mortal kombat 1

DAGOGAMES BY FEDERICO ERCOLE - "MORTAL KOMBAT 1", IL SEGUITO DELLA CELEBRE E CONTROVERSA SERIE DI “PICCHIADURO” CHE DOPO UNDICI EPISODI RICOMINCIA DA CAPO, AZZERANDO IL SUO PASSATO SENZA RINNEGARE LA SUA IPERBOLICA, LIBERATORIA VIOLENZA. RIPORTA AL VIDEOGAME INTESO COME ATTIVITÀ LUDICA E NON COME ESPERIENZA - UN GIOCO IDEALE PER SERATE CON GLI AMICI, PER INORRIDIRE E RIDERE INSIEME DOPO LE SEMPRE PIÙ IMPRESSIONANTI E DISGUSTOSE “FATALITY” … - VIDEO

 

Federico Ercole per Dagospia

 

mortal kombat 1. 4

Nella tempesta dei troppi mondi elettronici di questa tarda estate, giocare ad un “picchiaduro” riporta alla concretezza, al videogame inteso come attività ludica e non come esperienza. Tra lo spazio di Starfield (quando  vi avrò trascorso tutte le ore che merita scriverò a proposito), le epopee di Sea of Stars e di Baiten Kaitos, il metallo pesante di Armored Core e i burattini horror di Lies of P,  sono tornato quindi ad una materialità del gioco con Mortal Kombat 1 assieme all’amico ed esperto di “fighting game” Jacopo Tagliasacchi, con il quale sono nate le prossime riflessioni.

 

mortal kombat 1. 2

Mortal Kombat è un gioco simbolo degli anni '90, nato dall'immaginazione forse puerile ma senza dubbio genuina e ispirata di Ed Boon e John Tobias; il “picchiaduro”della defunta software house Midway incarnava le pulsioni adolescenziali del pubblico dell'epoca, mostrando sinistri ninja assassini, mitologiche creature barbariche di un “Altromondo” e nerboruti attori hollywoodiani in scontri violentissimi. Si trattava di combattimenti senza la geometria marziale, la velocità e l’eleganza di uno Street Fighter, lotte lente e farraginose ma valorizzate ed esaltate dalle crudeli “fatality”, mosse segrete talmente truculente da alimentare lo scandalo e portare alla creazione dell'ESRB (Entertainment Software Rating Board), il sistema di regolazione dei videogiochi per età consigliate ancor oggi in vigore negli Stati Uniti.

 

mortal kombat 1. 3

Tanti di noi, bambini o ragazzi in quel periodo, hanno agognato almeno una volta quel titolo vietatissimo dai genitori e inviso alla stampa, un po' come Bart nel celebre episodio  dei Simpson sul videogioco “Tempesta di ossa” , palese parodia dell'opera Midway. E se si riusciva ad ottenerne una copia la si giocava di nascosto, lontano dagli occhi della famiglia, convinta magari che si stessero calcando i ben più rasserenanti (ma paradossalmente maturi) prati di uno Zelda a Link to the Past o di un Mario All-Stars.

 

 

UN NUOVO MORTALE INIZIO

 

mortal kombat 1. 5

Oggi la serie esiste sotto l'etichetta Warner Bros Games che  ha permesso negli anni di ottenere licenze per “ospiti” celeberrimi tra i personaggi selezionabili, come John Rambo, Robocop, il Joker e, nelle espansioni future di questo Mortal Kombat 1, super-eroi violentissimi e sui generis come Il Patriota (dalla serie “the boys”), Omniman (dal fumetto “Invincible”) e Peacemaker (personaggio DC con il volto di John Cena), oltre alle fattezze di Jean-Claude Van Damme e Megan Fox per i lottatori Johnny Cage e Nitara.

mortal kombat 1. 14

 

Non è però solo nelle partecipazioni famose che risiede l'attrattiva di MK1 di NetherRealm, uscito per XBox, Switch, PlayStation e PC: in questo episodio assistiamo alla rinascita del suo universo narrativo dopo decenni di fitte e complesse vicende che iniziavano ad essere un bagaglio addirittura ingombrante, soprattutto per i neofiti ma non solo.

