valter lavitola sigfrido ranucci

UCCI UCCI, SI METTE MALE PER RANUCCI? – SECONDO “DOMANI”, LA POSIZIONE DEL GIORNALISTA POTREBBE CAMBIARE DOPO LA NUOVA CONVOCAZIONE DELLA PROCURA DI ROMA: “UNO STRAVOLGIMENTO CHE DIPENDE DALLE RISPOSTE DELLO STESSO RANUCCI AGLI INQUIRENTI''- PERCHÉ IL 2 LUGLIO, DURANTE LA TESTIMONIANZA AI PM, NON HA PARLATO DEI PERICOLI PROSPETTATIGLI DA LAVITOLA, MANDANTE DELL’ATTENTATO? - SIGFRIDO SAREBBE STATO AVVISATO DAL FACCENDIERE PESCIVENDOLO DEI RISCHI SULLA SUA INCOLUMITÀ DIVERSE VOLTE – I MESSAGGI NELLE CHAT SU SIGNAL TRA RANUCCI E LAVITOLA NON SAREBBERO STATI CANCELLATI A RIDOSSO DELL’ATTENTATO -  AL RIESAME, WALTERINO HA CAMBIATO DI NUOVO VERSIONE: “L’AMICIZIA CON RANUCCI PER ME ERA UN RISCATTO, UNA RIABILITAZIONE. VOLEVO PROTEGGERE SIGFRIDO DA UN ATTENTATO DI CUI AVEVO NOTIZIE…”

Estratto dell’articolo di Enrica Riera e Nello Trocchia per “Domani”

 

SIGFRIDO RANUCCI - FOTO LAPRESSE

Dopo l’udienza del riesame in cui i legali del faccendiere Valter Lavitola hanno chiesto di mitigare la misura cautelare in carcere, spostare il procedimento a Napoli e rendere inutilizzabili i dispositivi sequestrati, il pm Edoardo De Santis ha preso le scale e si è diretto nella stanza del procuratore capo Francesco Lo Voi [...]

 

Il colloquio tra i due, che indagano sull’attentato del 16 ottobre del 2025 contro l’ormai ex conduttore di Report Sigfrido Ranucci, è durato circa 15 minuti: tra le questioni più impellenti c’è la scelta della data entro cui convocare il giornalista Rai.

 

Che in questo mese di settembre, in base a quanto si apprende, varcherà la soglia di piazzale Clodio come persona offesa e subito dopo, a seguito delle valutazioni dei magistrati potrebbe vedere la sua posizione cambiare. Uno stravolgimento che dipende dalle risposte dello stesso Ranucci agli inquirenti: perché quel 2 luglio, durante la testimonianza resa ai pm, non ha parlato dei pericoli prospettatigli dall’«amico» e presunto mandante dell’ordigno?

 

Risulta che l’ex conduttore sarebbe stato avvisato dal faccendiere dei rischi sulla sua incolumità anche altre volte, non solo il 7 settembre dello scorso anno. «Ho detto a Ranucci che c’erano gli israeliani dietro questa cosa (la storia dei cantieri navali di Adria, ndr); ho saputo da fonte israeliana chi fosse l’odiatore e ho avuto la notizia che la camorra non c’entrasse. Ranucci non ci credeva», le parole dell’ex berlusconiano nel corso dell’interrogatorio, così come riportate nella memoria difensiva.

 

attentato fuori dalla casa di sigfrido ranucci a campo ascolano - pomezia

Di tutto ciò, come detto, Ranucci non ha parlato ai pm. E ora dovrà spiegarne il motivo. Nel frattempo, proprio per la storia dei cantieri navali, l’ex conduttore è indagato a Roma dalla pm Nadia Plastina: un’iscrizione che è avvenuta a seguito dell’esposto per diffamazione e calunnia presentato dal parlamentare meloniano Gimmi Cangiano che era stato tirato in ballo [...]

 

Ma torniamo alla bomba. Una bomba d’amore, come ribadito nel corso dell’udienza del riesame dallo stesso Lavitola che ha reso per circa 30 minuti dichiarazioni spontanee. «Ho fatto tutto questo per proteggere Ranucci da un attentato di cui avevo notizie. C’era la necessità di proteggerlo tanto che per due mesi dopo i fatti di ottobre ho chiamato Ranucci per chiedere che la scorta gli fosse rafforzata», quanto sostenuto dal faccendiere collegato in video dal carcere.

 

[...]

Clesio Tavares Gomes - Sigfrido Ranucci - Valter Lavitola

Con le sue dichiarazioni Lavitola ha inoltre ammesso che quella con Ranucci fosse «un’amicizia interessata». Gli avvocati del faccendiere hanno parlato della speranza, nata nel loro assistito, di ottenere, grazie al legame con l’ex conduttore, «un riscatto sociale», una sorta di «riabilitazione».

