the echo chamber

LA VENEZIA DEI GIUSTI – IDEATO DA BERNARDO BERTOLUCCI PRIMA DI MORIRE, “THE ECHO CHAMBER”, DIRETTO DA ANDREA PALLAORO, È UN FILM SUL DOLORE E SULLA MALATTIA, SUI SOPRAVVISSUTI DEL ROCK E DEL CINEMA E SULL’AMORE CHE CI VUOLE NELLO STARE VICINI A CHI È MALATO E SOFFRE PER RIMETTERE A POSTO I COCCI – “L’EROINA HA SALVATO MOLTE VITE”, SENTIAMO DIRE DAL PERSONAGGIO DI AVA MAY, LA ROCKSTAR CHE TORNA A CANTARE, INTERPRETATA DA SUSAN SARANDON, AL SUO PRODUTTORE MUSICALE, LEO, CIOÈ LUCA MARINELLI – È UN FILM DAVVERO DIFFICILE DA RICOSTRUIRE COME GENESI AUTORIALE. ANCHE PERCHÉ C’È UN GRANDE AUTORE MALATO, BERTOLUCCI, CHE È MORTO SCRIVENDOLO, E COMUNQUE SI SENTE IL SUO PESO, ANCHE, E FORSE DI PIÙ, NELL’ASSENZA… – VIDEO

 

Marco Giusti per Dagospia

 

LUCA MARINELLI - THE ECHO CHAMBER

“L’eroina ha salvato molte vite”, sentiamo dire a un certo punto dal personaggio di Ava May, la rockstar che torna a cantare interpretata da Susan Sarandon al suo produttore musicale, Leo, cioè Luca Marinelli, il protagonista, che abbiamo visto scivolare fin dalla sequenza pre-titoli nell’eccesso di farmaci e droghe per placare il dolore che prova alla schiena.

 

Eroina, morfina, cocaina, da quanto tempo il rock e il cinema che più amiamo, degli anni '60 e ’70, civettano con la morte e coi veleni che servono per affrontare battaglie autodistruttive e vite vissute pericolosamente. Del resto c'è un filo preciso tra il dolore e l'eroina come tra il piacere e l'eroina.

 

Ideato da Bernardo Bertolucci prima di morire, che forse nel personaggio di Leo aveva trasferito molta della sua sofferenza, scritto con Ilaria Bernardini de Pace e Ludovica Rampoldi, prodotto da Indigo Films, “The Echo Chamber”, diretto da Andrea Pallaoro, secondo film italiano del concorso, presentato oggi a Venezia, è un film sul dolore e sulla malattia, sui sopravvissuti del rock e del cinema e sull’amore che ci vuole nello stare vicini a chi è malato e soffre per rimettere a posto i cocci.

 

SUSAN SARANDON – THE ECHO CHAMBER

Al punto che tutto sembra se non narrato, almeno visto attraverso lo sguardo amoroso di Anne, Alicia Vikander, fidanzata e infermiera che sorveglia, cura, adora Leo, che trova bellissimo. È lei che abita la sua casa quando lui non c’è, e riesce anche a ricostruire le tazze rotte che trova. “Anne è un angelo”, dirà Ava a Leo, “ma forse a te non piacciono gli angeli”.

 

Più bertolucciano, in questo interesse ossessivo per il dolore e per i metodi possibili per limitarlo, per l’autodistruzione e i meccanismi per frenarne la corsa verso il vuoto, è però un film che, almeno da spettatori, è davvero difficile da ricostruire come genesi autoriale. Peggio della tazza rotta di Leo.

 

LUCA MARINELLI E SUSAN SARANDON – THE ECHO CHAMBER

Anche perché c’è un grande autore malato che è morto scrivendolo, e comunque si sente il suo peso, anche, e forse di più, nell’assenza, come ci sono due scrittrici che hanno rielaborato quello che era nato con lui, presenze simili all’angelo Anne della Vikander. E c’è un regista, un autore sempre presente a Venezia in concorso, che ha cercato di fare il suo film pur rispettando la memoria del Maestro Bertolucci.

 

Ma come puoi confrontarti con Bertolucci, imbattibile da vivo e ancor di più da morto? Pallaoro cerca allora di fare il suo film, imponendo il suo ritmo di regia, inquadrature infinite, grande lavoro sul corpo di Marinelli, forse un po’ troppo a sedere nudo, mentre vediamo meno interesse per la Vikander, che diventa però il nostro occhio sul corpo maschile, fino a esplodere in un pompino (come altro dirlo?) al dito del protagonista che non mi aspettavo e che rimanda, per vicinanza di tempi, al pompino tra maschi che era alla base del film di Paul Schrader.

 

THE ECHO CHAMBER

Susan Sarandon è bravissima, ma non è la Marianne Faithfull che probabilmente pensava Bertolucci scrivendo il film, soprattutto quando canta le canzoni originali di Clement Ducol, la Vikander è davvero sacrificata, Marinelli è perfetto come suo sogno erotico. Sia quando c’è sia quando non c’è.

 

Per deformazione critica, cresciuti coi film di Bertolucci, cerchiamo qualche appiglio per sentire un po’ di nostalgia. Fossero anche i grandi spazi della casa di Via della Lungara a Roma. Ma qua e là compaiono anche echi del John Malcovich di “Il tè nel deserto” o del rapporto tra il musicista di David Thewlis e la ragazza nera di Thandie Newton in “L’assedio”, già così chiuso, così malato.

 

THE ECHO CHAMBER

Non può che farci piacere. Ma quello che aveva Bertolucci e non ritrovo in Pallaoro è l’interesse reale per il cinema contemporaneo, soprattutto quello dei registi più giovani. Ricordo, prima di iniziare appunto “L’assedio”, come mi parlò entusiasta di Wong Kar Wai. Se Pallaoro è fermo nel suo stile, Bertolucci, cinéphile totale, era, anche nell’infermità, estremamente mobile, prensile, una macchina piena di invenzioni, sorprese, idee, novità, voglia di stupire e fare cinema. In sala dal 10 settembre.

Ultimi Dagoreport

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…