 

mortal kombat 1. 6

In seguito alla disfatta della malvagia dea Krona, Liu Kang, storico protagonista ora assunto a divinità del fuoco, ricostruisce l'universo partendo da zero, dando origine ad una mitologia familiare e allo stesso tempo diversa, raccontata lungo una campagna dalla forte impronta cinematografica che intervalla filmati sorprendentemente arguti nella scrittura a scontri violentissimi coi vari personaggi.

 

mortal kombat 1. 7

La narrativa lega in maniera efficace e corale tutti i protagonisti: in un gioco “a specchio” Liu Kang è ora il maestro di un giovane e futuro dio del tuono Raiden,  Cage è un attore al tramonto della carriera che maschera la disillusione con continue battute di (scarso) spirito, Shao Kahn è un ambizioso generale intento ad ordire oscure e pericolose cospirazioni.

Sono ventitré i lottatori selezionabili, tutti graziati da un’arte e da una tecnica che esaltano i modelli poligonali con le loro vesti rinnovate, più eleganti e sobrie rispetto al passato.

mortal kombat 1. 13

 

La mano di bianco “stilistica” si estende anche al modo di giocare: i combattimenti sono più reattivi, diversificati, sviluppati con maggior enfasi sulle combo aeree e ulteriormente stratificati tramite il sistema dei “cameo”. Sono infatti selezionabili, oltre al proprio lottatore, dei personaggi di supporto (fonte di grandi richiami dalla storia della serie) che permettono manovre di contrattacco, l'estensione delle combinazioni di colpi e soluzioni strategiche inaspettate.

mortal kombat 1. 8

 

Anche gli sfondi sui cui si stagliano le battaglie hanno subito cambiamenti, perdendo interazioni contestuali ma guadagnando in bellezza visiva, con combinazioni di colori sgargianti piuttosto estranee alla serie. Da templi shaolin immersi in rigogliosa flora purpurea a sinistri laboratori di tortura ingombrati da sacchi di carne umana riassemblata, è facile essere distratti dalla sovrabbondanza e bellezza dei dettagli che animano le ambientazioni, rischiando di farsi perforare dal celebre uncino di Scorpion mentre si studia la profondità di campo della Foresta Perduta o si contano gli innumerevoli ninnoli presenti nella villa hollywoodiana di Johnny Cage.

mortal kombat 1. 15

 

 

BOTTE LOCALI E ONLINE

Oltre alle sfide in rete, Mortal Kombat 1 offre svariate opzioni per una fruizione solitaria e locale, orientando il genere verso le sue origini, quando la compagnia non era possibile una compagnia o un antagonismo virtuale. Oltre alla già citata è riuscita  “modalità storia”  c'è la bizzarra sezione “invasioni”, una sorta di “gioco di ruolo” su tabellone in cui il propio personaggio sale di livello dopo ogni scontro e ottiene ricompense per “personalizzarlo” ulteriormente. Sono inoltre presenti le immancabili torri, con sfide di crescente difficoltà.

mortal kombat 1. 12

 

Mortal Kombat funziona molto bene, una specie di “party game” violento quanto inoffensivo e spassoso, un gioco ideale per serate con gli amici, per inorridire e ridere  insieme dopo le sempre più impressionanti e disgustose “fatality” elargite o subite che siano.  

mortal kombat 1. 9

 

 

mortal kombat 1. 1mortal kombat 1. 10

 

mortal kombat 1. 11

Ultimi Dagoreport

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI - LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

gender club degrado roma pina bausch matteo garrone

25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL "DEGRADO", IMMERSO NEL BUIO, SI FACEVA SESSO SENZA IL SENSO DEL PECCATO, IN MEZZO A TUTTI. UNO ‘’SBORRIFICIO” CHE NON HA AVUTO EGUALI E CHE DEMOLÌ I MURI DIVISORI TRA ETERO-BI-GAY-LESBO-TRANS-VATTELAPESCA - PER 9 ANNI, “CARNE ALLEGRA” PER TUTTI. OGNUNO VENIVA E SI FACEVA I CAZZI SUOI, E QUELLI DEGLI ALTRI. IL "DEGRADO'' POTEVA ESSERE RIASSUNTO IN UNA DOMANDA: CHI È NORMALE? - DAGO-INTERVISTA ALL’ARTEFICE DEL BORDELLO: “SCORTATA DA MATTEO GARRONE, UNA NOTTE È APPARSA PINA BAUSCH IMPEGNATA AL TEATRO ARGENTINA. SI ACCENDONO LE LUCI E UNA TRAVESTITA URLO': “AO' SPEGNETELE! IO STAVO A FA’ UN BOCCHINO. NUN ME NE FREGA ‘N CAZZO DE 'STA PINA!”

