simone corrente

VE LO RICORDATE? PER DIECI ANNI È STATO UNO DEI VOLTI TV PIÙ AMATI GRAZIE A UNA FICTION DI CULTO: LE PISCHELLE INFARCIVANO I DIARI DELLE SUE FOTO DA BRAVO RAGAZZO, MA LUI ERA INFELICE: “AVEVO POCO PIÙ DI VENT'ANNI E CASA MIA ERA DIVENTATA UN PORTO DI MARE. FESTA TUTTE LE SERE E ALLE SEI DEL MATTINO DOVEVO ANDARE AL LAVORO. CON I PRIMI SOLDI COMPRAI ANCHE TANTA DROGA”. POI LA SVOLTA: ZAINO IN SPALLA HA LASCIATO TUTTO E OGGI VIVE A BALI CON MOGLIE E FIGLI. “SE NON AVESSI AVUTO IL CORAGGIO DI MOLLARE TUTTO PROBABILMENTE MI SAREI AMMAZZATO PER METTERE FINE ALLA MIA SOFFERENZA...”

Estratto dell’articolo di Daniela Seclì per www.fanpage.it 

 

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Simone Corrente si racconta quindici anni dopo il successo di Distretto di polizia. L'ex attore ha 51 anni e ha lasciato l'Italia. Dopo avere intrapreso un cammino spirituale per trovare la serenità che gli mancava ha costruito una nuova vita a Bali. Oggi è un imprenditore. La sua storia, ripercorsa in una lunga intervista rilasciata a Fanpage.it, è più appassionante della trama delle fiction che lo hanno reso famoso.

 

A poco più di vent'anni diventa uno dei volti più amati della TV. In apparenza la sua vita è perfetta. Simone ha tutto: la fama, i soldi, una casa lussuosa, una intensa storia d'amore con Giulia Bevilacqua, fan che lo adorano e sponsor che lo ricoprono di regali. Eppure non è felice. Per tentare di sottrarsi alla sofferenza ricorre anche alla droga. E così, rischia di scavare un solco talmente profondo da non riuscire più a risalire.

 

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Tutto cambia quando trova il coraggio di ripartire da zero. Zaino in spalla, lascia la famiglia e gli amici alla volta dell'India. Intraprende un percorso di consapevolezza, che passa per la meditazione. Oggi è un uomo sereno, è sposato con Suman, ha due figli e gestisce due ristoranti a Bali e Flores.

 

Chi era Simone Corrente prima di diventare un personaggio pubblico?

Sono cresciuto in una famiglia umile. I miei nonni e mio padre facevano i marmisti. Avevamo una bottega in Via dell'Orso a Roma. Da ragazzino andavo lì e facevo le basette e i posacenere. Così mi tenevano occupato perché ero un po' birichino. Per il resto, la mia vita scorreva tra Piazza San Cosimato e Piazza di Santa Maria in Trastevere. Un quartiere in cui ci conoscevamo tutti.

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Un talent scout ti ha notato ed è iniziata la tua carriera di attore. Dopo Cuori in campo e Ultimo è arrivato Distretto di Polizia. Per undici anni hai interpretato Luca Benvenuto. Oggi cosa rappresenta per te quel personaggio?

Una barca che mi ha accompagnato all'età adulta. [...]. Fare l'attore è stata una grande opportunità. È il sogno di tutti, no? Se fai questo lavoro devi essere felice. Ecco, a me è servito proprio per scoprire che non mi dava la felicità e mi ha spinto a farmi delle domande. A quel punto è iniziata davvero la mia vita.

 

Il tuo personaggio è morto nell'undicesima stagione di Distretto di Polizia.

Inizialmente avevano deciso che io restassi altri 2 anni. Avevo appena comprato casa con Giulia (Bevilacqua, ndr) basandomi su quanto guadagnavo all'epoca e chiedendo un prestito in banca. Ma a poche settimane dall'inizio delle riprese, vengo a sapere che avevano cambiato idea e che il mio personaggio sarebbe morto.

 

Questo mondo funziona così, sono le regole del gioco. Non mi andava neanche di farle quelle due puntate. In fondo, dentro di me, avevo già deciso di smettere di fare l'attore.

 

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[...]

A quanto ammontava il tuo cachet in linea di massima?

Per Ultimo con Stefano Reali presi 15 milioni di lire. Con Ultimo – La sfida passai a 17 milioni di lire. Per la prima serie di Distretto di Polizia mi pare che presi 80mila euro per 8 mesi di lavoro. Per me erano tantissimi, più di quello che guadagnava mio padre.

 

Con i primi soldi guadagnati come attore ti sei tolto degli sfizi?

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Ho preso casa da solo. Pericolosissimo. Avevo poco più di vent'anni e casa mia era diventata un porto di mare. Festa tutte le sere e alle sei del mattino dovevo andare al lavoro. Con i primi soldi comprai anche tanta droga.

 

Cosa ti spingeva a fare uso di sostanze?

