immobile sarri

UN ALTRO CIRO DI GIOSTRA – ZAZZARONI: "SARRI SUGGERISCE A IMMOBILE DI MOLLARE LA NAZIONALE, DAL MOMENTO CHE L'HANNO ELETTO A CAPRO ESPIATORIO MA CIRO NON DEVE LASCIARE L’AZZURRO, È ANCORA, E DI GRAN LUNGA, IL MIGLIOR CENTRAVANTI ITALIANO. HA SOLO 32 ANNI, COMPIUTI A FINE FEBBRAIO, E HA ALL’ATTIVO 15 GOL IN 55 PARTITE, SEI PIÙ DI TOTTI, IN 58, MA ALTRO RUOLO" (SIAMO MESSI MALE CON I BOMBER SE NON POSSIAMO RINUNCIARE A UN 32ENNE) - "SARRI HA DETTO CHE DOPO l’ELIMINAZIONE HA SENTITO UNA MONTAGNA DI CAZZATE? CARO MAURIZIO, SIAMO TUTTI COLPEVOLI…"

Ivan Zazzaroni per il Corriere dello Sport

 

 

immobile sarri

Fossi in lui saprei cosa fare. Parto da qui, dall’invito che Sarri ha indirettamente rivolto al “suo” Immobile. Chi ha ascoltato le parole dell’allenatore della Lazio ha tratto una sola conclusione: Maurizio gli suggerisce di lasciare la Nazionale, dal momento che l’hanno eletto a capro espiatorio: colpevole del reato di sottrazione di Mondiale.

 

Per la verità, se c’è un’occasione in cui Immobile è stato attaccato di meno o, alla peggio, come gli altri, questa è proprio lo spareggio con la Macedonia del Nord, una sconfi ta inaccettabile, ancora indigeribile, che ha molti padri, a cominciare da Mancini, passando per Insigne, Berardi, Barella e Donnarumma, fino a investire Jorginho per i mai dimenticati rigori sbagliati con la Svizzera.

 

È vero, però, che critica e pubblico non hanno mai risparmiato appunti al Ciro azzurro, neppure durante e dopo l’Europeo vinto, rimproverandogli l’incapacità di ripetere in campo internazionale quello che ogni anno gli riesce in campionato. Contro la Macedonia Ciro era visibilmente teso: ha provato in tutti modi, anche i più goffi, a risolverla da solo e il risultato è stato pessimo.

sarri

 

Trovo trascurabile la spiegazione-giustificazione che la Nazionale di Mancini gioca un calcio che non lo favorisce, puntando su costruzione e palleggio e limitando le ripartenze, il territorio di caccia preferito da Ciro. Poiché c’era anche nel 2017 con Ventura. Ciro non deve lasciare la Nazionale, è ancora, e di gran lunga, il miglior centravanti italiano. Ha soltanto 32 anni, compiuti a fine febbraio, e nonostante le numerose difficoltà incontrate ha all’attivo 15 gol in 55 partite, sei più di Totti (in 58, ma altro ruolo).

 

Con 15 centri è il miglior marcatore in attività - come ha ricordato Massimo Perrone - ma “solo” diciottesimo nella all time, tuttavia 13 di quei 15 li ha segnati negli incontri ufficiali, qualificazioni europee e mondiali, più i 2 a Euro 2021. E se si escludono le amichevoli la classifica cambia notevolmente, perché il Nostro conta più gol di Toni, Vialli, Gilardino, Paolo Rossi, Graziani, Baloncieri e addirittura Piola, che di “ufficiali” ne realizzò 12 (su 30). In questa graduatoria, comandata sempre da Riva (a quota 27), Immobile sarebbe nono a quota 13, insieme a Meazza e Bettega.

milan lazio sarri

 

 

Torno a Sarri. Ha detto che dopo l’eliminazione dell’Italia ha sentito e letto una montagna di cazzate, sottolineando che il vero problema è la mancanza di strutture degne. Ha ragione: sono anni che leggiamo e ascoltiamo, e fors’anche scriviamo, montagne di cazzate sul calcio italiano e sulla sua (nostra) crisi. Alle quali, purtroppo, fatti, rimedi e soluzioni non seguono mai. Il guaio è che gli autori dei testi appartengono a tutte le categorie: presidenti, dirigenti, agenti, allenatori, calciatori, in e ex, e commentatori.

 

Con tutto l’affetto e la stima che nutro per Maurizio, gli ricordo che è da anni - dalla stagione napoletana in cui nacque il Sarrismo - uno dei fornitori di parole più richiesti, più ascoltati, più originali, più spiazzanti, più propalati, più accettati. Noi lo leggiamo perché dice cose divertenti, cazzate incluse. Per essere utile davvero suggerisca, anzi imponga l’aggiornamento delle strutture ai club nei quali presta servizio. Eviti, comunque, di cercare a sua volta un posto fra gli opinionisti che le sparano grosse.

 

ciro immobile 9

Viviamo nel paese dei balocchi, ognuno difendendo il proprio orticello: quand’era al Chelsea avrà sentito parlare di “nimby”, Not In My Back Yard, “non nel mio cortile”, purtroppo non cambiamo nemmeno quando il giocattolo più bello lo tolgono a tutti, per due volte di fila, e ognuno continua ad accusare il prossimo. Titolo del film: “Siamo tutti colpevoli".

IVAN ZAZZARONI

ciro immobile 7ciro immobile 8

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…