 

«Io mi volevo ricostituire, non dico una verginità, che era impossibile, ma una reputazione in questo senso», aveva detto Lavitola durante l’ultimo interrogatorio parlando anche dei suoi interessi in Africa sul carbon credit e del «prestigio» che gli sarebbe derivato qualora l’amico Ranucci si fosse candidato.

 

valter lavitola e sigfrido ranucci al cefalu bistrot - foto di aldo torchiaro

Dell’amicizia «interessata» di Lavitola nei confronti di Ranucci avevamo già parlato in riferimento ai costruttori Pulcini (il più giovane è amico di vecchia data del nero Massimo Carminati). I fatti sono noti. Lavitola voleva comprare le mura che ospitano il ristorante Cefalù, a lui riconducibile ma non di sua proprietà.

 

Così per raggiungere l’obiettivo aveva sollecitato l’amico fraterno considerato che i Pulcini, il papà Antonio e il figlio Daniele, conoscono chi possiede le mura. Ranucci li ha incontrati in due occasioni. Lo stesso Daniele Pulcini ha spiegato di aver incrociato in diverse occasioni Ranucci. Ma l’interessamento non ha poi portato alla conclusione dell’affare.

 

attentato fuori dalla casa di sigfrido ranucci a campo ascolano - pomezia

Per ringraziarlo Lavitola invierà un messaggio a Ranucci: «Ti voglio sinceramente tanto bene. Che Dio te ne renda merito e ti protegga. Io prego, il signore che riversi sulla tua famiglia su di te ciò che tu fai per aiutare gli altri e lo moltiplichi infinite volte. Se c’è una persona che merita questo, sei tu».

 

Lavitola scrive, in versione adulatoria e, secondo gli inquirenti, manipolatoria: «Io ti prego di scusarmi, se ti do tanto fastidio. E sinceramente, mi vergogno un po’ di dartelo, nonostante so l’affetto che ci lega. A volte questa cosa mi spinge a guardare verso il baratro nel quale io sono già stato e del quale adesso ho orrore».

 

IL MESSIA - UN FILM DI VALTER LAVITOLA

Ranucci ricambia il bene e dice di farlo per i figli del pluripregiudicato. Inoltre dalle chat agli atti tra i due amici emerge pure uno scambio relativo agli approfondimenti mandati in onda su Report. «Dottore, faccio io» Ai giudici del riesame Lavitola ha poi parlato del «mandato in bianco» dato all’intermediario latitante Clesio Gomes Tavares.

 

«Dottore, almeno su questo, che sono esperto, faccia fare a me», gli avrebbe detto il camerunense. Da qui l’«accettazione del rischio da parte di Lavitola – si legge nella memoria – che si procedesse in modo diverso da quello suggerito a Tavares».

 

Nella memoria ci sono anche riferimenti all’«estraneità» di Ranucci all’attentato, sebbene il faccendiere sia tornato a dire di non poter escludere che l’ex conduttore abbia in un secondo momento capito che dietro alla bomba ci fosse lui. E poi: riferimenti alla volontà di Lavitola di «produrre personalmente la trasmissione di Ranucci», in pratica come se Lavitola volesse diventare l’editore del giornalista producendo in proprio il format.

 

LA DOLCE VITOLA - MEME BY EMILIANO CARLI

La novità al di là delle possibili millanteria del faccendiere è che gli inquirenti avrebbero anche meglio collocato nel tempo i buchi nelle chat su Signal tra Ranucci e Lavitola – i messaggi non sarebbero stati cancellati a ridosso dell’attentato – e, ancora, non avrebbero intenzione di sentire la moglie di Lavitola che ha fatto sapere ai giornali di voler presentare una memoria contro il marito.

 

Il sospetto degli investigatori è che si tratti di “pizzini” nei confronti di Ranucci: se la donna, in base a quanto trapela, nulla sa dell’attentato, cosa vorrebbe raccontare a proposito dell’amicizia tra il marito e il giornalista? Inoltre, la moglie di Lavitola ha anche detto di non voler accoglierlo a casa, se i giudici entro il 10 settembre decidessero per i domiciliari.

 

Motivo per cui i legali hanno indicato Potenza come sede per scontare la misura. Per il momento l’amico di Ranucci resta in carcere, con la procura che ha dato parere negativo alla scarcerazione. [...]

 

attentato fuori dalla casa di sigfrido ranucci a campo ascolano - pomeziavalter lavitola e sigfrido ranucci al cefalu bistrot - foto di aldo torchiaroSIGFRIDO RANUCCI

 

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