La trasgressione mi attraeva perché era un modo per uscire dalla mia infelicità. Sin da piccolo sono stato ipersensibile e crescendo ho cercato di soffocare quella sensibilità, quella sofferenza. La droga, quindi, era un modo per tentare di uscire da quel dolore. A un certo punto è diventata parte della mia vita, la mia medicina. All'inizio può sembrare una soluzione, poi diventa una prigione. [...]

 

Prima hai fatto riferimento a Giulia Bevilacqua, tra voi una relazione durata sei anni.

Con lei ho dei bei ricordi. Giulia per me è stata una compagna meravigliosa. Quando è arrivata nella serie Distretto di polizia era freschissima, io ero già svezzato all'ennesima potenza (ride, ndr). Mi ha attratto la sua innocenza e il suo rigore. Mentre io ero nel caos, lei mi dava stabilità. Io, invece, le offrivo la mia parte più ribelle. Gli opposti si attraggono.

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Perché prendeste strade diverse?

La mia infelicità tornava sempre a galla. Realizzi tutti i sogni, diventi famoso, ti ritrovi qualche soldo in tasca, hai una bella casa, sei fidanzato con Giulia, tutto sembra perfetto, ma io non ero felice. Siamo partiti per il Myanmar. Soggiornavamo in un bellissimo albergo vicino al lago Inle.

 

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Una mattina, la nostra guida ci aspettava per fare l'escursione sul lago. Era un'ex monaca che meditava ogni giorno. L'ho vista arrivare, fresca e sorridente come sempre. Io, che non avevo dormito tutta la notte, le ho chiesto: "Come fai a meditare? Fammi provare". Ho sentito un richiamo talmente forte che non ho resistito nel dirlo a Giulia: "Amore, io devo venire qua". Mi ha capito subito, ha capito la sofferenza che vivevo, ha capito che lì c'era qualcosa per me e che io non potevo non ascoltare quella chiamata. Ci siamo lasciati poco dopo.

 

Avete mantenuto comunque un ottimo rapporto.

Tra noi c'è un amore e un rispetto reciproco [...]

 

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Negli anni di maggior successo, il tuo volto era su tutti i giornali e nei diari degli adolescenti. C'era un'attenzione quasi ossessiva nei tuoi confronti.

[...] Può fare piacere, ma è più quello che ti toglie di quello che ti dà, perché poi diventi uno stron*o, un arrogante. Non hai più la libertà di uscire di casa senza che qualcuno ti fermi. Anche quando andavo a comprare il latte, sentivo tutti gli occhi addosso. Una parte di te si convince che sei speciale perché tutti ti reputano tale. Poi magari lo sei veramente, ma non di certo perché sei in TV.

 

A Roma avevi aperto due ristoranti.

Insieme a Ricky Memphis. Uno per sette anni, l'altro per cinque. [...]

 

Poi, però, hai svenduto i ristoranti e la tua casa, ti sei spogliato di tutto e, zaino in spalla, sei partito per l'India. Come è stato il passaggio dal lusso al nulla?

Come passare da una prigione dorata a una libertà che non è possibile spiegare a parole.

simone corrente con la moglie

[...]

 

In India hai conosciuto tua moglie Suman, cosa ti ha colpito di lei?

Ci siamo conosciuti durante un ritiro. Facevamo degli esercizi a occhi chiusi. Il maestro fece due cerchi concentrici, in uno c'erano le donne indicate come Shakti e nell'altro gli uomini indicati come Shiva. Chiese alle donne di girare all'interno del cerchio a occhi chiusi, poi lo stesso fecero gli uomini.

 

A un certo punto disse: "Stop, aprite gli occhi, davanti a voi avete il vostro partner". Aprii gli occhi e c'era una ragazza bionda con questi occhi di luce, blu, bellissimi. Abbiamo fatto questo esercizio che si chiamava Il tocco sacro e da lì non ci siamo più lasciati.

 

Oggi vivi a Bali. Tu e Suman avete due figli.

Sì, la piccola è appena nata, ha tre mesi.

[...]

 

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Di cosa ti occupi?

Ho due ristoranti. Uno a Bali e uno a Flores. Li ho costruiti e avviati e adesso li gestisco con mia moglie. Abbiamo 47 dipendenti a Bali e 30 a Flores. Io e Suman decidiamo le strategie, le ricette e facciamo il training ai nostri dipendenti. Possiamo dire che adesso faccio l'imprenditore.

 

È cambiato il tuo rapporto con il denaro rispetto al passato?

[...] adesso me li godo in un'altra maniera: viaggi, buon cibo e basta. Non ho l'auto, vado in giro in moto. Qualche giorno fa ho portato mio figlio di 4 anni all'isola di Lombok all'avventura. E questo è preziosissimo. Non cerco situazioni di lusso.

 

Ti chiedi mai dove saresti oggi se quel giorno non avessi avuto il coraggio di mollare tutto e partire?

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Probabilmente mi sarei ammazzato per mettere fine alla mia sofferenza.  [...]

simone corrente in distretto di polizia 6simone corrente in distretto di polizia 5simone corrente in distretto di polizia 8

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