buttafuoco giuli meloni zelensky

“LA RUSSIA ALLA BIENNALE? COSÌ RAFFORZA PUTIN, TRASFORMARE IN ARMI FESTIVAL D’ARTE NON AIUTA MAI” – ZELENSKY AUMENTA LA PRESSIONE SUL PRESIDENTE DELLA RASSEGNA VENEZIANA PIETRANGELO BUTTAFUOCO CHE HA RIAPERTO LE PORTE DELLA BIENNALE A MOSCA NONOSTANTE LA CONTRARIETA’ DEL MINISTRO GIULI E DEL GOVERNO ITALIANO - IL FILO-PUTIN SALVINI FA IL CONTROCANTO: “È GIUSTO CHE MOSCA CI SIA” - MELONI, CHE NON HA ANCORA DECISO SE PARTECIPARE ALL’INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA, NON VUOLE PIU’ VEDERE BUTTAFUOCO NEANCHE IN CARTOLINA. E DA FDI METTONO IL CARICO: “LA SUA GESTIONE WOKE È UNA DELUSIONE PER LA MAGGIORANZA” – LA COMMISSIONE UE MINACCIA DI TOGLIERE I 2 MILIONI DI EURO DI FINANZIAMENTI…

Serena Riformato per repubblica.it - Estratti

 

«Trasformare in armi sport, musica, cinema e festival d’arte, come la Biennale di Venezia, non aiuta mai». È poco più di un inciso in un’intervista più ampia quello in cui il presidente ucraino Volodymyr Zelensky cita la 61esima esposizione internazionale d’arte che per la prima volta dal 2019 ospiterà un padiglione di artisti russi. Il parallelismo, per il leader di Kiev, «è con i grandi eventi sportivi». Sono strumenti di legittimazione geopolitica per uno Stato paria. Mosca li usa «per rafforzare la propria influenza e dimostrare che non è isolata».

VOLODYMYR ZELENSKY ALLA BBC

 

La firma dell’Ucraina, del resto, era già in calce alla lettera con la quale altri 21 Paesi europei hanno chiesto al presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco di revocare la partecipazione della Russia.

 

La pressione sulla fondazione veneziana è sempre più alta. La Commissione europea anche ieri ha ribadito la sua condanna con una minaccia assai concreta: la Fondazione Biennale, ha spiegato ieri il portavoce Thomas Regnier, potrebbe perdere una sovvenzione di due milioni di euro per un periodo di tre anni.

 

pietrangelo buttafuoco alessandro giuli

Buttafuoco non risponde. Da qualche giorno, tuttavia, il suo ufficio stampa insiste su un aspetto procedurale: «Sono i Paesi che chiedono autonomamente di partecipare alle mostre della Biennale». E così è stato anche questa volta: «La Russia ha comunicato la sua partecipazione» e la Fondazione «ha preso atto».

 

(...9 Il vicepremier Matteo Salvini, intercettato alla Camera, alla domanda di Repubblica sulla decisione di Buttafuoco risponde senza esitazione: «Ha fatto bene, la cultura e lo sport avvicinano, non escludono e non allontanano». Posizione esattamente opposta a quella espressa dal ministro della Cultura Alessandro Giuli che martedì, in un video proprio per la presentazione ufficiale del Padiglione Italia alla Biennale, ha ribadito che lo spazio russo «verrà aperto contrariamente all’opinione» dell’esecutivo.

 

pietrangelo buttafuoco ph andrea avezzu

Nel centrodestra in difesa di Buttafuoco intervengono in pochi. Tra questi, il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, nel cda della Fondazione: «L’istituzione è autonoma, la Russia è un aggressore, ma altra cosa è il popolo russo. Siamo in democrazia, non in una dittatura». A Palazzo Chigi però l’imbarazzo rimane forte.

 

La premier Giorgia Meloni, invitata, non ha ancora deciso se partecipare all’inaugurazione della mostra il 9 maggio – coincidenza infelice con la Giornata della vittoria in Russia. La situazione difficilmente cambierà. Il Cremlino non sembra intenzionato a rinunciare alla vetrina veneziana. E i tentativi di far desistere Buttafuoco – tra i quali una telefonata del presidente della commissione Cultura di Montecitorio Federico Mollicone – sono andati a vuoto. Tra i meloniani il disappunto va oltre l’affaire Russia: «La sua gestione woke in continuità con il predecessore Roberto Ciccutto è una delusione per la maggioranza», commenta un dirigente di FdI.

meloni giuli

 

Buttafuoco non teme la graticola. Chi lo conosce lo racconta, anche in queste ore, fedele a un detto siciliano: “Calati juncu ca passa la china”. Piegati giunco che passa la piena.

