LA CASA E' MOBILE - VIA CORRIDOI E TINELLI: AMBIENTI SEMPRE PIU' APERTI, LO SMARTPHONE E' IL NUOVO ALTARE DOMESTICO - RIVOLUZIONE IN CAMERA DA LETTO DOVE SI CHATTA, SI SCARICANO FILM E SI STA ATTENTI ALLA QUALITÀ DEL SONNO (MA IL SESSO?)

KRISTAL MOLTENI SALONE MOBILEKRISTAL MOLTENI SALONE MOBILE

Aurelio Magistà per “la Repubblica”

 

Come la vestiamo, ma anche come la viviamo. Il Salone del mobile cominciato ieri a Milano non è solo il posto dove ogni anno scopriamo come arredare la casa, ma anche come sta cambiando il nostro modo di abitarla. Certo, le tendenze dei mobili variano più rapidamente, mentre i comportamenti dell’abitare si evolvono su tempi più lunghi. Ma è comunque l’occasione per farci un selfie: stanza per stanza, adesso abitiamo così. Ma per farlo più attendibilmente, chiediamo aiuto a un progettista affidabile ed esperto come Ferruccio Laviani.

 

SALONE MOBILESALONE MOBILE

Che premette: «Gli ambienti della casa tendono a incrociarsi, sovrapporsi, mescolarsi. È una casa tuttofare e meticcia. Sia perché si vive sempre più spesso in uno spazio principale flessibile e aperto, sia a causa dei nuovi dispositivi tecnologici, che ci accompagnano in qualunque stanza e non hanno più bisogno di cavi. Questo “nomadismo domestico” sta trasformando il volto della casa.

 

INGRESSO E CORRIDOIO. «Il corridoio è di fatto scomparso. Si trova solo nelle vecchie case non ristrutturate, perché ristrutturando quei metri quadrati vengono impiegati in modi più utili», spiega Laviani, «l’ingresso invece resiste perché ha una sua utilità. Aprire la porta e trovarsi direttamente in soggiorno è non solo poco bello ma poco pratico. Un luogo di compensazione fra il fuori e il dentro, dove posare le chiavi, la borsa, spogliarsi, soprattutto quando il tempo è brutto e magari abbiamo il soprabito che sgocciola, è importante. E infatti c’è continua richiesta di mobili di servizio per questi usi».

 

CUCINA. Ci sono due possibilità, opposte. «Chi mangia spesso fuori e quindi la usa poco», sintetizza Laviani, «tende a sentirla come spazio inutilizzato e quindi a penalizzarla a vantaggio del living. Chi cucina spesso invece la vuole con alte prestazioni e le concede spazio. Poi ci sono differenze più sottili. Io per esempio amo molto cucinare ma odio mangiare in cucina o in quella stanza intermedia che si chiamava tinello, e non sopporto i tavoli penisola o snack».

wall system poliform dordoniwall system poliform dordoni

 

LIVING. Ha perso i classici punti di riferimento, come si diceva, «a causa del fatto che il televisore, un tempo “altare” domestico che raccoglieva intorno a sé tutta la famiglia ha ceduto la sua centralità a computer, ipad e smartphone, che offrono molte funzioni. Il cambiamento è anche un segno di disgregazione della vita familiare. Ci si ritrovava davanti al televisore, ma almeno ci si ritrovava. Così si finisce per socializzare più spesso virtualmente con gli amici che realmente con la propria famiglia.

salone mobile 1salone mobile 1

 

Il nomadismo domestico ha reso quasi inutili anche tavoli di lavoro e scrittoi. Divani e poltrone continuano a segnare lo spazio del relax e dell’incontro con gli amici, ma le nuove proposte offrono spesso una seduta più corta, dove non ci si allunga più. È la risposta a una domanda di maggiore compostezza. In ogni caso il living resta il luogo che racconta la casa, quello da cui si capisce immediatamente in che tipo di abitazione ci troviamo».

 

BAGNO. Si fa di tutto per averne uno in più, dividendolo in due quando si può o ricavandolo a spese di un’altra stanza. «Vero», conferma Laviani «e si accentua la divisione fra bagno di servizio, dove si mette la lavatrice e si stende la roba quando piove, e bagno “bello”, dove si esprimono ambizioni di status e desideri di autogratificazione fino a farne un piccolo living del benessere. Spesso i clienti mi chiedono di metterci una poltrona, che ovviamente è inutile, ma stilisticamente ci può stare; purtroppo qualche volta non ci sta proprio fisicamente».

 

salone mobile milano 2015salone mobile milano 2015

SOTTOTETTO: «Gli italiani ci si stanno appassionando. In diverse regioni», ricorda Laviani «si incoraggia il recupero dei sottotetti per dare più spazio abitativo senza nuove costruzioni. Sono iniziative virtuose e di grande popolarità che si stanno diffondendo perché, seguendo l’intuizione dell’architetto francese François Mansart (da cui appunto la mansarda), si guadagnano luce e metri quadrati per i ragazzi, la camera degli ospiti, un bagno, la lavanderia...

 

SALONE DEL MOBILE SALONE DEL MOBILE

LETTO. L’oggetto del desiderio resta la cabina armadio, che però pretende grande disponibilità di metri quadrati. Molte persone in camera da letto ormai fanno di tutto, chattano, guardano il film appena scaricato... «Certo, è una delle prove che la casa è diventato un luogo dove le attività si mescolano rispetto alle stanze», nota Laviani; «ma in camera da letto alla fine ci si vuole riposare e la vera novità è la crescita dell’attenzione verso la qualità del sonno, anche cercando di usare materiali e tessuti più confortevoli e naturali. Dopo il mangiar bene, gli italiani stanno riscoprendo l’importanza del ben dormire».

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