michele mari ciabatti d orrico

DAGOREPORT! MARI IN TEMPESTA! CI VOLEVA LO STREGA-GATE CON I PRESUNTI GIUDIZI, POI SMENTITI, SU MICHELA MURGIA (“ERA INTRANSIGENTE E VIOLENTA, PERCHÉ ERA BRUTTA E SFOGAVA COSÌ LA SUA RABBIA”) PER SCOPRIRE CHE MICHELE MARI HA UN CARATTERE FUMANTINO. NELLA SOCIETÀ LETTERARIA LA SUA IRACONDIA È UN SEGRETO DI PULCINELLA COME LA SUA IMPULSIVITÀ. LO SCRITTORE, CHE RIVENDICA UN CULTO PER GENE HACKMAN E PER GLI UOMINI “ANCHE UN PO’ CANAGLIE”, RESTA NEGLI ANNALI PER LA REAZIONE CHE EBBE DOPO UNA STRONCATURA RICEVUTA DAL CRITICO DI “SETTE”, ANTONIO D’ORRICO. MICHELE MARI ANDÒ NEGLI UFFICI DEL "CORRIERE". E TROVATOSI FACCIA A FACCIA CON IL RECENSORE, LO COLPÌ CON UNO SCHIAFFO. IL CRITICO NON REAGÌ. E MARI SI CONQUISTÒ LE STELLETTE DI VENDICATORE DEI SOPRUSI DEI CRITICI PREPOTENTI E ARROGANTI…

giorgia meloni donald trump

FLASH! – IL LATO POSITIVO DEGLI INSULTI DI TRUMP A "GIGIORGIA"? POTREBBE TRADURSI IN UN AUMENTO DEI CONSENSI, ESSENDO IL TYCOON ODIATO DA 8 ITALIANI SU 10 - NON A CASO, AL RADUNO DEGLI ALPINI A GEMONA, È STATA ACCOLTA TRA APPLAUSI E STRETTE DI MANO - AL DI LA' DI TRUMP, IL VERO PROBLEMA PER LA DUCETTA RESTA LO SFARINAMENTO DELLA LEGA E LO SBANDAMENTO DI FORZA ITALIA IN VISTA DEL VOTO 2027 - E POI C’È IL BOOM DI VANNACCI A SPESE DEI TRE PARTITI DELLA MAGGIORANZA (E M5S), RICICCIANDO TEMI IDENTITARI CARI ALL'UNDERDOG, ABBONDONATI UNA VOLTA A PALAZZO CHIGI… - VIDEO

giorgia meloni trump cairo

FLASH! - A PALAZZO CHIGI, DOPO LE MAZZATE DI TRUMP CONTRO GIORGIA MELONI, E' INIZIATA LA CACCIA ALLE STREGHE (CON QUALCUNO SI DEVONO SFOGARE) - E CON CHI SE LA SONO PRESA? CON URBANO CAIRO! - IL MOTIVO? A PUBBLICARE IL PRIMO AFFONDO DI TRUMP ("SONO SCIOCCATO, MELONI NON CI VUOLE AIUTARE SULLA GUERRA IN IRAN. PENSAVO AVESSE CORAGGIO") FU IL "CORRIERE DELLA SERA" A FIRMA DI VIVIANA MAZZA - IL SECONDO SFOGO DEL TYCOON ("MELONI MI FA PENA") E' STATO RIPORTATO DAL PROGRAMMA "L'ARIA CHE TIRA"  DA DANIELE COMPATANGELO SU LA7 (ANCORA EDITORE CAIRO!) - PER DARE UN SEGNALE DI "BUONA FEDE", IL "CORRIERE" IERI HA PUBBLICATO UN'INTERVISTA A MARY L. TRUMP, NIPOTE DI "THE DONALD", CHE DESCRIVE LO ZIO COME UN DISTURBATO MENTALE FUORI CONTROLLO...