 

ASSEDIO ALLA BIENNALE 

Federico Capurso per “la Stampa”  - Estratti

 

Non c'è niente e nessuno, finora, che sia riuscito a convincere il presidente della Fondazione Biennale di Venezia, Pietrangelo Buttafuoco, dell'opportunità di impedire la partecipazione della Russia alla 61esima edizione dell'esposizione d'arte che si aprirà a maggio. Non sono servite le minacce della Commissione europea di chiudere il rubinetto da 2 milioni di euro di finanziamenti.

 

Non lo ha scalfito la lettera di protesta firmata da 22 tra ministri degli Esteri e della Cultura di Paesi europei e dell'Ucraina, né lo ha fatto arretrare la contrarietà di mezzo governo italiano.

giovanbattista fazzolari e giorgia meloni

 

Buttafuoco - racconta chi lo ha sentito in queste ore - si è anzi convinto della necessità di difendere l'istituzione che presiede dalle pressioni politiche. E dunque, di confermare la presenza degli artisti russi a Venezia. 

 

(…)

La Fondazione gode di piena autonomia nelle sue decisioni rispetto alla politica e Buttafuoco non intende aprire una breccia in questo muro. Il ministro della Cultura Alessandro Giuli lo conosce da anni, lo stima, è legato a lui da una sincera amicizia, ma questa situazione va ormai oltre il loro rapporto personale. In questi giorni ha quindi dovuto preparare una rosa di nomi spendibili nel caso in cui Buttafuoco, pur di non cedere, decidesse di dimettersi. È una delle opzioni.

 

Non la preferita del governo, nonostante il solo nominarlo provochi ormai uno spontaneo moto di irritazione in Giorgia Meloni. Giuli vorrebbe invece averlo ancora alla guida della Fondazione, purché si decida a mettere un veto sulla partecipazione di Mosca. La situazione, dice speranzoso a chi gli è vicino, «si può ancora recuperare». 

 

VOLODYMYR ZELENSKY ALLA BBC

Ogni ora che passa, tuttavia, sembra aggravare le cose.

 

La vicenda è già diventata un caso internazionale e questo non fa che aumentare le preoccupazioni del ministro della Cultura, perché senza una correzione di rotta rischiano di aggiungersi altri problemi. Potrebbero ritirarsi gli sponsor. Peggio ancora, quali effetti avrebbe sulla reputazione della Biennale se alcuni tra i Paesi europei, come la Francia o la Spagna, iniziassero a farsi indietro? È un crinale pericoloso.

alessandro giuli tatuaggio

 

Da un lato c'è la difesa dell'autonomia della Fondazione, dall'altro il rischio di macchiare il prestigio della più importante istituzione culturale italiana. Anche per questo il Pd, con la sua capogruppo in commissione Cultura alla Camera, Irene Manzi, chiede a Giuli di riferire in Parlamento e chiarire. 

 

(…)

pietrangelo buttafuocogiovanbattista fazzolari giorgia meloni - foto lapresseSALVINI PUTINSALVINI CON LA MAGLIA DI PUTINpietrangelo buttafuoco presentazione biennale venezia 2026 ph jacopo salvi

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...

gender club degrado roma pina bausch matteo garrone

25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL "DEGRADO", IMMERSO NEL BUIO, SI FACEVA SESSO SENZA IL SENSO DEL PECCATO, IN MEZZO A TUTTI. UNO ‘’SBORRIFICIO” CHE NON HA AVUTO EGUALI E CHE DEMOLÌ I MURI DIVISORI TRA ETERO-BI-GAY-LESBO-TRANS-VATTELAPESCA - PER 9 ANNI, “CARNE ALLEGRA” PER TUTTI. OGNUNO VENIVA E SI FACEVA I CAZZI SUOI, E QUELLI DEGLI ALTRI. IL "DEGRADO'' POTEVA ESSERE RIASSUNTO IN UNA DOMANDA: CHI È NORMALE? - DAGO-INTERVISTA ALL’ARTEFICE DEL BORDELLO: “SCORTATA DA MATTEO GARRONE, UNA NOTTE È APPARSA PINA BAUSCH IMPEGNATA AL TEATRO ARGENTINA. SI ACCENDONO LE LUCI E UNA TRAVESTITA URLO': “AO' SPEGNETELE! IO STAVO A FA’ UN BOCCHINO. NUN ME NE FREGA ‘N CAZZO DE 'STA PINA!”