospettiva di un nuovo fallimento. Se dovesse andar male anche stavolta, mangeremmo un altro quintale di merda , ma sopravviveremmo; beninteso, riducendo pretese, aspettative e posti Champions, da quattro a tre in due anni.

 

Non sopporto i pessimisti e le cassandre: preferisco gli ottimisti o, alla peggio, i realisti. Quando sento Mancini ripetere che ci qualificheremo e a dicembre vinceremo il Mondiale, so che fa sul serio e applaudo . Al Palasport di Bologna per Italia-Islanda di basket, lo presi da parte e alle mie perplessità rispose « guarda che il problema ce l’hanno anche i portoghesi, se passano con la Turchia, perché dovranno riuscire a batterci».

SANTOS CRISTIANO RONALDO

 

Avranno tempi più lunghi del solito le emozioni generate dall’addio della Juve a Dybala. Secondo Paul Auster, la memoria è lo spazio in cui le cose accadono per la seconda volta : in effetti, quando Arrivabene ha annunciato che avrebbero fatto a meno di lui, sono tornato indietro di 27 anni. Paulo è la cosa più vicina a Baggio che abbia visto dal 16 maggio 2004 a oggi , fin troppo simile anche nel destino.

 

Ricordo ogni momento e le tensioni dell’estate del ’95 . Roby aveva 28 anni e 4 mesi, c ome Paulo oggi: al Divino mancava però ancora un anno di contratto. Il suo Vlahovic si chiamava Del Piero, la Juve l’aveva già in casa. Era, quella, un’altra Juve, le casse non erano vuote e spendere (bene) si poteva ancora, presidente era il padre di Andrea Agnelli, Umberto; Moggi, Giraudo e Bettega i dirigenti. Che, per ragioni non troppo diverse dalle attuali, aveva no scelto di rinunciare al Pallone d’oro del ’93 promettendolo all’Inter. Superate le prime 48 ore di rabbia e frustrazione, Baggio aveva reagito alla Baggio. Macché Inter: Milan, «mai dove vogliono mandarmi loro!» .

fotomontaggio di dybala con la maglia del barcellona 3

 

Dispiacere e mortificazione sono oggi compagne di Dybala : non si aspettava un finale del genere, specie dopo gli accordi di ottobre, e non ha saputo o voluto cogliere i segnali lanciati da Arrivabene negli ultimi mesi. «Quando abbiamo speso quella cifra per Vlahovic investendo su talento e età » sono parole del “ parsimonioso bresciano ” che da semplice tifoso e consigliere figurava tra i dybalisti più convinti «era chiaro, ma nessuno lo ha voluto capire, che qualcuno sarebbe dovuto partire. In realtà più di qualcuno». Perché questa Juve non può più permettersi vizi e stravizi: è costretta, come altri, a fare conti freddi e precisi rischiando di risultare ancor più cinica .

 

Ieri, dopo quarantotto ore di decompressione, ho inseguito altre scomode verità di Arrivabene, che l’ha risolta così: «Quando vengono riportate certe affermazioni mi faccio una risata, anche se ci sarebbe poco da ridere...Il tema del parametro zero, poi, è svolto da alcuni con sospetta e fuorviante sufficienza. Per dire, non vale per Donnarumma, ma vale per Dybala? Parametro zero significa che il costo del giocatore è stato interamente ammortizzato. Ho letto anche che sarei stato poco chiaro? Lo sono stato fin troppo. A furia di messaggi in codice calcistico va a finire che le cose dette chiare non le capisce più nessuno. La Juventus, per me, viene prima di tutto e tutti. So bene che non cambierò il calcio, ma so altrettanto bene che il calcio non cambierà me ».

ARRIVABENE

 

PS. Lorenzo Vendemiale de il Fatto, posta ti gli screenshot degli articoli di Paolo Franci di QN e del sottoscritto, segnala «l’impressionante soccorso azzurro al presidente Gravina di giornali e giornalisti a lui vicini per farci sapere che in caso di disastro mondiale non si dimetterà».

 

Non posso rispondere per conto di Franci, che non ho il piacere di conoscere: per quel che mi riguarda, dico che mi piace scegliere sempre per primo. E espormi: non faccio mai nulla di nascosto, né conto terzi.

IVAN ZAZZARONIzazzaroni dybala

Ultimi Dagoreport

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)